RaDio


Cosa accade al Bar dello Sport
se l'Udinese non cede i diritti a Rossoalice
?

Che rimaniamo senza la Roma. E non è facile
ascoltare la radio nazionale
quando a ogni cenno di interruzione ti vien paura.
Di continuare ad ascoltare.

Ci sono le radio online, quelle romane sono tante.
Ogni squadra ha le sue.
Ma anche ascoltando un'unica storia,
il respiro si stringe in gola.

Ricordo quando ero piccino la mia prima volta allo stadio.
A vedere u' Bar', il Bari.
Non ricordo bene con chi il Bari giocasse
doveva essere il Pisa, forse l'Ascoli, il Cesena.
No, era il Monza.
Mi addormentai dopo mezzora,
per la noia o la disperazione.

Non accadeva niente.

Eppure quella sera,
all'angolo di Piazza Giulio Cesare,
al Villaggio - si chiamava così dal dopoguerra, il Villaggio del Fanciullo,
oratorio di preti, campo di calcetto, proscenio di bacibianchi -
i miei compagni di chiacchiera postNovantesimo
riportavano voce di clamorose occasioni,
esasperanti persecuzioni arbitrali,
infinite galoppate sulla fascia,
equivoci strategici, tattici, paramilitari.

Credo che saper raccontare una partita
creando
un tale immaginario emotivo
sia una sorta di rito misterico:
una testa padrone
dei sussulti di decine di anime
nude
ubriache
colte
in gesti e pose imbarazzanti.

Non ci si libera dalla tensione fino ai delicati voli del fischio.
Placido, cullante, materno il fischio dell'arbitro.

Non ci si libera prima,
solo ascoltando.

E ascoltando la Roma,
quando sento il nome di Totti, di De Rossi,
di Aquilani o Perrotta, e di chiunque indossi la maglia che amo,
mi sembra di vederli.
Tentare, stentare, insistere fino alla sfinimento.
Sollevare la testa al cielo in una esitazione.
Mi sembra di essere lì e di vederli che potrei anche toccare il pallone.

Se ripenso alla partita di due notti fa,
quella tra berlusconi e rutelli,
mi chiedo
se ascoltarla alla radio
non sarebbe stata una scelta migliore.

Per aver qualcosa da raccontare poi all'angolo.

Per aver qualcosa da dire, qualcosa di gigante.

Per poter essere lì e vedere. E probabilmente
azzardare uno sgambetto, una gomitata
uno sputo in faccia.
Essere lì.

A.

1 commento:

momyone ha detto...

Io adoro "guardare" la radio. Ciò che vedi non ti delude facilmente. ;*

PS: bello il nuovo arredamento del Bar. Bello anche il resto.