Il 31 dicembre..


E' 31 dicembre. Da poche ore.
Un giorno triste, l'ultimo dell'anno.
Trascurato, corto, il giorno amico della ragazza che ama,
il giorno amica dell'uomo che desidera,
il 31 dicembre è un giorno d'ombra
o solo una perdurante aurora
nell'attesa del nuovo anno.

Non vorrei mai essere un 31 dicembre.

In questi giorni il calendario non si guarda: quando è capodanno, venerdì.
bizzarri giochi del destino. Capodanno è oggi, oggi 31, ma tutti aspettano il domani che non c'è.
Festeggiamo la coda dell'anno aspettando
un futuro che sa di nuova nascita, calcio di inizio, sospiro e speranza.
Ma il giorno di capodanno è proprio il 31,
un giorno preso anche in giro,
nè inizio, questo è sicuro,
ma neanche fine, questo è un problema.

Non vorrei mai essere stato un 31 dicembre.

Mi accorgo che come il 31 fa tenerezza,
o pena che dir si voglia,
qualcun altro ha vissuto uno stato simile
in queste settimane.
Come si sente, come si sentirà il 31 dicembre?
man mano che si avvicinano
il proscenio dei fuochi, la presa in giro dei cenoni
tutti felici soltanto
quando è andato via?
Si sente forse come Antonio Cassano
triste e inutile talento
bizzoso e orgoglioso di quel che non è o che non gli si riconosce
con la clamorosa presa in giro
di esser detto Campione.
O Capodanno.
Non importa.

A.

Si lascia guardare (bella neve)


A Firenze nevica.
Vivo qui da due anni.
Mi ero trasferito qui da un mese, quando nevicò la prima volta.
Trovai il giardino bianco al risveglio.
Ma ero una piantina di basilico.
Andai per la strada, trovai una voce.
Senza che le parole
si posassero. Finì la neve.
Avevo rischiato.
Di bruciare
ogni foglia.
Ma la primavera arrivò in tempo.

Ora vedo
nei vetri
il freddo coprire un altro giardino:
ho cambiato casa,
sono innamorato.
E presto, mi sposerò.
Il bianco è scuro solo perchè è sera.
Questa neve pur timida da evitare il giorno
si lascia guardare
cadere.
E penso che sia questa.
La differenza dalla mia prima Firenze innevata.

La neve si lascia guardare
e io posso rimanere in silenzio.
In silenzio so ogni parola che desidero
e ogni parola che desidero lentamente si posa.
Le parole che ho scelto
per questa sera
rimarranno
perfette
nel tempo.

D'amore,
parole
per Laura mia.

A.

Il Babbo Natale dei Frantumi


Ero prono a mettere i festoni
avevo tirato giù dal solaio ogni cosa:
l'albero, le stelle filanti, un presepe
piccolo piccolo.

Poi.
Improvvisa
mente
lo specchio
quello dietro al bancone
ha voluto ogni cosa

anche i riflessi d'oro del whisky.

Il mio piccolo bar è rimasto spoglio
e io da qualche giorno
sono bloccato
nella schiena
nelle gambe
ogni movimento
potrebbe
farmi perdere nel mio riflesso.

Dovrò muovermi piano
nel vero
per non esser divorato
dal falso.

Ma sono falsi i riflessi?
Sì. Lo sono.
Ora
che ho scagliato l'ultima bottiglia
quella nera dell'amaro
ora che ho scagliato la bottiglia dell'amaro
contro lo specchio.
Non ci sono più.
Riflessi.

Mentre qui fuori
tutto può
continuare a muoversi
cambiare.

Tutto quello che ho salvato
dal vecchio specchio. Il resto no,
è perduto:
tanti miei ospiti
hanno cercato di
capire chi erano e come erano
visti
senza accorgersi
del respiro, del passo, dello sguardo
di cui si privavano.

Raccolgo i pezzi,
li metto in un grosso sacco
e
qualcuno
mi guarderà volare.
Babbo Natale secco
Babbo Natale scuro
il Babbo Natale dei Frantumi.

A.

