Sempre come la prima volta

Ecco, meraviglia del mondo che cambia.
Mentre scrivo, usando word,
in alto a destra una finestrina del media player, opportunamente dimensionata,
lascia scorrere la diretta di Livorno-Lecce.

All’inizio è stato traumatico.
Niente audio, la signora Alice Rosso guarda e si lascia guardare in un silenzio sensuale e impertinente.
Ma son qua per il pallone signora bella, si ricomponga e mi lasci ascoltare.

(mentre scrivo il Lecce usurfruisce di un calcio di rigore, tira Pinardi. In porta Amelia.
Parte.
Tira.
Gol. O meraviglia.)

Mentre mi alambicco per riuscire a sentire la voce della amorevole prezzolata –non si dica mai che guardo a sbafo-
Ecco inizia a singhizzare il video. Ma chi è quel Marcantonio? Oddio ecco la voce giunge e rivela.
Che Lucarelli Cristiano sta per. Gol.
Ma lo schermo era nero.

(Esce Sicignano, para. Il Livorno non meritava il pareggio.)

Oddio. Non sarà sempre così signora mia, voglio sperare.
Eh sì che siamo sotto al cielo e che con l’euro neanche i pomodori si posson più comprare.
Tutto vero. Ma le partite non possono essere o viste o ascoltate. Non quando ti aspetti
di assaporare iddioprogresso in un piatto sì magistralmente condito.

(Noia.)

Stacco e riattacco.
Penso che sia una delle regole della macchina.
Quando non va, spegni e riaccendi. Mi chiedo cosa sarebbe peggio a sto punto: vedere senza ascoltare. O il contrario. La telecronaca appena accennata sovviene. Un momento, un momento soltanto prima che io proferisca: vedere, vostro onore, senza alcun dubbio.
E invece ancora singhiozzi.

(Tiro di Centi, respinta di Sicignano, scambiato per Amelia, ma dico io sono due i portieri e lontani diverse decine di metri..come si fa..Si fa.. Fine primo tempo.)

Capisco. Il problema.
La solerzia e la dedizione della signora Alice Rosso è il problema.
L’occhio per un momento rassegnato abbandona il player e si accorge che sulla destra campeggia un inquietante elenco alfanumerico.
Ancora.
Qualcuno crede ancora che interessi sapere quanti tiri, quanti passaggi, quanto tiene la palla la Trebbiolese o il Civitanovammare.
Aggiornato in tempo reale il pannello, e pure interattivo.
Signora ma mi scusi, per fa funzionare tutta sta roba servirebbe una signora Connessione!
Arrossisce la cara alice e finalmente si ricompone.
Tirando su la sottoveste rosavorio scopre un neo appena sopra il ginocchio.
Il neo più bello che io abbia mai visto.

(Nell’intervallo, come l’anno scorso immagini davvero improbabili di sport alternativi. Sarà.).

Mi avvicino al neo, ma che fai sei matto, aspetti signora Alice, c’è scritto qualcosa.
Apri nel Media player?
Allora mi ama! Sì mi ha sempre amato.
Scoppio in lacrime e capisco quel che fa continuamente per me. E io lee ho dato della prezzolata. Questa è una volontà ferrea, un’adesione integerrima, un dono arcano. Niente. Non riesco a smettere di piangere e per poco non mi va in corto il portatile.
Clicco.
Mirabile e dominatore il Mediaplayer si apre imponendosi alla finestra del browser.
Ora posso, posso signora Alice?
Arrossisce. Abbassa gli occhi e avvicina un dito alle labbra. Timida e maliziosa.Posso.
Chiudo il browser.
Ed è. Solo.
Partita.

(La birra è finita. Strano, ero convinto che ce ne fosse ancora un po’. Il secondo tempo non è ancora iniziato. Corro in cucina. E poi torno. Torno. Torno di sicuro.)

A.
(regginaleccedueauno)

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