Traiettorie

E l'Udinese vinse tre a zero, Iaquinta divenne un campione e Malesani riuscì a dire "la partita sul 2 a 0 era ancora equilibrata". Che bellezza.
Intanto questa sera c'è la coppetta Uefa, e noi che la giochiamo, noi della Roma, dobbiamo necessariamente farcela piacere. Ma sì che in tempi di sete anche l'acqua piovana allevia il dolore.
Però ricordo ancora quell'11 Settembre.
Sì era proprio l'11 Settembre delle Torri, per la prima volta vedevo la Roma in Champions League e contro quei diavoli del Real Madrid (vedi sotto).

Come è strano ricordare quella giornata.
Penso che per tutti è un ricordo preciso, in qualche maniera fissato: cosa stavo facendo quando seppi degli aerei schiantati contro l'America più verticale, contro l'America dei poster in controluce. O forse non era contro l'America ma contro dei disgraziati. Casocaos.
Comunque. Cosa stavo facendo. Cosa pensai. Come mi misi a sedere dinanzi alla tv e come trascorsi quella prima sera. Qualcosa da oggi cambierà.

Andai allo stadio, un amico veniva appositamente da Bari, io ero a Roma dall'amormio di allora.
Non era possibile non andarci, quanto meno per lui, setteoreditrenotranacosaelaltra. E la fatica per trovare quello storico biglietto. La Roma Campione d'Italia per la prima volta visibile a tutti nell'empireo delle grandi dove, per noi, noi della Roma è sempre e comunque.
Ma senza il mio amico ci sarei andato lo stesso. Sicuro.
Non mi è mai piaciuto piegare la mia volontà ai casi della vita. Ingenuo e presuntuoso ostento sicurezza in questo mio resistere a ciò che non posso decidere.
Lo faccio, sul serio. E io all'Olimpico quella sera sarei andato contro qualsiasi ragionamento.
Perchè a me non mi togliete nulla. Nulla, mi dicevo. chiunque tu sia che provi a togliermi questa partita tornerai a mani vuote.

Si perse, eh sì. Ricordo i primi quindici minuti strani, imbarazzati in curva. Si tifava ma a volte ti accorgevi dello sguardo severo di qualcuno in difficoltà. Come fai? Mi sembrava di leggermi addosso, trattato come un foglio, un foglio qualsiasi. Faccio. E poi mi fermavo. Proprio un momento dopo l'ultimo sguardo. Per guardare qualcuno tifare e chiedergli, soltanto con gli occhi. Come fai? Faccio. Si faceva tutti, così.
Ma dopo il primo quarto d'ora il campo verde era diventato grande enorme. Nient'altro fuori a quel campo, i giocatori stessi sembravano non poterne vedere la fine. Stanchi perchè c'era tanto troppo spazio. Si perdeva, si perdeva e il campo era grande, enorme, sterminato. E nel campo c'eravamo tutti. La palla, si muoveva libera e se finiva da una parte o dall'altra era solo per farci gridare. Generosità delle sfere. Gridavamo e non ci guardavamo più perchè c'era spazio per tutti, tutti dentro quel campo verde di verde. Gridavamo guardando al cielo, la rabbia per le traiettorie false del pallone.
che non finiva dove noi.
avremmo.
voluto.
Lo gridavamo al cielo.
Batistuta sbagliò il primo di tanti gol sbagliati quell'anno. Si gridò. Si perse, eh sì.
Si spense l'Olimpico e il mondo tornò piccino. Da starci stretti.
A casa dall'amormio di allora, il TG continuava a raccontare storie di sangue.

E io mi chiedevo cosa rendesse quel giorno diverso dagli altri, da ricordare.
Se non quella partita giocata e persa nella prima Champions League della Roma Campione d'Italia. Qualcosa da allora è cambiato
?

A.

1 commento:

Nukes ha detto...

…Però ricordo ancora quell'11 Settembre…

Uno dei tanti, dei troppi 11 Settembre.
E sempre immancabile,
solo quel colore di morte.
Nero.
Settembre nero di Giordania.
Nero come lo sguardo di un generale cileno.
Come il fumo nero
che si leva da torri in fiamme sull’isola-collina.
"Black operations" with "sleeping gas": Laos 1970

“Forse sarà
quest'aria di settembre…”

“Come i gol che facevo
contro una porta di legno
con le ginocchia sbucciate
d’esterno... gol... “

Ed ecco disegnarsi nel cielo Nero
Traiettorie d’aerei…

Cambierete
la Storia
Acceleratori del tempo
Voi aerei Giocattoli
della globalizzazione
Supremi rapinatori dei cieli
Non posso odiarvi
Forse che odio il lampo lucente?
Il piccolo ragazzino O l’uomo grasso
di carne agli ormoni che volatilizza?
(pikadon) Tremila fuscelli teneri
di sorrisi e di mattini di sole
di colazioni e di salici aulenti.
Siete crudeli come l’uomo
che vi progetta per profitto
E non più dell’Aids Ogni uomo vi odia
Preferirebbe lanciarsi nel vuoto
da una torre gemella Ora sola! (per poco)
A svettare in uno stupido azzurro luminoso
cielo occidentale. Ogni uomo vi odia inflessibile
Oh aerei io vi canto gemme impazzite del gelo della morte
“ Eppure nessuna morte che io conosca ha un’anteprima così buffa
e guardo una città New York City che straripa. . .” e crolla nel fuoco dello stupore
Apocalisse di fiamme. . . Ora! Rifugio nel subway fuga coi tacchi a spillo dalla downtown nella grande mela
che nevica fuliggine gialla, calcina, fumo acre Neri bianchi di polvere che piangono l’America stremata
” Un precipitare d’umanità ” Oh ci sono morti, come sotto il cielo verde di Baghdad, una notte lontana Come sotto un ponte di Belgrado, Come la Pena Capitale agghiacciante di ogni contea nella Florida del fratello, figlio del padre, della madre, di tutte le guerre, di tutti i signori delle violenze barbare e cieche, del fanatismo e della disperazione:
(fanatismo e disperazione?) Oh aerei abbandonati a commando armati di taglierini
Airplane crashes, skyscraper collapsed, twin towers Aerei che lanciate la vostra metallica follia solcando cieli Razzi lampi tuoni mine Che io non possa esistere in un mondo
che consente miliardi di bambini d’aria panciuti
a cucir palloni a un dollaro al giorno,
per miliardari in mutande
(una fascetta nera piccola al braccio)
la sera stessa Che io sia incapace
di accettare embarghi d’ospedali spogli, colmi di sterco,
vuoti di buone medicine per neonati e vecchi sdentati
Che io possa crepare se un marciapiede
di Ramallah esplode
di gioia e kalashnikov
quando un bimbo precipita
da un grattacielo
in braccio
alla sua povera madre

“Forse sarà
quest'aria di settembre…”

“Come i gol che facevo
contro una porta di legno
e con le braccia alzate
segnare gol...
E la mia mamma che chiama
che è gia pronta la cena
ma voglio ancora giocare
un po'!”

…bambini d’aria panciuti
a cucir palloni a un dollaro al giorno,
per miliardari in mutande
(una fascetta nera piccola al braccio)
la sera stessa …
Roma-Real 1-2

“…E allora salvalo amore
questo bambino che trema
che vuole tutto l'amore che c'è…”

“SVEGLIATEMI QUANDO FINISCE SETTEMBRE!”

Nukes

PS: Un ringraziamento particolare a (in ordine alfabetico):
Carboni Luca
Corso Gregory
Green Day