The Corporation e il treno spaziale


Ieri sera pensavo.
Guardando The Corporation.

Che il nostro piccolo sincero pianeta
potrebbe davvero essere stanco.

Non sono mai stato un ecologista, o forse sì.
Da piccino in piena disneyfagia del piacere.

Non sono mai stato un no-global,
probabilmente perchè iniziare qualcosa con una negazione
mi sembra paradossale; new-global neanche,
tanto naturalmente portato
al vecchio.

Non sono molte, troppe cose per essere confuso con alcuna di esse.

Ma rimane un aspetto del vivere cui tengo molto:
sono gentile.

La gentilezza non è un gusto patinato, un aspetto costruito,
incrostazione inclinazione ruffiana dell'aria.

Sono gentile per scelta, non per educazione.
Quando voglio, sono gentile.

La gentilezza che sa di un tocco lieve. Su una superficie
liquida, un tocco lieve e sapiente.

Faccio il barista perchè sono gentile? Forse.

The Corporation diceva di organismi composti di uomini
colti, forti, alti, spesso coscienziosi adami,
palpiti di sangue verde, pulpiti di potere inchiostro,
ovatta calda creme di cappuccini in equilibrio sul bordo.
La transnazionali che possono condizionare i popoli,
dipingere i paesaggi, legittimare la proprietà
del sale.

Faccio il barista perchè sono gentile. Forse.
E amo il calcio con gentilezza, certo.

In questa stanza ho spesso potuto riconoscere
la piena finitezza dei cerchi.
Quelli lasciati sui tavoli, sul bancone, sulla piccola lastra di marmo
alla base della finestra. Si vede la strada dalla finestra e la strada dopo pochi passi.
Curva.

Mi sono chiesto, guardando the Corporation
mi sono chiesto se avevo qualcosa da raccogliere,
da raccogliere
con gentilezza
da un sì copioso cesto
di informazioni e informazioni dense
informazioni in marmellata di more.
Ma stavo già raccogliendo, le mani appiccicose
fino ai polsi
e il desiderio infinito
di smettere,
informazioni in gelatina d'albicocche.

Se pulissi tutti i giorni le superfici del bar
non sai così gentile. Il tratto di ogni passaggio per me
è sacro e va preservato.
Che non diventi monito, in quel caso la presenza ingorda
s'arrischia oltremodo
e mi costringe al gesto. Di passare lo straccio.
No, aspetto qualche giorno. Di solito se il cliente non torna
il suo cerchio va via da solo.

Finito il documentario mi sono alzato. E ho preparato una camomilla.
La sera, prima di dormire, mi riscalda il petto
e prepara i polmoni all'accoglienza materna
del fumo, il fumo che seguirà la tisana paglierina fino al sonno.

Se non viene qualcuno per un giorno intero
mi avanza gentilezza per il giorno dopo.
Sempre che io non la ceda ai lampioni tornando a casa.
A volte capita. A volte no.
Quando chiudo senza aver avuto un cliente mi
sento grasso, grasso e divertente.

Il fumo seduto, disteso, completamente discinto nei miei polmoni
si solleva diagonale. Il treno è in partenza. Per lo spazio.
Lo guarderò ancora.

Mentre torno a casa,
cerco di capire qualcosa,
il treno nello spazio
e le infinite stelle.

Lo guarderò ancora.
Scoprendo che dai suoi finestrini
il mondo
il mio mondo
si allontana e si avvicina.

Stringo gli occhi,
un lampione mi acceca.
Poi va oltre.

Oggi al bar non è venuto nessuno.
Domani sarò ancora più gentile.
Oggi i lampioni
mi hanno lasciato stare.

(Matsumoto culla il piccolo pianeta sincero,
innamorato racconto del destino dell'uomo:
senza sosta sfida il tempo che se ne va
nel tempo, non dorme mai, non muore mai).

A.

Avanzi di maiale (naziavanzi)


Purtroppo non posso scrivere della rimonta della Magica,
dell'adorabile Ispettore Clouseau Del Neri. Non posso, come vorrei, raccontare del
miracolo Spallettiano, nè della Fiorentina sempre più ina,
nè della Juve sempre meno umana. Il ricordo di questa domenica finisce qui.
O forse, da qui, comincia.
Dal forum di Lupocattivo.net, consiglio di leggere cosa pensano
i tifosi della Roma.

Stamani vi leggo.
E mi rendo conto. Che
siete dei grandi tifosi.
Orgoglioso di essere in questo forum giallorosso
linkerò direttamente il mio blog a questa discussione.
Questo è tifo di Roma, della Roma
quello vero, quello sano.

Ieri quando ho visto quello scempio
l'unica cosa che ho pensato è che

sti stronzi devono entrare strisciando allo stadio,
come i vermi.

Perchè io nella Sud ci so' stato tante volte
e non li ho mai incontrati. Se non
piccoli storpi nauseabondi avanzi
sui seggiolini ma

zitti
zitti

agitanti anche quella volta
una bandiera sbagliata.

Non sono pochi, non sono romanisti.
Si organizzano perchè lo stadio dia visibilità
con la complicità di stampa e forze dell'ordine.
Perchè nella destra nazista si investono soldi.
E si spera sempre di creare gruppi di deviati mentali
che possano risultare spendibili su certi tavoli.

"Se tu non mi consideri io posso metterti contro i miei cani".

Bene, abbaino pure. Loro.
Chi possiede ragione e alta coscienza dell'Uomo
sa distinguersi da simili protuberanze intestinali.

Rispetto per tutti, a destra, a sinistra.
Qui non siamo in politica.
Questi so' avanzi di macelleria.
Che il commerciante non getta.
Perchè del maiale, si sa, non si butta mai nulla.

