Alena, Condottiera della Rinascita

E fu così che nella prima pagina del Corriere dello Sport sbarcò una vichinga magnifica, emblema della salute e orgoglio della genetica.

Il riassetto dei palinsesti televisivi intorno al Calcio è esaltante e persino una delle bibbie del nostro bar (ahimè ad averne di meglio) promuove in copertina la foto della lunare valchiria.
In seconda ecco il prospetto complessivo della situazione. La bionda made in Boemia ha superato niente meno che la concorrenza di una tale meglio nota per esser fidanzata col figlio di Lippi Marcello, esimio brizzolato condottiero italico, e sarà la Domenicosportivessa dell'annata a venire.
Non da sola, certo: con Mazzocchi e la Ferrari. Mon dieau. Sono momenti importanti, in cui si decide il destino di un'epoca.

Ma ho ancora negli occhi le immagini della puntata che ha chiuso degnamente la sessione estiva della DS: c'era la Coppa Italia, c'erano le partite comprate con gli spiccioli rimasti, c'era la Formula Uno e chissà se c'era anche il pubblico. Bolso e deluso, Baldini rischiava di addormentarsi e sognare le antiche panchine del suo desìo, inutili i giornalisti padri e figli dell'ovvietà in meravigliosa partenogenesi (tranne per un momento di eccelsa verve polemica in cui osannata si ebbe da un ignoto volto inchiostrofero la verde etate di Ibrahimovic e Kakà, a fronte della Beneamata incapacità di adornare lo stivale del calcio con solo Figo e Samuel, che iddio li abbia in gloria), Zermiani evidentemente ubriaco attendeva le Rosse al traguardo mai visto in quel di Istanbul. Il conduttore non ricordo il suo nome, la valletta, non ricordo la sua faccia, una scenografia estiva come un Calippo dimenticato del bel tempo che fu e questo contorno impreziosiva l'insipienza dei servizi trentasecondomorfici e dimenticabili.
La Coppa Italia lei sì una signora invece, una volta tanto.
Partite accese, vibranti finali e avanzate maestose verso il proscenio per condottieri abili e indomiti: passavano il turno con clamore ed onore il Cittadella contro il Livorno, il Napoli contro il Piacenza, il Bari contro la Salernitana. Nessuna elisione sulla finale e allora via. Stracci di gloria appesi a asciugare sotto maramalde orde di piccioni generosi: se al Napoli si concede il privilegio della notifica continua e assordante, ma si sa alla lunga ci si abitua ad ogni rumore, per Cittadella e Bari rimane la desolazione di un servizio commentato senza patema per la prima compagine, il silenzio vuoto e ottenebrante della dimenticanza per i galletti pugliesi.
E così va come deve andare. Sembrerebbe. Nella stagione della cessione dei diritti al privato, la Rai abilmente forse opera la scelta strategica di non farsi rimpiangere: che certe emozioni negative il pubblico lo attenagliano. E chissà che l'Expelato del Consiglio non abbia ragione a volerne fare un simulacro della sconfitta a monito dei posteri: la televisione del Carosello si spegnerà lentamente in un'epopea tragica che potrebbe verosimilmente regalargli la fama ad eternum. Ma, veniamo ad oggi.
La secca smentita. Il capolavoro del Decadentismo estivo, la lussuria tediosa e aristocratica dello studiolo tropicale, la beltà sprezzante delle parole futili e vacue, la rigogliosa opulenza della facezia spuntata dal sorriso malizioso, si scioglievano come il trucco imbarazzato e imbarazzante di un clown in lacrime: la fiamma agostana del nobile Buffon strappa il posto alla principessina wannabeLippi e vien proclamata Condottiera della Rinascita.
Ancora non è finita ancora, allora, per ora.
Ci sarà una DS, un'altra DS. E il Corriere dello Sport, una delle nostre bibbie (ad averne di meglio), gli destina una foto a colori degna della miglior Anitona Felliniana. Senza fontana e senza acqua, forse. Ma con tante tante munifiche sfavillanti pailettes.
Alena Seredova, 27 anni, modella e attrice.

A.

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