Il Re(al) è nudo

Rieccomi dopo qualche giorno.. pe(n)sante.
Diversi gli argomenti di cui avrei voluto scrivere.
Il rinnovo di Cassano, i gol di Toni in Nazionale, la sconfitta dell'Inter e quella della mia amata Roma.
Ora mi ritrovo a metà strada di questa settimana, e forse la mia frivolezza, forse la rabbia dei pezzenti che mi porto da sempre dentro, mi fa scegliere invece di gongolare per il Real umiliato a Lione.
Un'analisi tecnica spietata potrebbe narrare le gesta di una continua inutile politica del merchandising, ara su cui i madrileni stanno da tempo bruciando le loro maglie, investendo in calciatori bidimensionali le cui spalle cercano disperatamente una paginetta da completare.
Eppure le mani sono piene di figurine più rare, se pur con volti meno piacevoli o sponsorizzabili altri sono i calciatori che oramai da mesi si possono fregiare di vittorie e soddisfazioni.
Senza contare le figurine strappate via con la forza, quelle forse incollate storte, che han lasciato e continuano a lasciare, strascichi di imperfezione: Makelele, Cambiasso, Samuel, Figo, Solari (be' forse sto esagerando a mettere quest'ultimo in cotanto elenco ma non si sa mai).
Eppure sento, leggo ancora di Sacchi che vuol dare un senso a sto mercato della bellafaccia e Luxemburgo che vuol dare un gioco a sta bancarelle delle bellegambe; e sento, leggo di un gol fantasma, udite udite, dato contro i galacticos; e sento, leggo, questo forse ancor più inverosimile, i campioni nostrani desiderare di migrare in terra merengue.
Ma la sensazione è che qualcosa si stia incrinando: che qualche talentuoso abbia iniziato a capire che a fare la ballerina dell'ultimo avanspettacolo si giunge sotto gli occhi di tutti, ma certo non si diventa la Fracci (con tutto il rispetto per l'avanspettacolo). Insomma l'i portante è avere misura di quel che si vuol fare.
E al momento mi pare che al Real pensimo molto a vendere giornali e magliette, souvenir e cappellini. Morte del Calcio, coma dei calciatori, pur fuoriclasse che una tale salumeria dell'inefficenza sta rendendo ridicoli al mondo.
L'ho visto il Real giocare, molte volte. Saprebbe imporre il suo gioco soltanto per il colore della maglia che ha, ma il rischio è che gli rimanga quello soltanto; ed è una preoccupazione, non solo uno sberleffo. Perchè il Calcio ha bisogno di Santi e di Eroi e per un po' ci abbiam creduto tutti che avesse trovato il suo olimpo nella compagine più odiata della Spagna popolare.
Tristezza. Tristezza di una dimensione simbolica affascinante e dolorosa per chi come me ha da sempre la rabbia del pezzente. E non vede l'ora di vedere le corone nel fango.
Tristezza. Tristezza di una verità sconclusionata e spiegazzata per chi sa bene che se il Re è nudo.
Noi non stiamo messi molto meglio. Perchè in fin dei conti è lui, il Re.

A.
(lionerealmadridtreazero)

1 commento:

adriano ha detto...

mi sa che la stessa cosa potrebbe succedere in Italia (vedi l'Inter), ho paura che purtroppo sia capitato a noi l'anno scorso, e, non per continuare nel disfattismo, possa ricapitarci se i miliardari giallorossi non abbassano le penne e si mettono a sgobbare in mezzo al campo...

potrebbe succedere a Milan e Juve? chissà... proviamo a togliergli gli arbitri intanto...