A.

Un uomo scomodo

Ancora un ricordo di Dino Viola,
nella voce di un amico.
Grazie, Gianlu'!
A.


Roma-Pisa 0-2
il sogno della grande Roma
finì così

ricordo come fosse oggi
il principe Giannini
per tutti noi della curva
Peppe

Lo vedo salire sulla gradinata della “montemario”
scortato a vista dal gigante Sebino

sento il peso dei fiori che depone
nel posto che Dino
l’ingegner Viola
il presidente della grande Roma
ha lasciato deserto
per sempre
suo malgrado

Rivedo donna Flora
coraggiosa e commossa
bagnata da lacrime
di dolore e orgoglio
fresca vedova
di un uomo
grande
che aveva donato
alla città di Roma
sogni
immensi

La grande Roma finì lì
tumulata insieme al suo creatore
e con essa
un pezzo alla volta
morì quel calcio antico
romantico
dove le idee
potevano ancora vincere
sul potere
esclusivo
della politica
e del denaro

Viola era l’artefice
la mente
il cuore
di mille battaglie
sportive, politiche, economiche

Falcao, Conti, Pruzzo, Cerezo, Nela, Ancelotti
Agostino di Bartolomei
quattro coppe Italia
uno scudetto
la disgraziata finale di coppa dei campioni

Viola era un uomo scomodo
disturbava poteri forti
troppo forti
il ciclo finì
vincendo un terzo di quel che avrebbe potuto
e dovuto
in un mondo di altri valori

scesero ombre
venne il tempo degli Andrade
dei Renato
dei Manfredonia

venne il tempo dei Ciarrapico
dei fallimenti
dei tribunali

Ma Viola ormai non c’era più

di lui rimarrà la grandezza
di aver regalato
ai romani
un sogno.

Lonewolf

Radio Blog


Prima di ogni cosa..
mi spiace per il disagio in Tag Board.
La Cbox è non funzionante a causa di problemi del server.
Tornerà.

Si rimarrà in silenzio, forse.
Ma ascoltando la radio, la radio del nostro amato bar,
vi servirò un caffè caldo.

E rimarremo a segnare con le dita i vetri.
Ognuno scegliendo il suo nome.

Buon ascolto,
Radio Blog vi farà, ci farà compagnia.

(Si accettano suggerimenti per inserimenti in playlist!!)

A.

Dall'alto


Nonostante tutto
nonostante freddo e vergogna

perchè la Juve è sporca
da bruciar la neve

è stato un TRE a due
che ci dona calore e convinzione.

Felice
felicissimo

dall'alto

sempre
e non per tre gol.

Lupi orgogliosi
lupi di cuore

senza sospetti

a voi
soltanto il riflesso.

di Roma.

A.

Video..Bar!



...E al Bar dello sport arrivò il Cinema.

Sarebbe più corretto parlare di Video
e Videomaking amatoriale.
Ma va be'.
Peccati d'entusiasmo
di un barista appassionato.

In basso nella colonnina di destra è presente un nuovo riquadro, prima delle News.
In questo spazio, You Tube,
il Bar è direttamente collegato alla omonima Video Community,
aggiornandosi automaticamente ai 10 video più commentati del giorno.

I miei ospiti quindi,
tra un caffè Borghetti e un Peroncino - amabile il design dell'alcooliscenza,
possono sbirciare in questo interessante spazio di condivisione creativa,
ennesima ubicazione parlante, o ciarlante che dir si voglia, nella Rete.

Attenzione: io non so quali video sbarcano sulla piattaforma You Tube nè posso assurmermi responsabilità di alcun genere.

E poi si sa: la verità, come l'arte, è nell'occhio di chi guarda.
(Mezzanotte nel giardino del bene e del male, C. Eastwood da Hume)

Buona visione!
(per iniziare consiglio questo).

A.

II sentimento del tempo (ventigennaio)


E per la luce giusta,
Cadendo solo un'ombra viola
Sopra il giogo meno alto,
La lontananza aperta alla misura,
Ogni mio palpito, come usa il cuore,
Ma ora l'ascolto,
T'affretta, tempo, a pormi sulle labbra
Le tue labbra ultime.

G. Ungaretti








Nel ricordo di Dino Viola.

A.

RaDio


Cosa accade al Bar dello Sport
se l'Udinese non cede i diritti a Rossoalice
?

Che rimaniamo senza la Roma. E non è facile
ascoltare la radio nazionale
quando a ogni cenno di interruzione ti vien paura.
Di continuare ad ascoltare.

Ci sono le radio online, quelle romane sono tante.
Ogni squadra ha le sue.
Ma anche ascoltando un'unica storia,
il respiro si stringe in gola.

Ricordo quando ero piccino la mia prima volta allo stadio.
A vedere u' Bar', il Bari.
Non ricordo bene con chi il Bari giocasse
doveva essere il Pisa, forse l'Ascoli, il Cesena.
No, era il Monza.
Mi addormentai dopo mezzora,
per la noia o la disperazione.

Non accadeva niente.

Eppure quella sera,
all'angolo di Piazza Giulio Cesare,
al Villaggio - si chiamava così dal dopoguerra, il Villaggio del Fanciullo,
oratorio di preti, campo di calcetto, proscenio di bacibianchi -
i miei compagni di chiacchiera postNovantesimo
riportavano voce di clamorose occasioni,
esasperanti persecuzioni arbitrali,
infinite galoppate sulla fascia,
equivoci strategici, tattici, paramilitari.

Credo che saper raccontare una partita
creando
un tale immaginario emotivo
sia una sorta di rito misterico:
una testa padrone
dei sussulti di decine di anime
nude
ubriache
colte
in gesti e pose imbarazzanti.

