Un petalo su San Siro


Vincere.
Un po' mi zittisce.

No, non durante la partita, allora l'unico desiderio che sento è quello di essere là allo stadio.
Perchè esser della Roma fuori da uno stadio è camminar con la testa mozza.
Poco reale.

Eppur mi zittisce.

Ieri si è sfatato un tabù decennale. La Roma ha vinto a Milano contro l'Inter, o con l'Inter meglio.
Ieri, opinione mia, si è palesata l'inettitudine di Roberto Mancini alla conduzione tecnica di una squadra senza alcun senso.
Ma è esplosa anche l'arte del Francesco Totti più vero, uomo, calciatore, supereroe.
Un perla la sua che ti fa odiare il soffitto di casa. Alzando gli occhi vorresti il cielo, abbassandoli vorresti le bandiere. Spingendoli avanti vorresti veder l'abbraccio dei giocatori festanti piccoli, piccoli da tenerli in una mano.
E le facce addosso, intorno chiare, limpide dei compagni di giochi. Che a esser tifosi si rimane belli. Energia del desiderio.

Poi.

L'euforia non riverbera.
a lungo.

Dopo.

Intorno
ogni cosa
s'addensa di cera
la logora apologia del credibile.

La partita finisce al novantesimo, forse.

Ma la gioia
si posa lieve sul cuore.

La sua leggerezza, forse.

È un pregio delicato
la presenza di un petalo
che colora il palpito
e dosa il respiro.

Per poco, forse.

Per questo scelgo il silenzio.
Credo.
Per goderne la presenza
senza scalfirne
l'intima fibra

che sa di sogno

che sa di buono.

Ce ne saranno altre, forse.

Di sicuro ce ne saranno altre.

A.
(interromadueatre)

2 commenti:

compaesano ha detto...

qui c'è da diventare della roma a prescindere dallo sport che praticano...anche se mi piacerebbe vedere totti campione di ping pong...

che bel mondo sarebbe se il ping pong fosse il nostro sport

ping pong che sei nei bar,
sia fatto il 6 a 1,
ben venga il cappotto,
sia fatto il palleggio,
come di dritto che di rovescio
Dacci il nostro sport quotidiano, rimetti a noi i nostri net
come noi li rimettiamo agli altri giocatori
e non ci indurre al fallo
ma liberaci dalle steccate

momyone ha detto...

sul Mancio non posso che concordare. Spero si dia presto al ping-pong, e ci liberi dalle promesse (vane) e dalle speranze (disattese), ma soprattutto dai suoi schemi delirati. Unica nota positiva (ok, meno negativa): aver perso contro di voi (che in fin dei conti fate tenerezza) e aver visto Totti in campo (che è sempre una gran soddisfazione calcistica).