Olè (o Del saluto romano)


Di Canio, un turno per 'saluto romano' in Lazio-Juve
10.000 euro di multa al giocatore e anche alla società biancoceleste
Roma, 19 dic. (Adnkronos) - Un turno di squalifica per Paolo Di Canio e 10.000 euro di multa. Questa la decisione del giudice sportivo in merito al 'saluto romano' del giocatore biancoceleste dopo la sua sostituzione durante la gara Lazio-Juventus giocata sabato scorso. 10.000 euro di ammenda anche alla Lazio per responsabilita' oggettiva.Il giudice sportivo ha deciso di sanzionare con un turno di squalifica e 10.000 euro di ammenda l'attaccante della Lazio, Paolo Di Canio, perche' il giocatore ''subito dopo la sua sostituzione, mentre si trovava nei pressi della panchina, iniziava a salutare i propri tifosi con entrambe le braccia tese ed alzate. Subito dopo, in rapida successione, abbassava il braccio sinistro, lasciando alzato e teso quello destro per qualche secondo insieme alla mano. Quindi, lasciando sempre il braccio destro alzato, iniziava a muovere la mano in gesto di saluto, abbassando infine completamente il braccio destro''. ''Osservato che il gesto del calciatore e' certamente da interpretare come un 'saluto romano' -dice ancora la nota-, quantomeno nella fase in cui egli ha tenuto il braccio e la mano destra tese; considerato che tale comportamento costituisce violazione di norme regolamentari : in quanto lesivo del dovere di correttezza imposto dall'art. 1 CGS, non essendo consentito ai tesserati sfruttare lo svolgimento delle gare per evocare un qualsiasi tipo di ideologia e/o appartenenza politica con gesti plateali, come ribadito dalla Commissione Disciplinare con sentenza del 10 marzo 2005 C.U. n. 265 pronunciata proprio a carico di Di Canio, a seguito di una condotta identica a quella oggetto delle presente decisione''.

13 commenti:

momyone ha detto...

Ma Di Canio non è romano? E non avrebbe, quindi, tutti i diritti di salutare romanamente?

ok, ok, scherzavo... eddaiiii! Scherzavo davvero.
Comunque BUON NATALE (!!!) al Direttore, al gestore del bar (ché il caffé è davvero ottimo) e alla sua signora (della quale si sente parlare e che reputo assai fortunata) ;*)
Oooops, augurio esteso a tutti i fruitori di questo bel localino!

lonewolf ha detto...

lieto che il giudice sportivo sia intervenuto

a sanzionare di canio

e la lazio

aspetto con ansia

la sanzione per Lucarelli

ed il livorno

reiterati colpevoli

della stessa mancanza

di ideologia

palesemente

opposta...

e chissà che il calcio

non si dia una ripulita

anche se poco ci credo

molto poco

Antonio Sofia ha detto...

non sono d'accordo perchè lucarelli non ricordo abbia commesso reiterato e preintenzionale gesto.
lucarelli domenica l'altra
contro la lazio
ha segnato e davvero
non mi sembra abbia commesso alcunchè.
esiste un passato in cui l'ha fatto ma credo che la gravità sia nella ripetizione pensata, strafottente e non nell'esultanza pur discutibile dopo un gol.
è una sostanziale differenza.
che credo il giudice sportiva abbia fatto bene a valutare.
più che altro ci sarebbe da ragiona' sulle inutili normative contro l'esposizione dei simboli nazifascisti negli stadi.

cmq
un caro abbraccio lupacchio'!

A.

A.

Antonio Sofia ha detto...

grazie momy :-)
è stato davvero un piacere averti qui, attenta e fedele commentatrice.

sono felice che ti trovi bene
e ti auguro i migliori giorni di festa.

buon tempo a te,
grazie di tutto!