Non ci si libera dalla tensione fino ai delicati voli del fischio.
Placido, cullante, materno il fischio dell'arbitro.

Non ci si libera prima,
solo ascoltando.

E ascoltando la Roma,
quando sento il nome di Totti, di De Rossi,
di Aquilani o Perrotta, e di chiunque indossi la maglia che amo,
mi sembra di vederli.
Tentare, stentare, insistere fino alla sfinimento.
Sollevare la testa al cielo in una esitazione.
Mi sembra di essere lì e di vederli che potrei anche toccare il pallone.

Se ripenso alla partita di due notti fa,
quella tra berlusconi e rutelli,
mi chiedo
se ascoltarla alla radio
non sarebbe stata una scelta migliore.

Per aver qualcosa da raccontare poi all'angolo.

Per aver qualcosa da dire, qualcosa di gigante.

Per poter essere lì e vedere. E probabilmente
azzardare uno sgambetto, una gomitata
uno sputo in faccia.
Essere lì.

A.

Sembra soltanto un gioco


Quando si parla di Calcio,
molti nasi s'alzano e vibrano:
Jupiter mozartiano,
complessa intersezione di possibili gradini verso il cielo,
procalama la sacralità del pensiero sferico.

e il naso elevatosi presuntuoso e altero
ne vien schiacciato.

La nostra passione
per le rotonde evoluzioni
e le rettangolari rivoluzioni
nello spaziobagliore
si manifesta incolume all'esser scostante
irriverente implume
del non amante.
Dinanzi alla meraviglia delle emozioni vissute
nelle ultime settimane
seguendo partite velenose di piacere
la pienezza del precario acceso
laddove
il minuto di recupero
comprime l'universo.

Al bar riflettevo così
dopo aver fumato.

Io, mai fumato.

No, non prenderò il vizio.
No, non ho mal di testa.

Sì, sono magro.

Mi lascio cadere su una sedia
per guardare
come un cliente.

Da qui si vedono i titoli dei giornali
serviti storti
sulle sedie.

Sembra carta soltanto.
Sembra soltanto un gioco.

A.

Alcadia


Il Bar dello Sport
ha cambiato vestito.

Dai commenti degli amici frequentatori
questa nuova atmosfera pare sia stata accolta
con piacere e curiosità.

Bene.

A un'osservazione attenta
è possibile notare
che oltre alla veste grafica
il Bar ha anche un nuovo locale:

l'Alcadia.

Non so se è semplice accedervi, me lo sto chiedendo.
Ma forse non ha molto senso sia troppo semplice accedervi.

L'Alcadia è l'astronave di Capitan Harlock,
un mio semplice tributo al gradissimo Leiji Matsumoto
ideatore di un intero universo emozionale e iconografico,
spazi e protagonisti su cui ho formato innegabilmente
le mie convinzioni e i miei desideri da bambino.

Cosa si potrà trovare a bordo dell'Alcadia?
Non scriverò lì, perchè il Bar dello Sport occupa già piacevolmente
la mia quotidianità.
Sull'Alcadia tuttavia ci sarà qualcosa di assai prezioso per me.

Ci saranno i miei scritti,
quei lavori a cui negli ultimi quattro anni
ho affidato le mie domande, le mie riflessioni.
Con l'incertezza e il dubbio
potessero essere
condivise con un lettore,
potessero essere
completate, riscritte dall'immaginazione della lettura.

Era un fine, un tendere a.
Ma non sempre la volontà porta ai risultati sperati.
Si vedrà.

Per adesso, sull'Alcadia,
è possibile trovare il mio primo romanzo,
concluso oramai quasi due anni fa.

Da allora mi sono impegnato in un nuovo romanzo,
molto più duro del precedente,
che ho portato a termine, nella sua prima correzione
due sere fa.

È emozionante. Sì, anche. Ma più che altro una liberazione.

Sono stati due anni di fatica, nella mia vita
essendo 'emigrato' in una nuova città e a un nuovo lavoro.

Sono stati due anni di riflessioni senza paracadute.
E che han portato a innegabili cose buone. E belle,
come il prossimo matrimonio che mi attende.

Il nuovo romanzo si intitola Marta
e tra un po' di tempo lo porterò sull'Alcadia.

Per chiunque voglia farlo suo,
per chiunque possa ritenere sia importante.

Ora torno al bancone.

Buon tempo.

A.

Quell' Ancòra traditore


Dopo aver dedicato una vetrina a Giuseppe Rossi, 13 anni negli States e giovanili nel Parma, ora stella del Manchester United (curiosa storia in cui una famiglia usa il pallone come garanzia di un legame culturale con lo stivale lontano),
non resta che raccontare il mercoledì di Campionato appena trascorso.

La Roma. La lascerei per ultima.
Prima parlerei del tonfo della Fiorentina, delle stentate vittorie di Inter e Milan, del pari della Juve che suona come un 2 a 0 per i bianconeri, tanto hanno impressionato anche col Chievo.
Potrei soffermarmi ulteriormente su tutti questi illustri protagonisti
ma in fin dei conti oggi ai tavoli non si parla che dei giallorossi risorti e assunti in cielo.