Dei Vermi e dei Risorti


Ecco chi sono i tifosi della Lazio.
Non tutti, dio mio.
Ne ho conosciute di persone innamorate
del biancoazzurro
biancoazzurro che stona
troppo stona coi colori di questi vessilli.
Ieri hanno pensato di reiterare il saluto in emulazione
e sostegno
del infimo riferimento cui ogni loro violenza si ispira.
per trascendere.
una dimensione assolutamente poco umana.

vermi.
vermi.
vermi
adoratori di forza e purezza
castrati
dall'odio
resi magri secchi smunti
dalle assenze cui si costringono
vuoti di cuore
vuoti di testa
rifiuti
esposti gridati rappresi
rifiuti
annidati negli angoli dell'esser borghese
morale immorale
appartenere a un colore pieno
immorale morale
costruzione di guerra
vuoti di testa
vuoti di cuore
leggeri pesanti
legati pensanti
burattini dotati di tentazione
recitanti al ridicolo
giudizio della Storia
infamia rosso sangue
candida nebbia rosa
difesa offesa contesa
la pelle brucia ha bruciato.
riposti nascosti scomposti
simboli spenti blandi foraggi
su cui strisciano
ivermi
ansiosi di lasciare saliva appestante
nell'incubo di morire
vermi tremanti di cadere
l'incubo di vivere.

Volevo scrivere di Perrotta
della sua gioia ritrovata
e dell'inestimabile valore che ha
la risalita dopo ogni sconfitta.
Volevo. Ma mi sono rimaste le parole in gola.
Comunque grande Simone.
Contro ogni critica,
contro ogni insicurezza.
Le mie presuntuose valutazioni erano sbagliate
e mai
sono stato così felice
di verificare la mia insipienza.
Magica.

A.

A.

Olè (o Del saluto romano)


Di Canio, un turno per 'saluto romano' in Lazio-Juve
10.000 euro di multa al giocatore e anche alla società biancoceleste
Roma, 19 dic. (Adnkronos) - Un turno di squalifica per Paolo Di Canio e 10.000 euro di multa. Questa la decisione del giudice sportivo in merito al 'saluto romano' del giocatore biancoceleste dopo la sua sostituzione durante la gara Lazio-Juventus giocata sabato scorso. 10.000 euro di ammenda anche alla Lazio per responsabilita' oggettiva.Il giudice sportivo ha deciso di sanzionare con un turno di squalifica e 10.000 euro di ammenda l'attaccante della Lazio, Paolo Di Canio, perche' il giocatore ''subito dopo la sua sostituzione, mentre si trovava nei pressi della panchina, iniziava a salutare i propri tifosi con entrambe le braccia tese ed alzate. Subito dopo, in rapida successione, abbassava il braccio sinistro, lasciando alzato e teso quello destro per qualche secondo insieme alla mano. Quindi, lasciando sempre il braccio destro alzato, iniziava a muovere la mano in gesto di saluto, abbassando infine completamente il braccio destro''. ''Osservato che il gesto del calciatore e' certamente da interpretare come un 'saluto romano' -dice ancora la nota-, quantomeno nella fase in cui egli ha tenuto il braccio e la mano destra tese; considerato che tale comportamento costituisce violazione di norme regolamentari : in quanto lesivo del dovere di correttezza imposto dall'art. 1 CGS, non essendo consentito ai tesserati sfruttare lo svolgimento delle gare per evocare un qualsiasi tipo di ideologia e/o appartenenza politica con gesti plateali, come ribadito dalla Commissione Disciplinare con sentenza del 10 marzo 2005 C.U. n. 265 pronunciata proprio a carico di Di Canio, a seguito di una condotta identica a quella oggetto delle presente decisione''.

Nero limone


Che è accaduto.
La Roma ha passato il turno di UEFA
ma sinceramente non mi sembra sia
una notizia.
La partita era importante soprattutto per il prossimo futuro della Magica
ma inquieta. Una prestazione in cui gli angeli
hanno sopperito alle carenze degli uomini.
Comunque.
Bene così.

Ma è accaduto anche altro.
Agricola e Giraudo sono stati assolti in appello.

È limone.
Lento.
Nell'iride.

Ricordo Report, quando
mostrò un'inchiesta impressionante
rispetto al problema doping.
Tremende verità in pendenza
sulla coscienza della società più decorata
meno decorosa
dello stivale.
Commentare un'assoluzione dovrebbe essere
un atto di gioia: scoprire un uomo innocente
dovrebbe rasserenare, conciliare,
sollevare dall'inquietudine di un
mal
essere
diffuso.

Non è così.
Perchè. Sa di menzogna.

Limone
lento
strappa i capillari
dell'iride.
E i nervi
seccano. seccano.

Infine è accaduto.
Che Dabo
smentisse una dichiarazione contro il Fascismo.
Accade che si ignorino le Leggi Razziali
del nostro glorioso recente passato.
E si giochi a distinguere

le ombre dalle ombre.

Una sottile elastica
radiografia
della storia:
malato
condannato a morte
sceglie di non sapere

il cancro che gli si annida in petto.

Dabo smentirà la smentita?
Chi lo sa.
Intanto.

D'inchiostro
s'imbeve possente
il primo terribile
limone nero.
Nel viso.

