Lacrime


Ancora su Leandro.
Scrive lonewolf, amico lupo.
Amico. e basta.

Ci tengo inoltre a fare i miei auguri a Francesco Totti e a sua moglie per il bimbo che ad ore verrà al mondo.
Cose preziose. Di cui parlare

con pudore, delicato pudore.
lacrime.



Parlare di calcio
ventiquattro ore prima del derby
a Roma…
no, proprio non me la sento
troppo incerto è il futuro
meglio parlare del passato
anche se recente…

certo, il passato recente non sembra essere granché
per i mesti e avviliti calciatori giallorossi
però, almeno ai miei occhi
una piccola
piccolissima
perla
c’è…

giovedì sera
accendo distrattamente la tv
convinto che, come sempre, la spegnerò prima di subito
un po’ di zapping
Celentano, Lara Croft, Elisa di Rivombrosa…
e chi sono questi che giocano a calcio?

Tromsoe
piccola città di sessantamila anime
quasi tutte dislocate su un’isola
nel profondo nord della Norvegia
praticamente
l’ultimo avamposto umano prima del polo nord

in quella regione
forse ci vive Babbo Natale
e, pure se in anticipo
magari ci scappa un bel regalo…

campo infame
tracce d’erba
e fango da vendere
freddo
freddissimo

la palla sembra indemoniata
e ballonzola sfuggente sul terreno viscido,
in campo sembra esserci una sola squadra

i calciatori vichinghi sembrano essere di un altro pianeta
veloci, potenti, determinati
mentre i giallorossi, più tecnici e meno guerrieri
sembrano soffrire molto le continue scorribande

mi chiedo cosa pensino
i numerosi africani e sudamericani in campo
annegati nelle sabbie mobili
di una gelida tundra
che più che somigliare ad un prato
mi ricorda una limacciosa palude

eppure la partita si mette bene
uno a zero
e non era certo meritato

infatti, quasi me lo sentissi
trascorsi neanche cinque minuti
ecco lo svarione difensivo
ed è tutto da rifare

che tristezza

secondo tempo
la Roma sembra più determinata
ma non si passa
pure la traversa ci si mette…

poi
al minuto sessantasette
entra in campo
il numero 25 giallorosso
reduce da un infortunio
con la sua faccia da indio
Leandro Cufrè

un giocatore come tanti
un terzinaccio all’antica
ma con un cuore grande
e grinta da vendere
sempre

la Roma prova a vincere
e rischia anche di perdere
poi l’azione che non ti aspetti
il taglio in diagonale
la palla sui piedi di Cufrè
al limite dell’area
tutto spostato sulla sinistra
contrastato dal difensore avversario
spalla a spalla
qualche passo
ed ecco il tiro che risolve la partita
di sinistro
ad incrociare sotto il sette

la partita finisce
e Leandro
l’uomo
corre dai compagni
infangati
poi si gira verso il massaggiatore
lo abbraccia
e sul suo volto
da duro
scendono lacrime di commozione…

ecco
la partita diventa solo un contorno
del risultato
non m’importa quasi più

il piatto forte della serata
è l’uomo
vero
che piange per la gioia
che ha lottato e vinto per la sua squadra

un piccolo miracolo
in diretta dal passato
uno scorcio del “mio” calcio

quello vero…

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