Il barista è un romanziere


Mi sono addormentaato su questi fogli.
Il romanzo oramai è concluso e mi chiedo.
Cosa farne.

Cosa fare di Marta.

La sera, qui al bar, le luci sono calde,
mi fermo spesso oltre l'orario solo per rileggere
ancora cosa c'è. Nelle parole che ho scelto.
E cosa non c'è. Nelle parole che ho usato.

Penso che ne stamperò qualche copia in tipografia.
Vorrei regalarlo a un po' di persone,
vorrei regalarlo in copia stampata perchè so
che leggere chiede la carta, l'odore, il sapore
dei fogli grinzosi. Per averne un ricordo a colori
il bianco e nero della stampa è una porta
da attraversare.

Continuerò, però, a render disponibile quel che scrivo
anche qui, nel tavolino vicino gli specchi,
vicino gli specchi il tavolino coi miei scritti.

Non è un tavolino centrale, no, su quello
lascio i quotidiani, amabil tentazione.

Ma è un bel tavolino, un trepiedi in stile liberty,
per una persona sola, non occupa spazio,
non promette senza poter mantenere,
un tavolino sincero, senza grilli per la testa.

Un barista può inventarsi scrittore?
Un barista è uno scrittore,

chè se il mio Bar dello sport
vive del respiro
di chi lo visita,
le mie pagine respirano la vita
che le avvicina.

E come, come si può scrivere un romanzo,
si può scrivere un romanzo?

Talvolta sento di illusioni editoriali perniciose
fluttuazioni arbitrarie dei desideri
e fotografie, primi piani, primissimi piani
quelli dei registi scarsi
fermi agli occhi, e alle mani,
i sogni degli autori bassi.

Sembrerà folle pensiero o presuntuoso tendere
ma io sarò nella Letteratura
prima che negli scaffali, voglio crederlo
e lo credo.

E allora il mio tener lontano
le luci bianche
parlerà del mio timore
per i dettagli evidenti
che son polvere
che son strappi
che son graffi

senza testimoni.

A.

4 commenti:

manuel ha detto...

Ah... che fortuna, il bar è vuoto.
Chi ha detto ch'è bello solo s'è pieno, a me piace notare anche i particolari, i più piccoli, nei loro minimi dettagli. Come ora. Vuoto, ma pieno di dettagli.
Perchè dalle piccole cose... poi, si finisce col scoprire grandi persone.
Ad esempio, questo tavolino, in stile liberty, non l'ho mai notato prima.
Il locale è sempre pieno, poi ci si accalca sullo sport sempre e a prescindere, anche quando sai che l'amore non è corrisposto.
Bella fortuna, un tavolino per una persona volutamente "sola", in un bar, con sopra un romanzo... strano, bello, ma strano.
Lo voglio leggere, prendere, tenere; perchè la carta è vero, vive.
Non so, forse non è giusto leggerlo qui, se poi entra qualcuno e mi vede trascurare "La rosa" chissà che potrebbe pensare. Certo se il tavolino non fosse così piccolo, potrei nascondermi sotto e stare un po' tranquillo, ma chissenefrega... faccio come voglio.
Ora mi alzo, lo prendo, me ne vado dietro il bancone, sulla pedana e leggo; di fianco alle spine (vere protagoniste del bar) e di fronte alla gente, tanto va di fretta e non può notarmi. Leggo, un sorso e leggo, giro un sorso e leggo ancora... non lo voglio finire così in fretta però, mi piace gustare tutto, ogni cosa di quello che faccio, non sempre, però di tanto in tanto mi ricordo di rallentare, ed è un bene.
E' ancora presto, ma vado via lo stesso. Non lo voglio finire così. Lo finirò, ma non ora.
Il romanzo... lo risistemo li, sul tavolino... e spero di rivedercelo ogni giorno, per ricordare anche solo un attimo, di questi anomali splendidi momenti vissuti nel Bar dello Sport.
Saluto tutti e a presto.

Antonio Sofia ha detto...

grazie manuel :-)
mi sono appena alzato,
non sono al lavoro..
oggi voglio stare spento..diceva qualcuno.

ma trovo il mio bar
riempito dai tuoi pensieri
mi emoziono
e penso

che ho incontrato persone bellissime

per le quali ha senso

amare il mondo
parlare al mondo
ascoltare il mondo.

un abbraccio :-)

A.

manuel ha detto...

:) è stato un piacere, trovare ispirazione nelle tue parole.
Ricambio in amicizia.

Nu e Marianna ha detto...

Secondo me le tue insicurezze sono le stesse che provano gli artisti davanti ai loro capolavori. La realtà è così sfuggente che si teme di non essere riusciti a cogliere l'attimo desiderato, oppure che le immagini scelte per rappresentare un pensiero non siano in grado di esprimerlo pur non accorgendosi che lo svelano pienamente.
Come al solito mi spiego malissimo.
Ad ogni modo basterebbe un po' di fiducia per credere quello che credo io, che in futuro sarai letto come un grande scrittore.
Spero pubblicherai "Marta" perchè hai tanto talento e la stessa fantasia di quando eri piccolo e scrivevi le prime poesie.