Dunque via al panegirico: la squadra di Spalletti impressiona per tenuta e convinzione, un pressing alto, altissimo, da impressionar e il portiere avversario per primo. Triangolazioni e continue variazioni di gioco, contropiede articolato in azioni sopraffine e soprattutto grande voglia di vincere tutti insieme.
Questo il risultato del lavoro di Luciano Spalletti, un grandissimo professionista che, qualsiasi cosa accada nel prossimo futuro, ha dimostrato ampiamente dove erano i torti e le ragioni nella contradditoria compagine capitolina: e il problema non era solo nel ciccione, appena esule a Madrid, finalmente stella di un calcio a misura di riso, maiale e frutti di mare.
In una squadra come la Roma, dove non si può disporre del meglio in ogni ruolo, ci si deve accontentare di avere il migliore di tutti in ogni ruolo: Francesco Totti non ha eguali e continua a dimostrare un talento inestimabile quanto un'umanità orgogliosa e fiera, capace di qualsiasi miracolo.
Capace di qualsiasi miracolo è l'uomo che crede nella buona volontà e in un'ideale che trascenda il misero companatico, per quanto in salsa di miliardi: Francesco sta vincendo una scommessa ad alto richio, sulla sua carriera e sulle sue stesse parole, mettendoci la faccia oltre le gambe, massacrate a ogni partita. Disse Perrotta, Mexes e qualcun altro, due estati fa. E sembrava fosse impazzito fino all'altro ieri.
Invece lentamente la sua fiducia si sta dimostrando ben riposta e il mister Spalletti una sorta di bacchetta magica capace di riportare al loro giusto valore gli investimenti di un bistrattato mercato.

La Fiorentina stessa, con Prandelli, sta dimostrando che, per avere risultati, la classe può essere potenziata, rincuorata, difesa da un'organizzazione di gioco efficace e una tenuta psicologica solida: remare tutti in una direzione, sapendo che nel calcio i ruoli servono a sapere cosa fare, non a limitare responsabilità, a saper cosa non fare.
È adesso una grande Roma e lo è sotto gli occhi di tutti e non solo per i risultati.

Una grande Roma con la certezza che Francesco Totti veste una sola maglia.
Quella giusta.

Un particolare incoraggiamento ancora a Perrotta e Mancini: il primo abdica per un guaio muscolare dopo un mese giocato a livello Mondiale; il secondo a suon di gol e sudore può scoprirsi compreso e difeso dagli stessi che han dubitato del suo buon volere, seminare per poi raccogliere, evitando improbabili alberi dagli zecchini d'oro.

I giallorossi si contenderanno un posto in Champion's con i viola e con il Livorno, che però appare in caduta.
La Fiorenina non tema. Se non andrà in Champion's sarà soltanto una cosa normale, giusta, inevitabile.

Prandelli in questi giorni sembra temere gli avversari meno dei suoi calciatori: a guardare cambi e formazioni negli ultimi match, potrebbe esser lui l'anello debole di un progetto serio e limitato probabilmente solo dalla realtà. Non è poco, non me ne vogliano. Ancora a più sette, senza dubbio. Ancora più sette, suona male. Una parola di troppo.
Tradisce.

Buon proseguimento a tutti.

A.

Rossi Over The Moon With Cup Double


Man-of-the-Match Giuseppe Rossi was delighted with his FA Cup double in United's 5-0 win over Burton Albion. The skilful striker, who turns 19 in two weeks, helped himself to a goal in each half.
He also played a part in two more as the Reds earned themselves a trip to Wolves in the fourth round.

"Providing an assist is just as good as scoring a goal," Rossi told MUTV after the match. "I always look to get on the ball and try to make something happen when I get it. "Scoring two goals was great but the most important thing was the result. The first match was a bit sloppy on our part but we picked things up and got the win we needed".
Rossi's first goal came about after good work from Mikael Silvestre on the left edge of the box. The Frenchman's cross was nodded home by Rossi, who hit his second of the match with a sweetly struck volley in injury time.
"I always look to get on the ball and try to make something happen."
Giuseppe Rossi "It was great to get a second goal in the last minute," beamed Rossi.

"I was also happy to get one with my head. It's quite rare for me to score with my head because I'm not the biggest of the bunch!"Rossi once again linked-up well with Louis Saha who added his name to the scoresheet with United's first of the night."Louis and I always play together in training and talk a lot during games," revealed Rossi. "We have a good partnership and hopefully we can continue doing well and keep scoring goals."It's my dream to continue starting more matches at Old Trafford. Playing in front of such a big crowd with such great players is fantastic."

Queste le parole di un italiano a Manchester, succede anche questo.
Complimenti Giuseppe, titolare dei tuoi sogni.

A.

Un tempo piccolo


Mentre lavo i piatti
e sistemo le sedie
e svuoto i posaceneri,

mentre per terra trovo
motivo per piegarmi
è un solo bottone

mentre fuori piove
e il vetro ride
per quel che sa e non mi dice

ascolto la radio.

Il Bar è vuoto, ma non fa freddo.

Diventai grande in un tempo piccolo
mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico
rotolai in salita come fossi magico
toccando terra rimanendo in bilico

diventai un albero

per oscillare spostai lo sguardo
per mirare altrove cercando un modo
per dimenticare dipinsi l’anima su tela anonima
e mescolai la vodka con acqua tonica
poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le tele con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle

in un tempo piccolo

ingannai il dolore con del vino rosso
buttando il cuore in qualunque posto
mi addormentai con un vecchio disco
tra i pensieri che non riferisco
chiudendo i dubbi in un pasto misto
dipinsi l’anima su tela anonima
e mescolai la vodka con acqua tonica

poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le tele con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle

in un tempo piccolo

e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo.

Bellissima, grande Califfo.

A.

Che t'innamora


Che meraviglia.

Avevo il cuore in esplosione ier sera.
Nel petto non stava fermo
e tribolavo solo al pensiero che qualcosa
lo spingesse su per la gola
strozzando la puerile
ma densa
felicità del momento.

Passavano i minuti
a stento.

