Eroe Nazionale

Fine settimana da Nazionale.
Eeeh, che quando c'è la Nazionale il bar si riempiva sempre..
Quando c'erano pochi televisori e neanche qua ne avevamo uno..
però ce lo portava sempre qualcuno. Così da poterLa vedere tutti, o quasi.
Che a qualcuno la Nazionale gli pareva na roba da conservatori, a qualcun altro ancora soltanto l'interruzione del campionato più bello del mondo..

Un link al bel racconto di un caro amico.. http://www.ozoz.it/ozblogoz/modules/news/article.php?storyid=1099&page=0

La Nazionale continuiamo a vederla.
C'è gente, ancora, cambia la maniera però di guardare.
Prima fermi, fissi, bloccati a chiedersi forse prima di ogni cosa come ce li avevano messi nella scatoletta i calciatori e il campo e le porte e poi pure tutti i tifosi..E poi..sarebbero tornati a colori? O avrebbero pagato quel momento di celebrità cedendo ogni singolo scalino dell'iride? Per sempre.. Chissà se ne valeva la pena, l'avrebbero saputo soltanto al 90esimo.
Un patto col diavolo, quella scatoletta.
Ora non si viene per la partita, si capita qui al Bar e ci si guarda intorno disorientati perchè appen dentro, si nota l'assenza dei consueti focolai disparati. Quelli che parlano di calcio solo quando vincono, quelli che parlano di calcio solo perchè perdono, quelli che parlano di calcio solo come forma del Potere da combattere, quelli che parlano di Calcio come religione. Tra questi, io. Nessuno dei gruppetti al suo consueto posto.
Testa verso l'alto, un unico ventaglio segue la partita. Scorrere. A colori scorre, adesso.
Qualcuno in effetti non è interessato, e per lui sarà una giornata come le altre: c'è da scommetterci non tornerà. Ma chi ama il bar dello sport, i bar dello sport, non potrà non rubare qualche scampolo, perchè forse quella Partita, quella Nazionale, era tra le cose da ricordare per quel giorno. Dimenticate.
Sì, questo contraddistingue le partite della Nazionale ora. Quelli che iniziano non son quelli che finiscono. Una sorta di ricambio costante dinanzi allo specchio a 22 pollici, un ballo, una quadriglia cadenzata dalla cena che aspetta, aspettava, dall'appuntamento già fissato, dalla lenta e compassata inconsistenza di quel pallone poco avvezzo a baciar le bandiere.
Eppure strappati, accennati, schizzati con velocità d'impressione, indugiano dinanzi allo specchio a 22 pollici a cercare almeno uno dei 22 che gli dia un valido motivo. Per rimanere. Perchè sia Nazionale.

Sabato è accaduto poi qualcosa di strano. Non c'era la voce dell'improbabile aedo di turno.
Silenzio degli scioperi che ti lasciano senza possibilità. Di bestemmiare contro l'insipienza del commentatore, o solo di dimenticare in che Italia vivi.
Silenzio dello sciopero che investe il tifo della possibilità di dire, ad alta voce, con la voce più alta, quello che pensa, quello che vuole, quello che ama, quello che odia.
E Toni sabato era odiato, offeso, invitato a tornarsene nei salotti fiorentini. Lui, traditore era padrone della scena in video, sbagliando occasioni su occasioni, in audio, tra gli insulti organizzati ad hoc dalla curva palermitana.
Che dire. È il suo mestiere, d'altra parte qualcosa ci guadagna a calcia' e a farsi pigliare a parolacce. Vero.
Ma che dire. Dlla maglia azzurra allora. Niente. Si è vinto. Si va ai mondiali grazie anche ai gol di questo dinoccolato lungagnone. E crederemo ancora una volta di esser più forti, quelli che vincono quando vince il più forte. Chissà. Se è così.
Andiamo senza alcun patema in Germania, per un girone raccattato con fortuna non irrilevante ( eppur ci furono piagnistei e raccomandazioni), e anche per i gol di sto ragazzo che si sarà ben ripreso da 90 minuti di inviti irriguardosi, se non altro per le coccole e il sostegno della restante Italia calcistica. Eppure a Palermo quanto ci sarà stato.. Ma poi. Non sono quegli stessi tifosi che la stampa esalta quando parla del CALORE DEL SUD, del COLORE DEL SUD, del CANDORE DEL SUD.. non sono gli stessi che riempiono gli stadi mentre si sa, altrove, ci si è imborghesiti? Occhi aperti. Anzi orecchie.
Nel mio bar si sentiva un intonatissimo coro. E non era per Toni.
"SLOVENO RAZZA BASTARDA".
Ecco. Forse è ora di farsi domande. Su quali siano le equivalenze del Calore/Colore/Candore.
Del Sud che ama. Ignorare. La sua ignoranza.

Si va ai Mondiali con un gol di Zaccardo. Vero. Non ha toccato palla Zaccardo, ma mentre guardavo il replay dell'autorete asciugando i bicchieri, lui aveva già fatto il giro del campo osannato dalla gente che aveva finalmente il suo. Eroe.

A.

2 commenti:

momyone ha detto...

Bar Sport. Ricordo la fatidica frase: "Non si sente un...! Tira sù il volume!". E da dietro il bancone la mitica Fiorina, una specie di armadio a 4 ante insaccato in un vestito fiorato quattro stagioni, sciabattava trascinandosi rumorosamente appresso una seggiola. Raggiungeva la TV, rigorosamente in bianco e nero e poggiata su un mobiletto, saliva sulla sedia con marmorea agilità e girava il manopolone dell'audio. Poi stancamente tornava al suo posto. I nasi all'insù, il fumo denso, l'odore di barbera, le urla e il dialetto stretto delle langhe. C'era il divieto assoluto di entrarci da bimba, in quel bar, ma la partita era la partita! Porte aperte anche per me e un bicchiere di spuma...
A ben pensarci era davvero un altro secolo.

PS: cori razzisti. Se avessero urlato "razza meticcia" sarebbe stato meglio? (provoco, lo so...l'è il me mestè)

Antonio Sofia ha detto...

no momy hai ragione.
rischio di essere frainteso..
solo che
troppo spesso
il solmaresiendimend
fa dimenticare
i problemi
della testa e del cuore
ammalati
nei miei con.terronei :-)
il Sud, il mio,
è triste.
tanto.
perchè si specchia e si vede
brutto.

poi sulla posizione
di certi imbecilli
simmetricamente imbecilli
fai bene
a metter l'accento.
Ma si sa
certe malattie
si prendono
respirando
aria
avvelenata.

A.

A.