Taglio


Che dire. Il mondo fa schifo ma gira e rigira.
E tra i tanti giorni che ha vissuto, e quelli che vivrà,
sabato è un giorno particolare per alcuni suoi abitanti.
Certamente nessuno dimentica, nessuno pensa
di poter cancellare le aberrazioni di questo vivere,
o morire, per alcuni, sul lavoro, in guerra, negli ospedali.
Senza smettere di respirare altri vivono morti.
Nessuno spera soltanto di ottenere requie alla stanchezza,
al dolore o al pensiero chè sia più leggero.
Tuttavia per me, come per molti altri, pochi forse tra i miliardi che siamo
e siamo stati,
sabato è il giorno di Roma - juve.
juve. Volutamente minuscolo. Troppe cose rendono grande
la storia dei bianconeri perchè io vi aggiunga un solo carattere.
al di sopra degli altri.
Abituati a essere al di sopra. Abituati dallo strapotere economico,
quello che a Torino ha relegato la società granata a mesta controfigura,
quello stesso strapotere economico che è stato nel bene e nel male la faccia
dell'Italia del boom.
Abituati dal potere politico, nelle stanze dei bottoni, dove le regole sono uguali per tutti ma non si è tutti uguali nello stabilire le regole, nel far valere le regole.
Abituati, soprattutto abituati al potere culturale, quel maledetto stile, parodia, grottesco rigurgito del bell'essere e del buon vivere, che ha condannato qualsiasi interlocutore a non esser ritenuto degno, escluso da un bordello per abito non conforme al tenore della serata, qualsiasi interlocutore. Lo stile juve.
Abituati a vincere, tanto da non poter perdere. Abituati a vincere tanto da trasformare il concetto stesso di vittoria. Rendendo inutile la competizione, perchè inutile, parziale, smarrimento di un'immagine di per sè inconsistente. La juve si specchia in una pozzanghera e un flebile soffio d'aria la scompone, mostrando, la sporcizia sul fondo, eppure è vincente. O solo. tutti gli altri. Quasi tutti gli altri. Perdenti.
Sabato c'è Roma- juve. Timore di una messa in scena già vista. Ogni cosa trema, la pesantezza del ciclo teme. I personaggi cercano l'autore e l'autore s'è impiccato. Si dice. In giro.
Eppure la tensione nel cuore innamorato si esalta al solo immaginare i colori, il contrasto della luce, il fragore dell'Olimpico. Quando anche l'uomo non vero è costretto a sentire il peso delle sue ossa.
La Roma come ogni anno è chiamata a interrompere una ritualità consolidata, a colpire una deformazione funzionale, forse, all'equilibrio. La juve è una deformazione funzionale all'equilibrio, questo forse è la juve. È servita al nostro Paese, è servita a chi ha avuto potere nel nostro Paese.
Perchè il grande nemico è il sogno di ogni piccolo eroe. E si vive e si muore da piccoli, col sogno di essere eroi.
Vincere come il Capitano sta promettendo è la meraviglia di un Overture che introduce temi di estetica raffinata e sviluppa la passionalità del dio antropomorfo. Il suono sarà pieno, lo stadio sarà soave. Che trionfi il taglio, che si innalzi il grido,
e il tempo riprenda.
La corsa verso un futuro non scritto.

A.

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