E dentro di me la certezza che era una partita
magica
in cui le traiettorie possibili si erano circoscritte
all'armonia del gesto tecnico
al piacere del gioco sportivo
alla soddisfazione inestinguibile dell'attesa fedele.

Ieri sera la Roma non ha solo battuto il Milan,
mostrando affiatamento, sapienza tattica (Spalletti un gigante!)
pervicacia e desiderio di vittoria.
Ieri sera la Roma ha saputo restituire ai suoi tifosi
sogni tridimensionali
sogni policromi
abbandonando la triste depressione
che un mondo di ombre e uomini di carta
aveva saputo imporre.

A un tifoso gli si può chiedere di esser razionale,
di mantenere i piedi per terra, di non esasperarsi
per il calcio.

Ma quando sono proprio gli eroi che il tifoso si sceglie,
coloro cui affida la speranza di un sublime senza funzione,
quelli che sostiene, ama,
e difende - per avere qualcuno
cui volere semplicemente bene, forse -
quando questi eroi sanno dirgli, dimostrargli

sì che è solo un gioco, e un gioco di soldi e poteri,
sì che è meglio che pensi alla vita di merda che fai..

il dolore è atroce, improvviso,
il dolore è un dolore bambino.

Poi vedi il pallone realizzare un capolavoro
come ieri sera è stato.
Allora puoi che credere di aver fatto bene
a resistere, a non ascoltare quell'esempio ridotto a sottocultura prezzolata
che alcuni infami interpreti
innalzano a vessillo.

Grazie Roma,
si cantava ieri sera.

Ma la domenica di ieri, questa vittoria straordinaria,
non può esser privata di altri ringraziamenti.

Grazie a Francesco Totti, inesauribile profeta in Patria.
Grazie a Luciano Spalletti, maestro sapiente.
Grazie a Mexes, a Chivu, a Cufrè.

E a Mancini.
Guarda la curva, Amantino.
Guarda i tifosi.
Guardaci.

Che t' innamora.

A.

Domenica infinita



E' sera.

Toni è tornato a segnare e il suo secondo gol mi ha davvero impressionato.
Complimenti.
A Livorno, scippo arbitrale a parte, Lucarelli spreca una ghiotta occasione.
E nella gara tra i bomber per il Mondiale che sarà il fiorentino legittima una posizione di assoluto, e difficilmente sovvertibile, privilegio.

Intanto anche Del Piero con un'ottima prestazione in Coppa Italia contro i viola,
bissata da una spettacolare realizzazione al volo di quest'oggi,
si merità un plauso.
Indossa la maglia sbagliata il vecchio Alessandro. Una maglia antipatica, ostile,
storicamente investita di un potere che schiaccia in primis chi la indossa.
Bene per una volta, forse anche per una solidarietà implicita ai suoi rancori capelliani,
il mio bravo che sa di pacca sulla spalle. E ancora.
Complimenti.

Manca poco più di un'ora a Roma-Milan.
Ho passato il giorno a lavorare per questo blog e nei prossimi giorni ai tavoli
ci sarà qualcosa di nuovo. O forse già c'è.

Roma.Milan.
Mi fermo a pensare che se la Roma vincesse sarebbe davvero bello.
Sarebbe davvero grande.
E se lo facesse con una magia del Capitano, forse impazzirei.
Mi riconosco in questi pensieri semplicemente più adulto.
Sono sempre uguali. Desideri di eroi, miracoli, vittorie.
Li porto con me anche verso i prossimi anni.
Come un prezioso tesoro da custodire.

La Domenica deve ancora cominciare.

A.

The times they are a-changin'...


Il Bar dello Sport si mette a nuovo!
E altre novità arriveranno presto.

Spero che qualcosa di bello ci sia
in questo mio dirvi

sto lavorando per voi.


Come gather 'round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown

And accept it that soon
You'll be drenched to the bone.
If your time to you
Is worth savin'
Then you better start swimmin'
Or you'll sink like a stone
For the times they are a-changin'.

Come writers and critics
Who prophesize with your pen
And keep your eyes wide
The chance won't come again
And don't speak too soon
For the wheel's still in spin
And there's no tellin' who
That it's namin'.
For the loser now
Will be later to win
For the times they are a-changin'.

Come senators, congressmen
Please heed the call
Don't stand in the doorway
Don't block up the hall
For he that gets hurt
Will be he who has stalled
There's a battle outside
And it is ragin'.
It'll soon shake your windows
And rattle your walls
For the times they are a-changin'.

Come mothers and fathers
Throughout the land
And don't criticize
What you can't understand
Your sons and your daughters
Are beyond your command
Your old road is
Rapidly agin'.
Please get out of the new one
If you can't lend your hand
For the times they are a-changin'.

The line it is drawn
The curse it is cast
The slow one now
Will later be fast
As the present now
Will later be past
The order is
Rapidly fadin'.
And the first one now
Will later be last
For the times they are a-changin'.

A.

Bugiardo!



Da Repubblica di oggi.
Che dire.
Fa tristezza. No, continuo a insistere.
Il sentimento più forte,
più devastante in questo momento
è la Noia.
Un sorso di aceto ancora.

A.

L'INTERVISTA.
Diego Della Valle attacca duramente
il Presidente del Consiglio: "Un fenomeno con i soldi degli altri"
"Berlusconi è un bugiardo
fa soltanto i suoi interessi"
di FULVIO BIANCHI e FABRIZIO BOCCA


Diego Della Valle
ROMA - Diego Della Valle, la sua riforma per un calcio che suddivida più equamente le risorse, non è passata: Forza Italia ha bloccato i diritti tv collettivi.

"E' vergognoso far pesare la politica contro gli interessi della gente e a favore di certe aziende".