A.

lonewolf ha detto...

il regolamento parla di tesserati

che durante lo svolgimento delle gare

non evochino ideologie

o appartenenza politica

inutile e sbagliato distinguere

tra destra e sinistra Antonio

la politica deve andarsene dagli stadi

tutta

questo è il mio pensiero

Antonio Sofia ha detto...

continuo a chiederti se domenica lucarelliha fatto qualcosa.
a me non risulta.
poi secondo me la distinzione c'è e forte.
e riguarda la nostra costituzione nonchè la storia di questo paese.
gli anarchici livornesi
col loro pugnetto alzato, per quanto mi freghi del pugno,
hanno contribuito in maniera decisiva alla LIBERTA' italiana.
alla LIBERTA'. NON A UN REGIME.
la distanza è sostanziale.
come la distanza sostanziale rimane tra gli anarchici livornesi e i gulag di stalin.
per quanto mi rigurarda allo stadio non ci deve essere proselitismo politico.
sono d'accordo.
ma ripeto: non ho visto nulla da imputare a lucarelli.
nè il tifo dei livornesi mi pare piegato ad un'attività di proselitismo. in quanto l'essere politico è matrice intima, storica, permeante la cultura livornese. basta che ci vai a fare un salto, a livorno. per rendertene conto.
grazie a dio.

cmq fuori la politica dagli stadi. senza dubbio.
ma prima della politica: fuori L'ANTIPOLITICA.
certe sfumature non sono, NON POSSONO ESSERE TRASCURATE.
il fascismo in italia era un regime. la resistenza è stata liberazione dal regime.

(chiunqu intervenga..su non mi tirate fuori stalin..non mi interessa in questo discorso; nè tanto meno i martiri del fascismo..per favore..)

A.

A.

lonewolf ha detto...

no,

domenica Lucarelli non ha fatto nulla

(ma è famoso per averlo fatto e rifatto)

i suoi tifosi si

i cori contro sono cori contro

non c'entra il fascismo o il comunismo

non m'interessano regimi e resistenze

questo è calcio

questo era calcio

e nel calcio non si fischiano i neri di pelle

non si saluta né da comunisti né da fascisti

non si espongono né svastiche né falci e martelli

non c'è mussolini né che guevara

e non ci sono neanche i cori contro

quelli tipo appeso a testa in giù

o come a piazzale loreto

canticchiati a di canio

che personalmente disprezzo

ma che ritengo non debba essere aggredito da nessuno

semmai punito dalle autorità competenti

questo si

...

p.s.

e questa è l'opinione di chi ha vissuto quasi 20 anni di stadio

dalle prime comparsate dell'ottanta

allo scudetto del giubileo

e che ha visto cambiare il colore della curva

da rosso a nero

e che ritiene entrambi i colori

fuorilugo

là dove il giallorosso

avrebbe dovuto unire tutti...

ricambio il tuo abbraccio

:-)

Antonio Sofia ha detto...

continuo a pensare che ognuno possa fare e dire quel che vuole se non mette in discussione i valori della libertà civile condivisa.
ecco per me se la cultura di una città è fortemente pregna di un ideale mi sembra normale, anzi positivo, che i suoi abitanti si sentano di raffigurare nell'effigie della competizione sportiva anche quegli ideali (che come e più dei piatti tipici o del campione locale significano la storia di un popolo).
quello che trovo assai pericoloso è che siano accomunabili, nel lavarsi mani e coscienza in un taglio generale e generalistico di teste, un pensiero e un non pensiero.
cerco forse un esempio. ci sono città che hanno nel pensiero liberale la loro tradizione. se i tifosi si facessero promotori di un valore storico cittadino, oramai convenzionalmente di destra, lo troverei soltanto giusto.
stop.
no, no sono assolutamente contrario alla possibilità che qualcuno decida cosa si può e cosa non si può dire in un luogo di aggregazione. a meno che.
sì c'è un a meno che.
a meno che non si voglia fare propaganda proprio della negazione di questa libertà che è, essa stessa, l'avvenimento sportivo. confronto tra culture, storie, ideali diversi.
il fascismo ha negato, meglio, HA NEGATO tutto questo ed è mia responsabilità da studioso della storia e dei gruppi sociali fare questa distinzione.

attenzione:
se i tifosi del livorno attaccano di canio per il suo essere fascista, comprendo che possano arrivare a esagerazioni tali da irretire il senso comune e il pudore di chi guarda. trovo deprecabili alcune offese, assolutamente.
ma rimango dell'idea che vada distinta.
la minaccia del fascismo
con le violenze più campanilistiche e i razzismi. dai valori di una socialità MAI MUTA. MAI.
SIA DI DESTRA SIA DI SINISTRA.

quello che ribadisco è che LA POLITICA È BELLA, GIUSTA,SACROSANTA. LO SPORT è POLITICO. NEL SENSO PIù PREZIOSO DEL TERMINE. CHE NASCE DALLO STARE INSIEME.
il problema è che continuando a negarla nel nome di un qualunquismo padre e madre degli estremismi deliranti,
la si ammazza. e si lascia.
pericolosamente.
uno spazio.