E non vedo. Più.

Nulla.

A.

Pupazzo, pupazzi


«Stavolta - sottolinea Di Canio - mi aspetto una difesa agguerrita da parte del mio club e una presa di posizione immediata del presidente Lotito, altrimenti mi inc... In altre situazioni,
altre società sono scese in campo per difendere i propri giocatori, anche di fronte a un gesto antisportivo. Io sono già stato condannato a marzo e non ho detto nulla».

Quest'uomo, portatore e celebratore dei valori del Fascismo, pupazzo di cartone costretto da una perniciosa idiozia a pubblicizzare, non meglio di un cartellone qualsiasi, niente meno che l'ideologia della repressione,
sarà tedoforo per le prossime Olimpiadi Invernali di Torino.

Mi scandalizzo.
Mi scandalizzo perchè c'è gente che gli riconosce autonomia e intelligenza.
Che lo eleva sopra agli altri per arguzia e sincerità.
Che siano spesso, spessissimo giornalisti mi pare ozioso ripeterlo.

Un essere abietto, un ignorante della malora,
un malizioso utilizzatore dei media,
ma soprattutto un colpevolissimo esempio
una stramaledetta icona
ponte irriflesso, spirito malvagio,
verso un odio sociale che sa di limiti, circoscrive identità,
esalta valori basici e mendaci
lede ogni possibilità di alternativa.

Come possa un ragazzo rinunciare a ogni prospettiva di
libertà
e rispetto per la
libertà

perchè

allettato da un simile pupazzo,

così sconcio nella malafede implicita e nell'atto premeditato di
appestare il calcio
nello svilimento del valore sportivo stesso
della competizione,

perchè

sedotto da una volgare marionetta

così scomposta nel suo digrignare i denti
e nel suo invocare teoremi di forza e imposizione della forza,

perchè un ragazzo

afflitto nell'iride, macchiato nel sangue

da sì perniciosi semi
prodromi di debolezza e di urla
di colpi e di tremiti colpevoli
amnesìa della disperazione

perchè un ragazzo o soltanto qualcuno

può confondersi e non
riconoscerlo

può credergli e non
smentirlo

esaltarlo e non
vergognarsi per lui
ammirarlo e non
chiedergli pudore

perchè

mi guardo intorno e nelle linee tese di ogni viso
prima di esser scritto un volto
è composto il singhiozzo della coscienza
di poter
vivere.

e vivere serenamente.

Un bicchiere d'acqua. posso offrire io.
Soltanto. e poi tornare. a sistemare il banco
del bar. Temendo. Tremando. Di cadere.

A.

Contestazione (errata corrige)


bastaaaaaaaaaaaaaaaa

c'è solo da piangere..

ha ragione chi l'ha detto.

obiettivo salvezza..

ma come siamo diventati così
quanto mi hanno preso in giro.
quanto?

e quanto sono stupido
quanto non capisco nulla
mi so' stancato.

di vedermi stupido.

eppure è solo calcio.
ma qualcosa non va.
al cuore.

non al mio.

non mio.

si perde.
si perderà ancora.

speriamo bene.

così in basso
così piccola
la Roma
non l'ho mai sentita..

Sì, Laurina, arrivo.
Sì, meglio farsi un caldo caffè insieme.

Il mio cuore sta bene.
Benissimo.


A.

OOOOOOKAAAAAAKAAAAAAAAA!


che emozioneeeeeeeeeeeeeeee

che va oltre ogni partita e
ogni vulcano assopito

l'uomo della cenere
ha saltato due giraffe inutili
e umiliato pizzalandiaaaaaaaaaaaaaaaaa!

OKAAAAAAAAKAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!

ho gli occhi lucidi..
a vedere un ragazzo così giovane
e pulito
realizzare un gran gol
un grandissimo gol
dove tanti altri cadono per terra
o la lasciano andare la palla

lui ha urlato una gioia indescrivibile.
per lui.
per tutti noi.

OKAAAAAAAAAAAAAAAKAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!

A.

Di amante



I vetri del nostro bar appannano.
Per pudore. Emozione. Felicità.

È successo qualcosa però al bar.
Qualcosa di importante, fondamentale.

Ho chiesto alla mia donnina
di sposarmi.

L'ho fatto col cuore
e con un anello che pur essendo bello
poteva esser ancor più bello. Per lei.

Ci sposeremo. E sarà bellissimo

il bar quel giorno.
Toglierò la polvere, comprerò qualche nuova tovaglietta.
Luciderò i bicchieri e gli specchi. Farò riparare il juke-box
e ordinerò del vino pregiato.