Parla di Berlusconi.
"Certo che parlo di lui, tutte le forze politiche avevano dato il via libera, guarda caso dice no un dipendente di Berlusconi (il deputato Vito ndr.) che porta a casa gli interessi del padrone. E' inaccettabile sentire il Presidente del Consiglio dire che non ne sapeva nulla: io stesso mercoledì mattina lo avevo fatto avvertire di quanto stava accadendo. Per cui è un bugiardo".

Continueremo dunque a vedere super contratti per i grandi club e briciole, come si dice, agli altri.
"Come cittadino non lo accetto e come presidente lo trovo vergognoso. Non ammetto che si tolga competitività ai club più piccoli che restano dipendenti di quelli più importanti. L'obiettivo di questa operazione, di opposizione ai diritti tv collettivi, è controllare il calcio e far spendere meno denaro alle tv. Prima con Sky e in futuro con chi avrà le esclusive. Ma tutti hanno diritto alla loro dignità, non si devono impaurire i presidenti delle squadre. E se non riequilibreremo gli introiti tv fra tutti i club, non potremo nemmeno ridare dignità al calcio italiano".

Insomma un patto tv-grandi club.
"Pensano di fare come vogliono, per un eccesso di senso del potere supportato da chi dovrà pagare i diritti: e noi, tutti insieme, non dobbiamo permetterlo".

Cosa si propone di fare?
"Con i diritti collettivi stabiliamo una precisa tabella di parametri, un sistema di regole, così ogni club saprà in anticipo quanto guadagnerà rispetto a quello che incassa di più. Questo toglierà la possibilità ai "furbetti" di fare ciò che vogliono: in un paese democratico non deve succedere. Io penso che i grandi club debbano essere rispettati, ma devono esserlo anche gli altri. E tutti insieme possiamo riuscirci: le tv senza il calcio non fanno nulla".

Quindi lei considera Berlusconi direttamente responsabile di questa situazione.
"Vedere un uomo politico che utilizza la sua forza per portare vantaggi alle sue aziende è una cosa vergognosa. Lo dico senza problemi: si deve vergognare".

Lei vuol scardinare un sistema calcio ormai consolidato nei secoli...
"Io penso che un ragazzino che tifa Lecce o Treviso, non parlo del mio club, debba avere la speranza che un giorno la sua squadra potrà fare qualcosa. Se gli uccidiamo la speranza, abbiamo ucciso anche il calcio. Non accetto un calcio in cui ci sono tre club e il resto non conta nulla. I grandi club facciano i risultati con i soldi dei rispettivi presidenti, non con i soldi degli altri. Facciano come i presidenti di una volta".

Veramente Berlusconi i soldi per il Milan li tira fuori, eccome.
"Se non bastano, ne tiri fuori altri".

Un calcio retto dalle regole di Juve, Milan, Inter.
"Se loro si fossero unite a questa battaglia già anni fa, avremmo ottenuto tutti risultati più convincenti e fatto pagare più denaro alle tv. Dico la verità: non so nemmeno quanti soldi arriverebbero alla Fiorentina dalla sua quota di diritti collettivi, può darsi pure che non ci convenga. Ma è il principio da stabilire. Io ho molte imprese e aziende, non mi è mai capitato di non poter fare un budget. Mentre loro possono farlo a tre anni".

Lei vuole una rivoluzione.
"No, noi vogliamo fare questo in maniera civile. Adesso le grandi società prendono quello che vogliono e le altre devono accettare ciò che dicono loro: quando facemmo il contratto per la Fiorentina mi dissero che non c'erano parametri di riferimento".

Una semplice tabella di parametri.
"Semplicissima. Se la Juve è 100 io voglio sapere quanto vale la Fiorentina, o il Lecce o il Treviso. Le tv non la vogliono perché ai grandi dovrebbero dare quei soldi e in proporzione agli altri. Un giorno dissi pure a dirigenti di Juve e Milan: fateli voi i parametri. Li aspetto ancora".

Così si fa in Inghilterra.
"Certo, i nostri grandi club dicono che loro devono confrontarsi con i grandi club europei, che però quasi sempre adottano questo sistema. In Francia le tv pagano molto di più, perché non deve essere così anche da noi? Ecco perché dico: i proprietari delle nostri maggiori società mettano le mani nelle tasche, non tocchino i soldi degli altri".

Obbiettivi?
"Penso che quella legge possiamo ancora cambiarla. Con un sistema nuovo otterremo un campionato più competitivo, con più gente negli stadi, con giocatori migliori e con club più sani".

Conta ancora sulla politica?
"So che tra i parlamentari c'è molto malumore. Casini aveva considerato la cosa: An, i Ds, la Margherita, l'Udeur, tutti, tutti i partiti erano d'accordo su una legge di principio. La cosa è successa quando si è andati a toccare gli interessi del padrone di Forza Italia".

Conflitto di interessi?
"Il ritorno ai diritti collettivi non fa comodo a Mediaset: vogliono lavorare con lo sconto, pensano che l'Italia sia un grande supermarket e prendono dagli scaffali ciò che gli fa comodo. E io non voglio che ci sia uno che fa il fenomeno con le forze degli altri, lo faccia con le forze sue".

Però lo scorso anno non riusciste a non far rieleggere Galliani, uomo chiave nella catena presidente del Consiglio- Milan- Lega Calcio-tv...
"Con lui niente di personale. E comunque dopo quella battaglia in Lega ora c'è un'opposizione, ci sono dei sentimenti comuni a tanti. In ogni caso mi sembra più grave, per il momento, che il presidente del Consiglio schieri il suo partito contro delle cose sacrosante, che tutti volevano: gli italiani devono saperlo. Anche se a lui dell'opinione degli italiani evidentemente non importa nulla. E lo ripeto, ha detto che non sapeva, ma io lo avevo fatto avvisare: è un bugiardo".

