Il marinaio Serse torna salvo e Udine si commuove

Serse Cosmi merita qualche parola. O di più.
La sua Udinese ieri ha raggiunto il traguardo di essere fra le più grandi squadre europee.
Dico la sua, ma so bene di omettere la paternità di un altro artefice, quel Luciano Spalletti che ha già conquistato la Capitale. Ma è una scelta, non una dimenticanza: Spalletti ha fatto il suo, ma Serse Cosmi poteva sbagliare. Se avesse perso, contro i pur plausibili lusitani, non sarebbe certo stato invocato a garante il suo pur nobile predecessore.
Il buon Serse, verrebbe da dire: perchè Cosmi è una di quelle persone forse un po' condannate a sembrare simpatiche, veraci, spontanee a scapito forse della competenza e del carisma con cui lavora. Come er Magara, il sor Carletto, decano degli allenatori, condannato dalla sua simpatia a non esser considerato il gran tecnico che è. L'attuale allenatore dell'Udinese sembra effettivamente destinato a ripercorrere le orme del maestro romano e, come lui, romanista.
Ma forse qualcosa cambierà grazie alla compagine friulana, una realtà sana e propulsiva nel calcio pizzaemmandulin, privata di un genio del centrocampo come Pizarro, visto nascere, crescere, camminare e innamorarsi, ma pronta a rinverdire ulteriormente le sue linee con innesti saggi, oculati, atleticamente e tecnicamente ineccepibili.
L'Udinese ha invitato lo Sporting a deliziare il suo pubblico con la tristezza del suo fado: il canto dei portoghesi, un pentagramma biancoverde di delicata lascivia, ha portato romantiche dolcezze nell'aria solida e severa del friulano, lo ha deliziato con un ritmo docile e suadente, solleticandone la lacrima commossa. È per tutti i devoti del Pallone la gioia del marinaio che torna dalla sua donna, scampato al mare in tempesta, dopo lunga e disperante attesa. Il Calcio vero, bello, esaltante. L'Europa è nei piedi dell'Udinese determinata e costante, capace di travasare una freddezza composta che sa di desiderio nelle anfore ricolme delle più goliardiche bevute. Come la sua gente. E se son bevute, vengono dopo aver fatto però. Dopo aver realizzato. Dopo aver convogliato l'energia del desiderio nello sforzo per un perfetto risultato: che è la certezza di possedere una Coscienza serena. Anche senza i capelli, anche sotto un cappellino, una Coscienza serena che sa accogliere e custodire la Bellezza.
L'Udinese non si fermi: la competizione è ancora agli inizi e farà bene a credere di poterne percorrere un bel pezzo. C'è un'idea che merita di affermarsi, una gestione che merita di raccogliere quel che ha seminato, c'è un capitale tecnico di spessore e, dopo Spalletti, un altro allenatore che non perde l'oro che gli si affida. Ma ne fa forme pregiate, eleganti, pesanti.
Il Calcio non sempre permette alla palla di essere rotonda: il Calcio descrive traiettorie capaci di deformare la stessa sfera per il tempo infinitesimale di un movimento. E durante questo movimento - dal passato, per il presente, in un futuro: l'esistenza che dura un attimo - si schiaccia sui poli la sfera e taglia l'aria nella virtuosa essenza della forza impressagli, evita qualsivoglia ostacolo al suo procedere e si manifesta. Imprevedibile. In tutta l'anima del possibile.

In bocca al lupo, buon Serse, ottima Udinese.

A.
(udinesesportinglisbonatreadue)

4 commenti:

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
guido ha detto...

Antonio!! che bello vederti,
sentirti, leggerti, qui.
E, di più, un blog letterosportivo.
Questa sì che è classe.
Grazie...

Matteo F. ha detto...

l'Udinese purtroppo non ha la stessa copertura mediatica di Milan Inter e Juve...speriamo che possa superare il girone, che non è così ferreo a pare il Barca. Se lo merita per il grande impegno profuso da società e giocatori in tutti questi anni di bel calcio.

Antonio Sofia ha detto...

grazie guido per la visita!
matteo f. benvenuto e grazie per l'opinione.
a presto..per l'inizio del campionato!

A.