Gigli (Precarieta 6.0)


La pioggia in giardino piegava il cuore dei gigli.
Li ho raccolti, li ho curati, feriti dalla Luna.

Il loro profumo in casa ha coperto la notte
e quella senza indugio ha divorato ogni cosa.

A.

2 commenti:

Barney Panofsky ha detto...

Molto bello.
Ti capisco, so che è dura curare le ferite altrui, ricordo anche quanto è bello il sorriso del ringraziamento, così come conosco la freddezza del rifiuto, quando non c'è spazio per la riconoscenza, e la voglia comunque di andare avanti.

Nu e Marianna ha detto...

La notte, il buio acceca, si perdono le certezze, subentra un po' di paura...ma al mattino ti accorgi che nulla è cambiato...era stato il buio a nascondere...