Ancora su David Irving


Il significativo contributo di un amico.
A un
dibattito che prosegue fertile, inevitabile.
A.

Vero? Falso? Non so.

Ho in mente un'immagine che è stata riproposta più volte in TV e che mi ha colpito più di quella famosissima del bimbo con le mani alzate. Cerco di descriverla.
Si vede una stazione, carri bestiami, gente che viene caricata (comparse? non credo).
Poi l'immagine che mi si è stampata nell'anima come un marchio a fuoco.
Su un vagone, al centro della porta a scorrere, davanti a decine di altre persone, un uomo elegante, con un bel cappotto dal bavero di velluoto o pelliccia. Un bel cappello e un'aria educata. Sta immobile e guarda davanti a sè con attenzione il paesaggio.

Si percepisce il senso di struggente nostalgia, quasi di addio. Poi arriva l'ordine, e si capisce che il soldato addetto a fare scorrere la porta gli grida un ordine. L'uomo abbassa gli occhi e fa un piccolo passo indietro, come chi si scosta per lasciare chiudere la porta dell'ascensore. Il tutto con la stessa immensa dignità che pesa sulla mia coscienza come un macigno.
Fine. Il portone a scorrimento si chiude.

Ecco, mi dico: cosa me ne faccio della storia? E dei numeri?
Non so. Vivo con i numeri, ma in questo caso non hanno senso.
Se noi (tutti, anche chi come me non era nato perchè comunque appartiene all'umanità ed è perciò colpevole) avessimo ucciso soltanto quel signore con il cappotto dal bavero di pelo... Saremmo comunque dei mostri.
Non mi frega che i morti siano stati centinaia, o migliaia o milioni: è sempre un orrore.
Lo stesso orrore di Hiroshima, di Dresda, della ritirata di Russia, di Stalingrado.

La Bestia che è nell'uomo non deve essere valutata mediante numeri!
Quindi mi frega poco dei negazionisti o di coloro che ribadiscono la verità della Shoah.
Mi frega molto di più pensare a quale karma aspetti l'uomo per ciò che ha fatto Shoah o no nella guerra.
E quale karma aspetti il popolo ebreo, Shoah o no, che pur credendo fermamente nell' "occhio per occhio" lancia missili sui palestinesi. Se occhio per occhio deve valere (e in assenza dell'Amore Sovrano vale) anche la Shoah è un prodotto del karma, e prodotto del karma sarà quello che i popoli che ne hanno avuto la responsabilità pagheranno.
Dall'occhio per occhio non si esce, se non con il perdono. Dice il Vangelo: "Io non sono venuto ad abrogare la legge, ma a completarla". E su queste parole bisogna meditare.

Ogni atto d'odio, in assensa dell'Amore, chiama odio e torna a far valere la "Legge": "chi di spada ferisce, di spada perisce". Chiudo. Osservo attonito una civiltà che ha oltrepassato ogni limite.
Non sono un baciapile, ma mi sono sforzato di studiare l'invisibile come il visibile. Vi posso assicurare che, per quanto ne so, in entrambi i campi ad ogni azione corrisponde una reazione. Dunque nulla è gratuito.
Avendo lottato furiosamente per liberarmi di me, ora siedo il più serenamente possibile sulla sponda del fiume e aspetto di vedere passare quello che la tumultuosa corrente di questo tempo, unitamente al vento di incoscienza delle sue genti, porterà a valle.

Imbrattacarte

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