Così cominciava la festa...


Come sabato prevedevo, Lucarelli ha dato ennesima dimostrazione del suo attuale livello tecnico.
Se Lippi non lo porta ai Mondiali non credo si possa parlare di scelta esclusivamente tecnica.

L'Inter. Eh sì che dovevano spaccare il mondo.
Qualcosa è cambiato, recitava Nicholson. No, il problema dei nerazzurri è che invece non cambia mai nulla.
Insistere sull'insipienza del suo allenatore, quando il suo patron continua a tesserne le lodi, mi pare ingrato. L'impressione è la solita. Alla Beneamata piace. Perdere.

Dida si fa gol da solo, sabato. Buffon compare più in salotto che in campo.

La Lazio segna un gol in fuorigioco clamoroso. Non è il primo, a memoria.
Ma se di fronte c'è l'Ascoli si può star zitti. Tutti.
Stessa cosa il Milan col Parma. Berretta suggerisce a Dio investiture ferine e invita la tifoseria del Diavolo a prestazioni sodomite. Non male.

La Roma vince a Treviso, molti tifosi rimpiangono la loro stessa soddisfazione.
La memoria può essere un peso. Un cappotto indossato anche a Primavera.
Spalletti sta lavorando. E non è poco, nè scontato. Sta lavorando bene. E questo può diventare clamoroso, visti i recenti predecessori.
Francesco Totti si incarica di reggere tutto il peso dell'attacco giallorosso. Ma d'altra parte non sa fare altro. Neanche sputar veleno sulle gramigne oramai stese al sole; a far polvere per i venti, le gramigne.

La Juve. Insomma che dire. Controllando Finanza e Mercato, sembra possa fare anche a meno del doping. Inquieta il volto disteso di Capello e Moggi, spaventa la statura di Giraudo -temo oramai superi i tre metri.

Berlusconi pensa bene di intervenire al Processo del Lunedì, dirottando il Milan sulla Champion's. E bofonchia parol gentili per Cassano Antonio, frequentatore dei migliori tavoli capitolini. Ha saputo mangiare tanto, Cassano, si vede. Si era inventato calciatore, poi ha dedicato la sua vita a mangiare.
Anche Berlusconi, ologramma econopatico in salsa di garofani, ha dedicato la sua vita a mangiare. Dopo aver iniziato come cantante: si sa, le migliori amicizie nascono a tavola.

Champagne per brindare a un incontro
con te che già eri di un altro
ricordi c'era stato un invito
stasera si va tutti a casa mia.

Così cominciava la festa
e già ti girava la testa
per me non contavano gli altri
seguivo con lo sguardo solo te.

Se vuoi ti accompagno se vuoi
la scusa più banale per rimanere soli io e te
e poi gettare via i perché amarti come sei
la prima volta l'ultima.

Champagne per un dolce segreto
per noi un amore proibito
ormai resta solo un bicchiere
ed un ricordo da gettare via.

Lo so mi guardate lo so
mi sembra una pazzia
brindare solo senza compagnia
ma io, io devo festeggiare
la fine di un amore
cameriere champagne...

Al bar dello sport oggi si brinda.
Senza particolari motivi.
Provate a fermarci.
Olè.

A.

Parola di Francesco Totti















Ho letto, commosso, queste parole scritte dal Capitano.
Ve le regalo per lui, perchè se c'è qualcuno che ha cuore
esiste una voce da ascoltare.
Solo un Capitano.

A.


Abbiamo cominciato il 2006 con una vittoria ed è la conferma che abbiamo intrapreso la strada giusta. Questo successo ci dà convinzione, siamo sicuri di poter fare bene. Manca una sola partita alla fine del girone di andata e a parte la Juventus ce la siamo giocata con tutti alla pari: questo ci deve aiutare a credere ce la nostra classifica possa migliorare.
Nel gruppo finalmente c'è voglia di far bene e di restare uniti. Questo nel calcio moderno è molto importante.

La scorsa settimana si è parlato tanto del trasferimento di Cassano. Io già domenica sera ho voluto salutarlo. Lo faccio di nuovo e colgo l'occasione che mi si offre con questa rubrica per tornare sull'argomento approfonditamente.

Ho voluto inviare i miei auguri a Cassano anche a nome del gruppo perché ci è dispiaciuto che se ne sia andato senza salutarci. Noi gli inviamo i saluti a nome di tutti, gli auguriamo di riuscire ad esprimere a Madrid le sue qualità.

Credo che almeno il presidente e il massaggiatore Giorgio Rossi, per scegliere due figure differentemente rappresentative della storia della Roma, meritassero un saluto particolare.

Per quanto riguarda la Nazionale, Lippi è un grande commissario tecnico, che ha un passato prestigioso come allenatore di squadre di club. E lui ha sempre detto che la Nazionale è come una squadra di club. Sarà quindi lui a decidere chi portare ai Mondiali al momento di fare le convocazioni. Nessuno di noi può sentirsi sicuro. Siccome Lippi ha sempre detto che la Nazionale è come una squadra di club, sa che è importante il gruppo, ci sono regole da rispettare e sarà lui a decidere chi portare. Questo non riguarda solo Antonio, ma tutti. E’ giusto che tutti abbiano l’aspirazione di andare al Mondiale. Solo ed esclusivamente a Lippi spetta la scelta.


