Gridare amore dal centro del mondo



Ho letto Gridare amore dal centro del mondo di Kyoichi Katayama.

Una premessa.
Ridurre in vincoli di genere un romanzo
- "love-story" riporta, terrificante, la pur bella copertina dell'Editore Salani,
includendo misteriosamente il volume nella sua collana Femminili -,
significa imporre vincoli pressanti e rischiosi alla lettura
e alla scoperta della lettura.
Ugualmente riassumere la cosiddetta trama ritengo sia
lavoro improbo e improbabile
temo per qualsiasi prodotto letterario onesto e dignitoso.

Detto questo.
Sekai no Chushin de, Ai o Sakebu,
è un'opera che si solleva e si posa con levità originale,
scrittura incontenibile penna incanto di bambina,

intima confessione di un'alba innamorata
che si scopre bellissima
bellissima indossatrice della sera.

È il punto di vista del narratore, lo stesso Sakutaro,
a tessere razionalmente l'ordito
fitto di riflessioni mai concluse, mai determinanti:
un romanzo che si ascolta, che domanda,
e si rimane solenni ad attendere
quel che pur la voce mai tace, sin dal principio rivela,
la verità delle prospettive
è sottile e insinuante
e nessun senso si proclami re stupido,
o ansioso e arrogante principe di giudizio.

La Storia di Aki e Sakutaro
merita una lettura docile e discreta,
ogni parola sfuma nel tutto,
miracoloso senso
di fusione e completezza del racconto nipponico.
Storie scritte, incise, dipinte con pudore
nel paesaggio naturale,
paradigma narrativo
che investe l'autore di privilegi figurativi non riducibili
al tratto grafico, ma fa del segno
una ricostruzione del mondo.

Se non avessimo abbastanza cibo, darei a te la mia parte. Se avessimo pochi soldi, piuttosto che acquistare qualcosa per me, comprerei quello che tu desideri. Se mangi qualcosa di buono tu, è come se avessi la pancia piena anch’io, se sei felice tu, allora lo sono anch’io. Questo significa amare una persona. Credi che esista qualcosa di più importante? A me non viene in mente nulla.

A.

3 commenti:

Nu e Marianna ha detto...

Oggi vado a comprarlo, il tempo per leggere è la cosa che più mi manca da quando è nata Mariannina.
Riesco a star seduta mezz'ora al massimo. Ma in questo momento ho il bisogno di evadere...grazie assai

Nu e Marianna ha detto...

Questo libro è meraviglioso, e la riflesione sugli aborigeni è quella che più mi ha stupito.
"Loro credono che tutto ciò che si trova sulla Terra abbia un motivo per esistere...Ogni cosa nell'universo ha uno scopo, non esistono mutazioni improvvise o imprevisti. A noi sembrano imprevisti solo perchè non li comprendiamo. In pratica all'uomo manca l'intelligenza per concepirli".
Basta questo per invogliarne la lettura...

Anonimo ha detto...

Oggi ho comprato il romanzo grafico tratto da Gridare amore dal centro del mondo: comprato questo pomeriggio e divorato nel corso della giornata. Le ultime tavole sono stupende, da quando Saku-chan porta Aki fuori dall'ospedale per fuggire in Australia e avrei voluto davvero piangere. Una storia bellissima. Se avete letto il romanzo non fermatevi, leggete anche il manga (o romanzo grafico). Ne parlo anche nel mio blog...