Nella mia testa in ogni momento
l'immaginazione del nostro futuro
prossimo
la gioia di averla incontrata
la serenità del nostro tempo insieme
il desiderio di desiderare.

insieme.
tutti i colori del diamante.

A.

Invincibile (del Potere)

Invincibili.
Sono invincibili.

L'arroganza, la superbia, la forza pura.
Il Potere (essere invincibile)
è Dolore.

Dolore di non potere essere invincibile
dolore di subire
violazione
delle possibilità pari

che si chiedono
al cielo

si chiede
al cielo

con energia e speranza
ai desideri

ossigeno.

Il dolore di essere vincibili,
e vinti,
è giallo, rosso, blu.
Viola.
Il profumo della pelle che brucia è
il monito.
Della finitudine.

La trasmissione ai nervi,
l'immediata trasmissione
di un informazione
è il bisogno di ritrarsi.
Dal fuoco.
Ma legate
mani
legati i piedi
il corpo brucia.
E può solo urlare
pietà al potente.

combustione.

Dinanzi allo spettacolo il Potente
non ha da difendersi
non ha da aggredire.
Rimane.
Potente.

Non è atto il Potere.
Non si consuma nel gesto.
Rimane Potere.
Essere.

Invincibile.

E il vinto guardando
il Potere (essere invincibile) che guarda
desidera
tremenda mente
non la salvezza dalla morte incipiente
bensì di essere

spettatore a sua volta.

fiorentinajuveunoadue.

A.

Mattino



Avevo scritto, ieri notte, il post che segue. Arrabbiato, tanto. stamani, no, non lo sono più. Il giorno viene e con lui alcuni colorisi attenuano. Altri. Tornano a dominare la scena. Quale la scena dinanzi agli occhi. Ora non più quella di ieri sera. Questo dovrebbe bastare per non sentire più in quelle parole così cariche di ira alcun calore. Questo mi basta per sostituirle con un fiore. con dei fiori. Magica mente.
A.


Io non ho mai visto niente del genere.
da quando tifo Roma
da quando tifo Roma
non mi sono mai vergognato
neanche
per un solo momento.

ora
MI VERGOGNO DI AVERE NELLA MIA SQUADRA
un individuo bieco laido vile
che ha aggiunto alla bassa considerazione tecnica
motivata documentata dai suoi fallimenti professionali
L'ENNESIMA DIMOSTRAZIONE
DI UN CARATTERE DA UOMO INDEGNO
DI ESSERE INSIGNITO DELL'ONORE
DI ESSERE UNO SPORTIVO
UN CALCIATORE
E UN CALCIATORE DELLA ROMA.

La voglia di affermare soltanto se stesso
traspare dalla foga di conquistare il tabellino
per giustificare l'ennesima partita
consumata
nel grasso della pigrizia
nella noia della presunzione
nella mediocrità della supponenza.

un'ennesima delusione poteva essere.
ma il rigore calciato con stupidità e alterigia
il rigore calciato per finire sulla copertina e motivare
la grigia tappa di una
DISPERATA RINCORSA AL SOLDO E ALLA RIBALTA PERSONALE
SONO STATI UNA GRAVISSIMA OFFESA
UN'ONTA VOLGARE
AI VALORI DELLA COMPETIZIONE SPORTIVA
DELLA TENZONE CALCISTICA
DELLA PASSIONE SINCERA E SOLARE DEI NOSTRI COLORI.
cassano antonio
cassano
da questa sera per me è un nemico
la rappresentazione
di un falso orgoglio
di una mendace virtù
di una svendita e uno svilimento violento
dei valori più semplici e preziosi
dello sport e della redenzione sociale
che lo sport può significare per ragazzi come lui, soltanto per origini e talento, spero.
BASTA CON ANTONIO CASSANO.
VERGOGNA PER UNA SERA E PER UN MOMENTO
CAUSA DELLA VERGOGNA DI UN TIFOSO GIALLOROSSO.

VATTENE CASSANO. TI PREGO. VATTENE.

SEI SOLO

TU LA VERGOGNA DI ROMA.

la schifezza d'anima che ha
puzza
e io so quanto costa il suo esempio a tanti ragazzi
non ultimi quelli che a bari lo adorano.
uno come lui non risolve niente
so bene che co sti idoli non si va da nessuna parte.
ma ste sagome de cartone

hanno la responsabilità dei sogni e dei colori che quei sogni
riempiono di vita.

basta.

basta con l'accontentarci degli avanzi.

Noi tifosi
siamo la Roma.
più di un simile bamboccio.

Io sono con la Roma.

E sogno di Roma.

Io i cartoni dopo averli usati
li getto via.

e un gatto li userà ancora

per pisciarci sopra.

A.