Ho sempre avuto rispetto per tutti, soprattutto per le persone più grandi di me e che hanno più esperienza. Non ho mai dato giudizi su situazioni nelle quali non sono presente. Però io parlo per la società,, e mi ha dato molto fastidio che abbia parlato Fascetti, che ha espresso giudizi affrettati sulla mia società senza assolutamente conoscerla. Ha definito la Roma una società poco seria: mi sembra ingeneroso nei confronti di tutti noi. Penso ad esempio ad una persona come Bruno Conti che riveste un ruolo importante in questa società in qualità di direttore tecnico, che ha dato e vinto tanto nel mondo del calcio. IN MODO PULITO.Sentire o leggere certe dichiarazioni sulla mia persona, oltre che sulla mia società, da parte di un allenatore preparato e con molta esperienza come mister Fascetti non mi è piaciuto perché se una persona non vive da vicino le situazioni non si può permettere di aprire bocca, soprattutto quando poi questa persona parla dopo aver sentito una sola campana o avendo raccolto uno spiffero.
Sono stato allenato da allenatori che non si sono mai lamentati per i miei comportamenti verso giocatori di personalità e verso il gruppo, non sono entrato in conflitto con giocatori di personalità. Basta chiedere ai mister, Mazzone, Zeman, Trapattoni, Capello, Lippi, Prandelli, Del Neri, fino a Spalletti. Ho giocato con molti campioni che hanno vinto tanto, come Aldair, Batistuta e Cafù, che oltre ad essere fuoriclasse sono uomini di grande personalità, con i quali sono andato sempre d’accordo.
Senza parlare poi dei miei compagni in Nazionale, Buffon, Peruzzi, Nesta, Cannavaro, Del Piero, Gattuso, Zambrotta, Maldini, Di Livio e non me ne voglia qualcuno se ho dimenticato il suo nome – con i quali ho giocato e non ho mai avuto nessuno screzio.

Per chiudere l’argomento mi permetto un’ultima osservazione. Ho sentito in questi giorni molti opinionisti televisivi che si sono resi protagonisti di facili celebrazioni, dimenticandosi in fretta di quello che avevano detto in passato, anche per situazioni nelle quali si sono trovati coinvolti loro malgrado.

In questa squadra e questo lo dico a tutti, ci sono molti giovani, che quando sono stati chiamati in causa si sono fatti trovare pronti. Quando avranno la possibilità di giocare titolari non tradiranno le attese, anche loro fanno parte del gruppo.
Spero che anche altri possano provare la gioia di Aquilani, che a Treviso ha realizzato il suo primo gol in serie A.
CHI NASCE CALCISTICAMENTE PARLANDO IN QUESTA SQUADRA RIESCE A PROVARE SODDISFAZIONI UNICHE, INIMITABILI. E IO LO POSSO AFFERMARE CON ASSOLUTA CERTEZZA.

Francesco Totti

Bluff


Ritorna il calcio giocato.
Ah meravigliosa espressione.
Esiste il calcio giocato, il calcio parlato, il calcio scommesso, il calcio nel xxxx (desiderio o realtà che riguarda quasi esclusivamente il pubblico maggiormente esposto a sì poco alto desiderio, sì vituperante esperienza).
In questi giorni di feste ha tenuto banco il calcio mercato, terrà banco ancora.
Come pesci, come ortaggi -mi si perdoni: è la piccola rivincita del pezzente dinanzi ai miliardari- i protagonisti dello show in verde si fanno incartare dalle pagine dei giornali e riporre nelle sporte assai poco pregiate di presidenti e procuratori.

La Fiorentina ha pareggiato a Reggio Calabria.
E io sono riuscito a perdere alle scommesse quando avevo scelto di osare su due partite:
vittoria della Reggina e pareggio in Juve Palermo.
Niente, niente da fare. Non capisco nulla del Sacro Giuoco?
Bah a dir la verità Amoruso ha ciccato a porta spalancata il gol decisivo. Però.
Sì, non può bastare.
E allora rimane la consolazione di averci visto giusto sui viola.

TONI NON SEGNA.

E loro non sembrano più tanto brillanti.
Dio mio, non me ne vogliano i tifosi fiorentini. Lungi da me prendermela con loro.
Eppure certi trionfalismi - e certi titoli - hanno il sapore della presuntuosa presa in giro.
Toni non è uno degli attaccanti più forti d'Europa, come qualche scribacchino aveva inventato.
E visto che ci avviciniamo ai Mondiali, guardiamoci chiaro: questo è un buonissimo attaccante, e sono convinto che in una squadra che gira sa fare il suo. Ma non è un fuoriclasse. Ai vari Ronaldinho, Chevchenko meglio manifesti, può portare le borracce.
Meno critico sono su Gilardino. Che invece penso abbia la stoffa. Chissà.
Ne basta uno? Avendo Totti. Può essere. Avendo una squadra. Di sicuro.

Iaquinta e Toni mi sento di poter dire siano dei bluff.
E rimpiango a questo punto Cristiano Lucarelli ridotto a un ruolo da improbabile comprimario, pur essendo probabilmente più forte di loro e di Vieri.
Come dimenticarlo. Minaccioso. Cerca un posto sulle bancarelle di queste settimane.
Ma forse vederlo in campo in Germania è questa volta un timore inutile.

Dimenticato qualcuno?

No.

(almeno per ora).

A.

Disuomo (addio Cassano)


Grasso d'acino d'uva
a uccidere la sua vite
succhia ogni alimento,
avido

Opaco specchio di un auto
a mostrare null'altro che sè
condanna l'ignoto alle spalle,
misero

Denso umor di petrolio
a trascinare polvere sulla polvere
cede ogni fiamma al suo peso,
freddo

Povera acqua di mare
a spegnere l'ansia del divenire
blocca le onde nel suo cemento
morto.

A.