Delitto e castigo a Cremona

Rieccoci.
Per rimanere in metafora direi che ieri al Bar abbiamo avuto un guasto al frigo.
Non riuscivo a scrivere post in blogger.
Oggi, ordinate, ordinate pure. Tutto funziona di nuovo, come sempre.

Domenica scorsa non c'era la serie A e a parte il chiacchiericcio post Nazionale, cui non ci siamo esentati di partecipare, si è giocato il campionato di serie B.

Coraggiosamente, sì coraggiosamente, chi può negare occorra coraggio,
mi sono sintonizzato su Novantesimo Minuto per vedere i gol del campionato Cadetti.

Non è mia intenzione sottolineare il gran gol di Galasso -che Roma lo riabbia in gloria-, bensì parlare del primo servizio mandato in onda da riga-a-lato Franco Lauro.
Mattioli da Cremona esordisce con pallore evidente e voce tremante. Denunciando le minacce di alcuni "facinorosi" -ma si usa ancora questa parola?- nei confronti dello staff Rai.
Ecco, ci risiamo, qui non si parla di pallone.
No, al Bar dello Sport il Calcio vive e sopravvive e perchè sia occorre certe volte sporcarsi le mani. E se c'è da parlare di presunti facinorosi allora lo faccio perchè non riesco a permettere, almeno qui, ad alcun giornalista servo e padrone di fare falsa morale e lasciarmi zitto e mansueto.
Chiarisco: nessuno andrebbe mai minacciato, nè alcuna violenza può essere giustificata. Questo tanto per non cadere in facilonerie ed equivoci.
Ma occorre fornire informazione e interpretare i fatti con coscienza. E mi pare che al momento ci sia ben poco da star sereni nell'istituzione senziente, parlante, assertiva.
C'è gente che arriva per una partita a interpretare i peggiori ruoli del Romanzo Tardo Ottocentesco: assassini della povertà d'animo, poeti della bassezza ideale, tramanti subdoli e spietati. Per una partita, certo. Ma Raskolnikov uccise per molto meno.
I migliori Romanzieri sapevano dedicare a questi personaggi spazi di umanità indimenticabile riuscendo a cogliere l'infinitamente labile confine tra un compimento morale nell'appartenenza -e le tenaglie ghermiscono alle caviglie pur nella straordinaria compagnia dell'abbraccio borghese - l'azione epica del gesto straordinario, o straordinaiamente basso, tuttavia corrosivo e sfaldante la quiete pubblica sì violata, scoperta, violabile.
Adesso queste partiture ineccepibili, su cui piace tuttavia ancora navigare nell'acclimatato salotto delle letture d'elite, sono ridotte a recite di pupazzi senza prospettiva: schiacciati sullo sfondo di una riduzione manichea o ancor peggio frustrati nell'ambito dell'imbecilità senza possibile.
Abbiamo sputato fuori dal cosciente ogni dubbio: e la mamma degli stupidi l'abbiamo ingravidata in ogni giudizio morale, perchè generosamente, fornisse alibi e spiegazioni, con la nostra parte di suffragio evidentemente. Che il padre degli stupidi si sappia non ha nome, perchè son tanti gli amanti della nobildonna.
A questo punto io mi fermo e ritorno ai cremonesi e mi chiedo. Perchè.
Perchè.
Non voglio e non ho bisogno di nuova stupidità perchè credo invece che il problema sia nelle domande, nelle nevrosi figlie delle domande, nelle frustrazioni madri delle nevrosi, nelle assenze che le frustrazioni nutrono.
Le assenze.

Com'è chiaro non mi interessa andare ad analizzare il fatto di cronaca: le partita al Sabato pomeriggio mi rievocano fastidiosamente Baglioni. E non so poi dove vado a finire coi ragionamenti se seguo il passerotto, le corse affannate, i letti disfatti.
Lascio che questa mi riflessione si posi non sui protagonisti ma sui narranti.
E sul pubblico che noi siamo.
Pigri, oziosi, capaci di uccidere una vecchia
senza ragione apparente.

A.

1 commento:

guido ha detto...

Antonio,

non riuscendo, per mio impedimento, chiaro!, a trovare il post adatto (e magari se vorrai potrai spostare tu questo mio...),
mi inserisco qui, dove la tua descrizione del 90 minuto ha le fattezze delle grandi pagine della letteratura.
Sto ancora ridendo... eccezionale.

E a proposito di letteratura, il libro di Adriano Angelini.

Beh, certo, i nostri libri sono ordinabili in ogni libreria d'Italia, e specialmente nelle Feltrinelli, con cui il distributore (PDE) ha un rapporto privilegiato.
Stiamo anche cercando di sfondare in Toscana, per quanto oppongano resistenze alla salita di Azimut... vediamo ;-)
Direi però che il metodo forse più semplice è quello per cui noi ti si spedisce il libro, così non avrai che da scartarlo, comodamente seduto in poltrona!
E magari in privato mi lasci il tuo indirizzo...

Ad ogni modo, ora inizio a prepararmi per stasera, alle 19. Anche senza Alex, chissà che non si vinca lo stesso :-)))

Un abbraccio,
guido