EX-VOTO (Good night, good luck)

Che stanchezza.
LavORO.
LavORA.
Prezioso, padrone del tempo.

Non ho potuto votare. Finora.
Mancano 10 minuti.

Non ho residenza qui a Firenze pur avendola richiesta
a Dicembre. Pur essendo per questo
legalmente residente a Firenze
dal momento della domanda stessa.

Non potevo andare a Bari ma dovevo andare a Bari

pur avendo previsto. Quattro mesi prima.
Che sarebbe stato necessario

votare senza quelle devastanti 11 ore di viaggio.
All'andata. 11 ore di viaggio al ritorno.
22 ore in due giorni per essere
al lavoro lunedì mattina.

Alzo la mano.
Il mio diritto non è stato tutelato.
E non ho potuto ottemperare al mio dovere.
Vostro Onore.

E come me. Anche qualcun altro.
Quanti. Non so.

Ma non ho mollato.
Ho cercato disperatamente
qualcuno che fosse orientato
ad annullare la scheda.

Ce ne sono. Sì, incredibile.
Quanti. Non so.

E gli ho chiesto.
A te non serve, me lo dai?
Sì, me lo dà.
Quanto vuoi, nulla.

Ho votato, dunque.
Come. Non so. O forse,
sì, lo so. Ma.

Non posso conoscere il tratto che ha segnato il MIO voto,
nè ho ammirato la grandezza leggendaria della scheda
proporzione di una ENORME Democrazia.
Non rimarranno indelebili nella mia memoria queste elezioni,
troppe le cose da non poter ricordare.
Per il trambusto o per il silenzio chissà.
Ma cambierà molto, questa volta, chiunque vinca.
Forse. Non so.

Eppure. Inesorabile desiderio.
Di sfogare la frustrazione.

Questo Paese mi fa schifo.
E lo dico oggi che sceglierà il suo abito nuovo.

Mi fa schifo l'Italia verde nelle sue forme generose,
azzurra nella sua lingua salata,
rossa nelle labbra appetitose,
nera nei capelli sfibrati e costretti,
bianca nell'ombelico sfondato,
gialla nel lago rigoglioso dell'ittero,
viola nei fiori maceri che la incoronano regina.

E se ho dimenticato qualche colore non importa.

Dice un nobile film americano
uno di quei film che noi non potremmo mai fare,
così abili a mentire prima di tutto a noi stessi,
così disponibili a confondere le carte in tavola,
così vergognosamente pavidi nel non pagare mai le conseguenze di una scelta,
così imbarazzanti nel mutar la violenza in arte,
così laidamente italiani nel non poter far nulla perchè questo non sia,
un film durissimo che condanna l'America
alla sua meravigliosa coscienza
sentenzia:

buonanotte,
e buona fortuna.

Good night. Good luck.

A.

Nessun commento: