Finchè la barca va..(Monicaunadinoi)


E la Tv mangiò se stessa.
Ieri sera, ondeggiando in continuazione,
sulle spinte degli spot brumosi,
e alla disperata ricerca di un servizio, una chiacchiera, una parola
a proposito della Roma, isola amata su cui riparare,
rimanevo in secca.
Le sabbie della polemica erano frantumi
infiniti
di un unico perpetuo riflesso: miracolo della rena televisiva,
ogni singolo granello di sabbia uguale all'altro,
e nel microscopico, riproduzione del mondo.

Serie A, ore 19.30:
Il delirio di un uomo allo sbando
mischiava la reale difficoltà di un ospedale
a raccattare riserve di sangue per ovviare a un parto a rischio
(nobile e faticoso l'ardire del medico in collegamento interessato a sfruttare
ogni decimo di secondo per una giusta informaione sul problema),
con la sua falsa non difficoltà a procedere da inetto
non della sua professione, sia mai,
ma dell'uso morale di un mezzo televisivo ridotto
a balconata da discorsi. In piazza. Uno a centomila. Memoria italica mai sbiadita.
Forse solo perchè, volente o nolente, c'è il papato a rimembrarne
le coordinate organizzative. O no. È altro. Anzi. Sicuramente. È altro.
Non mi interessa la reazione indignata dei giornalisti. Commercianti del non volume
almeno quelli, mi si permetta. E servi. Almeno quelli, mi permetto. Di dire.
Non mi interessa, ripeto. Ma rimango ugualmente scosso. Da tanto blaterare,
da un tono arrogante, che sa di potere. Imporre. La regola del valoreMercato.
E soprattutto mi irrita l'evidente oltraggio a Monica Vanali, lei sì brillante e coraggiosa
(non dimenticherò mai, espulsione e squalifica di Flachi fondamentale attaccante della Samp:
"Guarda caso alla prossima c'è SampJuve", e Zazzaroni "allora è tutto truccato stai dicendo", e Bonolis "Consigli per gli acquisti", e il silenzio, dopo). Invitata a partire per Roma.
Se proprio vuol essere della..Festa.
Che schifo.

DS, 22.30:
la sagra della stronzata che è diventata la Domenica Sportiva,
(non me ne vogliano, basta con il sensazionalismo di al di là del fiume, ma
vede' quattro rincojoniti inseguire battute trasudanti di simpatia vietata ai maggiori
di cinque anni alla lunga è fastidioso)
si trasforma nell'ultimo baluardo del servizio pubblico. Ce ne fossero.
Di alfieri come Mazzocchi. O forse son tutti così gli alfieri.
Ridotti a parodia di se stessi. Luccicanti sull'ampia fronte ammalata di sorrisi stanchi.
E messi di spalle, faccia a muro: mentre una sottile bacchetta
controlla l'elasticità delle ginocchia. Galliani fa la voce grossa. Stessa fronte,
ma mascella feroce, robusta, digrignante autorità e piacere.
Nessun milanista alla Rai. Dio mio. Niente sarà più lo stesso. Niente.

Controcampo, 22.40:
Piccinini enumera i risultati trionfali della redazione che è il progetto Rognoni.
Se offendete il Capo, offendete noi. Vero. (o no?).
Oggi agitazioni sindacali. Che Bonolis riesca dove il precariato e le malversazioni falliscono
deve dare atto che le facce del Male, per i lavoratori, sono proprio cambiate.
Così come la facce del Bene (e Cofferati è quasi simpatico come ancella della Lega/lità).
Gambe all'aria poi per un comunicato che difende il Paolo nazionale: ma sì, in fondo so' ragazzi.
E chissà forse al ritorno del Campionato (ma ste amichevoli della Nazionale arrivano sempre
sul più bello! un po' come le telefonate che t'avvisano di un aereo sulle Torri Gemelle, oh che ci vuoi fa' è vita vissuta) saremo tutti lì a vedere come continuerà la saga.

Perchè il Campionato no, il Campionato non ha granchè da dire.
La Fiorentina ha vinto ancora. E forse se ne parlerà quando inizierà a perdere.
La Roma vince ancora, Totti, Doni e Mexes miracoleggiano. E forse se ne riparlerà solo per la Cassanovela.

La prossima va di scena Roma Juve.
Senza la Vanali. Ci sentiremo tutti più soli.

Monica. Una di noi.

A.

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