O gol, o rigore (Precarietà 2.0)


S'annida
e manifesta
in rossore
la sua ondulata
incertezza,

Non scrivo di calcio, da un po'.
Non scrivo di calcio perchè.

tratteggia
trasecola
trasporta
ghiaia sconnessa
sulle spalle
oblique le spalle
solo un po'

Omertoso indugio,
non dò una risposta,
che sia una risposta.

mi scuoto lo voglio
fermare
prima che si immerga
nel fiume fermati
fermati ho detto

Potrei setacciare le emozioni
i pensieri
scovandovi una verità
semplice da condividere.

stelle appuntate
dalla corrente
nella corrente
si specchia furtivo

Eppure non è così
non scivola via
nè si ferma
pesante.

e senza perdere i ciotoli
annusa la superficie
e poi la guarda
cambiare

Che dire, non scrivo di calcio,
ma confido,
il calcio è la mia buonanotte
quando la testa rotola
in rete picchiata.

e solleva il grugno
non mi ascolta non mi ascolta
disegna una conchiglia
muovendo un passo

Mi scuso allora
se nel mio Bar
c'è un silenzio parlante
e i muri son spogli dei giochi:
le finte non scherzano
più.

e avanza nell'acqua,
d'acciaio è l'acqua
la pelle si lacera
ma non si lamenta, no

Mi chiedo se sia possibile
aver perso qualcosa
una partita giocata male
o giocata poco.

avanza ancora
di piombo è l'acqua
l'osso si spezza
ma non piange, no

Mi chiedo se si può aspettare
qualcuno porterà il pallone
ma nessuno dimentichi
di chi è il pallone, allora.

avanza e avanza
acido non più acqua
gli scioglie il sangue
e non si ferma, no

O gol o rigore si diceva
e se la giustizia sta nella sentenza
sia gol o sia rigore si decida
che l'asfalto brucia.

trascina
le sue pietre all'altra riva
fino all'ultima, l'anima.
e tutto imbuia, no
tutto imbuia,
no.
tutto imbuia.


A.

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