E/T


Ascoltavo. Poco serenamente.
Cosa dicevano.

Non è possibile esser discreti
quando sei un barista.
E il locale è vuoto.
E due, solo due persone
parlano a voce alta.

Non mi puoi trattare così.
Non tu.
/
Non io.
Gli altri sì invece?
Bruno, bruna, uomo e donna
uno dei due lo specchio dell'altro.
Chi.
Cercavo di capirlo.
Non sei mai stato
il primo.
/
Non hai mai saputo
vedermi. e poi.
Le mani agitate di entrambi
torturavano gli oggetti sul tavolo.
GLi ho portato da bere
due birre.
Rossa.
/
Rossa anche per me.
I sottobicchieri
certo non potrò riutilizzarli.
Se mi ascoltassi.
Potremmo sistemare ogni cosa.
/
Se ascolto te. Non sento il resto.
E non sei l'unico pericolo.
Le gambe, sotto il tavolo,
ci ho fatto caso portando indietro il vassoio,
le gambe sotto il tavolo si distribuivano a stento
lo spazio. Rischiavo di cadere. Ma no,
non sono caduto, mai nel mio Bar.
Potresti almeno guardarmi quando parli.
/
Inizia tu.
Non credo di averli mai visti prima.
Non credo, non sono di qui.
Il Bar è un po' più grande
stasera. E questo mi eccita
e mi spaventa.
Credi che passerà, che saremo normali, che non dovremo più
aspettare?
/
Credo che passerà, che saremo normali, che non dovremo più
aspettare.
A volte penso: se arrivasse un extraterrestre
saprei riconoscerlo?
Non sarà certo verde con le antenne.
No, un extraterrestre non credo sia così.
Quanto. Allora. Manca.
/
Manca. Quanto. Serve.
Non saprei ricnoscerlo. Magari gli servirei una birra,
due. Non verrebbe da solo. E saprebbe sicuramente
parlare. La mia lingua. Per ordinare la birra. Quanto meno.
Pagherebbe. Subito.
Forse dovremmo partire, cercare altrove, ricominciare tutto.
Forse non abbiamo mai iniziato senza un primo impercettibile errore
che ha ammalato ogni cosa.
/
Forse.
Un extraterrestre al Bar dello SPort potrebbe
essere già venuto. Che rabbia. Non sapere.
Questi due. Forse è il caso.
Smettano di alzare la voce. Tra un po'. Non si
sentirà più
nulla.
Nulla. Nulla. Non sai nulla.
/
Tu credi? Eppure le strade le chiedi a me.
I soldi li porto io.
Dimentichi cosa fare e io lo ricordo.
So l'ora e il giorno.
Io ti salvo.
Io posso salvarti.
Zitti. Di colpo.
Sembra mi abbiano letto.
Nel pensiero.
Che siano. Ma per favore.
È ora. Finisci la tua birra.
/
Inizia tu.
Ecco i boccali sono vuoti.
Le gambe di entrambi
di lato al tavolino.
Scomodi ma finalmente
stabili. Un buon risultato.
Credo si possa dire così.
Devo rientrare al lavoro.
E vorrei morire.
/
Abbi pazienza.
Avremo delle risposte, presto.
Arriva gente. Quando si fermano sulla porta
non pensano mai. Alla polvere.
E la polvere li precede, affinchè non si dica.
Che non hanno avvertito. Che non hanno preparato
il loro arrivo. La polvere. Io odio, la polvere.
Andiamo, non sopporto la confusione.
Ed è tardi. Hai già pagato?
/
Pago sempre, subito.
Andiamo. Ma fatti toccare, prima.
Si sono alzati. Dopo una carezza.
Non c'erano specchi.
Almeno per la durata di un movimento
nessuno specchio. Poi ancora il dubbio.
Prego, il locale è tutto vostro, ma chiudete la porta.
Bruno, bruna, uomo e donna.
No, è per la polvere. La ringrazio.
Vanno via. senza salutare. No.
Arrivederci.
/
Arrivederci.
Sì. Arrivederci.
Chissà. Forse oggi la mia faccia
sarà famosa
su Marte, o che ne so.
Non mi dispiace, certo.
Un po' di pubblicità in giro,
fa sempre comodo.

A.

4 commenti:

manuel ha detto...

Saluti sardonici :)
Grazie tante Antonio per la tua repentina offerta, che colgo con grande piacere. Al più presto ti mando via mail quella che per ora è solo un idea.
Grazie ancora per l'attenzione :)
Si sta sempre bene, qui, al Bar.

Striker ha detto...

http://spanishfootballsports.blogspot.com

Paz!

enza ha detto...

sei un barista perfetto! Attento e discreto...:)un abbraccio

lonewolf ha detto...

un piccolo capolavoro

in punta di penna

io

lo leggo così

:-)