Con Laura, guardando il cielo (Precarietà 1.0)

Ci sentiamo così,
ci sentiamo tra dentro e fuori
e tutto quello che è dentro
tutto quello che è fuori

sembra

più leggero.

L'ho sentito, l'ho sentito anche io
seduto
in bilico
seduto
sulle mie vertigini.

Inadeguati, incapaci, poco adatti.
Una condizione oggettiva

quella delle finestre.

C'è chi le guarda e le pensa prigioniere
del cemento
c'è chi le guarda e le pensa costrette
a non guardare
a non guardare verso il basso.

Una condizione oggettiva
quella delle cornici

magre
fino
a oscillare
infreddolite
tra lembi di lana secca.

Ma non siamo cornici
neanche finestre

facciamo passare l'aria e la guardiamo
per capirne
il peso il colore
il sapore il profumo
per scoprirne
le sospensioni le presenze
la consistenza la trasparenza

non siamo finestre
neanche cornici

ma innamorati scegliamo
di stare vicino al bello

fino a poterlo sfiorare innamorati
scegliamo
di difendere la luce e la forma

e l'ombra è viva

l'ombra nascosta e lenta respira

l'ombra discreta e potente
che è il nostro cuore

raccoglie

l'universo

per farne ghirlande d'oro
sul capo del tempo
immortale neonato.

Con amore,
tutto l'amore,

A.

3 commenti:

lonewolf ha detto...

leggere parole

che si riflettono

nello specchio del tempo

che fu

tra nottambuli amici tristi

così lontano dal tempo

che sarà

tra uomini completati

da amori

immensi

mi colma di gioia

tenera nostalgia

affettuosa

commozione...

enza ha detto...

Ciao Antonio, quello che penso l'ho scritto già su ozoz....
poi passando dal tuo bar ho visto questa bella immagine piena di luce e colori....si, ora sono più serena...ciao amico ;-)

guido ha detto...

c'è quella dolcezza infinita
in queste parole
sono parile preziose che hanno ali di farfalla, ma la forza devastante
della bellezza.

un abbraccio, vero.