A proposito di David Irving

Voglio segnalare un interessante dibattito.

Si discute di David Irving, condannato a 3 anni di carcere per apologia al nazismo.

Da Ozoz.it, traggo il mio ultimo intervento. Consiglio a tutti di seguire questa aperta riflessione sulle verità della Storia e sulle libertà di espressione.


Le discipline della ricerca umanistica si sono date nei secoli delle regole.

La storiografia stessa ha stabilito un metodo di verifica delle fonti e di documentazione, convenzionalmente accettato da chi a quella disciplina vuole rifarsi professionalmente.
Inoltre, nel Novecento, le scienze "esatte" hanno introdotto elementi di forte discontinuità (vedi il principio di Heisenberg e le sue conseguenze, vedi le riflessioni di Popper)
con il passato galileiano, l'entità dei quali ha stravolto le stesse scienze umanistiche nella sanzione di un impossibile osservazione di oggetto alcuno senza che l'osservazione non modificasse l'oggetto stesso.
Già nella filosofia Kantiana e poi via giù fino a Nietzche il problema dell'impossibile raggiungimento dell'essere noumenico - da Nietzche definitivamente "ucciso" - aveva incrinato le certezze del razionalismo sic et simpliciter.

La storiografia non è esente da queste riflessioni e ha maturato una conseguente attenzione alla verifica delle fonti e una tensione ipotetica alla ricostruzione storica.
Potremmo dire che le parole chiave, semplificando le cose, siano prospettiva e probabilità.
Questa solenne incertezza dinanzi ai limiti - o alle ricchezze- dei punti di vista, ovviamente ha motivato nella disciplina degli studi storici, e storicosociali, la persecuzione di un maggiore rigore negli strumenti di studio, nonchè la necessità di vigilare sulla deontologia di ogni interprete e di ogni affermazione, perchè la natura prospettica di una lettura non consenta una rischiosa arbitrarietà della scrittura.

In questo caso, nel caso di David Irving, mi pare che egli abbia postulato dei presunti "falsi" a sostegno della negazione della Shoah, con chiaro intento propagandistico.
Il dibattito storiografico non può vivere di insinuazioni bensì si alimenta di prove, documentazioni riconosciute come attendibili secondo parametri condivisi dalla comunità scientifica. Mettere in discussione tutti i risultati di un'intera disciplina speculativa, affermandone il controllo unilaterale da parte di un "grande burattinaio", è stato esperimento già "ben" realizzato proprio dal Terzo Reich.

Il reato in questo caso credo sia quello di aver utilizzato un ruolo e le potenzialità comunicative ad esso annesse violando le regole della deontologia professionale nonchè le responsabilità morali ineludibili ad ogni atto comunicativo, e atto comunicativo scientifico.

Penso che rubare non sia in sè un errore, in altri contesti sociali si chiamarebbe prendere. Se lo è nella nostra cultura, è perchè riconosciamo valore alla proprietà privata.
In questo caso mi pare sia in discussione senella nostra cultura, anche le informazioni, e il fenomeno persuasivo ad esse sotteso, siano un valore da regolamentare.
Io credo di sì.

Credo che esistano responsabilità nell'aver disatteso un metodo di ricerca scientifica, di aver svilito nella propaganda le motivazioni dello studio storiografico, di aver avvelenato l'emotività di un contesto storico già ferito, con allusioni prive di fondamento scientifico. (Chè la testimonianza diretta di chi ha vissuto un avvenimento storico non è trascurabile o considerabile falsa, per esempio, per una presunta appartenenza a una cultura piuttosto che a un altra, a un credo piuttosto che a un altro.)

Credo sia necessario ancor più che in passato,rendersi conto che se la verità non è dicibile dopo la morte di dio,la prospettiva diventa sovrana e sovrana dinanzi a un popolo attento e sensibile.

Le scienze storico sociali, la ricerca umanistica, ha avuto e ha ancora il grave compito di costituire e difendere un rigoroso metodo di analisi, un metodo da condividere affinchè ci si possa confrontare, comprendere, ascoltare, pure esponendo riletture storiografiche distanti, avverse, contrapposte.
Riletture storiografiche irreprensibili, ripeto, sul piano della verifica delle fonti e della documentazione, responsabili sul piano della concettualizzazione,dedicate ad accrescere gli elementi di riflessione all'uomo per l'uomo con l'uomo.

A.
(la foto è tratta da http://www.lilithgallery.com/gallery/caroline_taulbee.html)

3 commenti:

Ecate ha detto...

Tutto da sottoscrivere. Meno male che in Austria ci si è mossi. Un saluto.

Antonio Sofia ha detto...

..speriamo bene.tira una brutta aria..
Ti ringrazio per la visita :-)
Ciao!
A.

Griso ha detto...

VOLEVO SEGNALARE UN’INTERESSANTE ARTICOLO SULL’ARGOMENTO

(http://romaest.leonardo.it/blog),

con la speranza che, leggendolo, quelli che non sembrano riflettere su quello che scrivono, possano capire veramente di cosa stanno parlando.