VUOTO.

NEGLI STADI, A SCUOLA, A CASA.

A.

lonewolf ha detto...

potremmo parlarne per ore Antonio

e credo che rimaremmo entrambi della nostra idea

io credo che allo stadio si debba vedere sport

e non appartenere a gruppi politici

e guarda che non esser parte del gruppo in una curva è considerato un affronto

venti anni fa come oggi

io vorrei un giorno tornare allo stadio magari con mio figlio

solo per vedere la partita

senza preoccuparmi del colore dei tifosi alle mie spalle

perchè io quando la curva cambiava colore

ed i gruppi contrapposti politicamente si picchiavano dentro la stessa curva

alleandosi trasversalmente con i rivali sportivi

ma della stessa fede politica

io c'ero

e giallorosso

né rosso né nero

finivo per prendere gli schiaffi due volte

perchè in curva

se non sei con

sei contro

...

io sogno un'oasi

dove gli uomini siano bianconeri o giallorossi

nerazzurri o rossoneri

e si sentano uniti e divisi da questi

e non da altri

colori

...

sinceramente ho memoria storica familiare del fascismo

ma lo ritengo un fantasma

e trovo che molte cose siano oggi parecchio più pericolose

e più insidiose

delle sbiadite ombre del duce.

La politica sarà pure bella

ma io allo stadio

non vado più

e non mi sembra di essere il solo...

Antonio Sofia ha detto...

gianlupo scusami
se ti rispondo ancora
sulla questione.
ma l'ho a cuore.
io sono stato in curva
e tante volte. d'accordo non quanto te ma a sto punto dà maggior peso al mio discorso.
sono stato in curva sud
quando era nera
e io non sono nè sembro un nero.
sono stato lì da solo
o con la mia ex ragazza
e non conoscevo nessuno intorno.
nessuno mi ha detto che dovevo dire o non dire.
nessuno mi ha minacciato e una volta due hanno litigato perchè si perdeva 3 a 1 un derby e mi so' fatto le scale rotolando. poi quel derby è finito 3 a 3 (storico) e io ne ho un bel ricordo lo stesso.
insomma gianlu' io dico che non userei la mia esperienza sempre per farne una regola. la mia non è la tua, per esempio.
tieni conto che sono su un forum di ultrà della sud, molti so' fasci. immagina quanto ami io le loro idee. ma siam tutti d'accordo. fuori la politica come proselitismo negli stadi.
io lo dico e lo ripeto.
ma riesco a vedere la differenza tra il fascismo e la tradizione culturale livornese. ci riesco e ritengo sia giusto vederla e farla vedere.
poi su sto forum chiacchiero tranquillamente pure co quelli di forza nuova e non mi faccio problemi. nè si litiga mai.

non è tutto rose e fiori lo stadio. come non è rosa e fiori il mondo.
ma per uno che resta a casa
ancora ce n'è un altro che va,
e io, se potessi, continuerei ad andarci.

sai temo che a portar via la gente dallo stadio siano tante cose..
iniziando dal caro biglietti e dallo strapotere dei soliti noti..

la vediamo diversa..
cmq
sempre magica!
:-)

A.

Antonio Sofia ha detto...

occhio: quelli di forza nuova se dicono na cazzata mi stanno a sentire. e ne dicono.spesso da ignoranti o da esaltati.
la mia la dico. sempre.
perchè credo sia importante.
continuare a vedere le differenze.
è la ricchezza di ogni uomo.
la sua prospettiva.

A.

Anonimo ha detto...

essenzialmente, e metto sul piano tecnico la mia opinione, l'apologia del fascismo è un REATO per il codice penale, perché va contro gli ideali che molti molti anni fa ispirarono i creatori di quel pezzetto di carta, che sembra ormai senza valore, chiamato Costituzione.

Anonimo ha detto...

ps il commento anonimo era mio,
Swee