Foglie resistenti


Così sono tornato,
in bianco e nero
violato dal rosso.
Potrebbero esserci problemi, forse,
per la struttura della pagina:
sto cercando di capire, imparare,
non fa mai male.
Ma si passa inevitabilmente
da qualche errore.
Ci starò attento. Come sempre, agli errori,
i miei errori.

Come non commentare.
Cosa sta accadendo in questi giorni.
L'accesa mediocrità dell'uomo
scandisce le sue affermazioni nell'etere
lama tesa a svestire
ogni frase sibila e scompone
pancia molle, pelle morta
deformazioni imbarazzanti
le anime morte al telefono
confessano il piacere
dell'essere immonde.
Poi.
Poi c'è l'invito,
il suadente capovolgimento
del sacrificio,
l'invito a non pagare quel che
sostiene il bene comune
in nome di un'idea pur legittima
evitare di fare quel che è netto
rinunciare al debito da saldare per
un'idea forse legittima
è la ninna nanna dei cuori pavidi
cartofagi di malaffare
vomiteranno il desiderio
di uno zero obeso.
Ancora.
Ancora c'è.
Che sono morti dei soldati
e mi intristisco, tanto.
Perdono la vita,
in nome mio senza che io possa dirgli
non andare.
Silenzio discreto
silenzio conteso.
Silenzio complice o imbecille.
Silenzio e basta
che si sentano solo le lacrime
degli amanti.
Così passa.
Ancora un giorno
e un giorno ancora.
Apro il Bar e mi sento inutile,
privilegio del possibile
a venire,
vivo e senza vergogna vivo
le mie sorprese. Una foglia
schiaffeggiata
dagli improvvisi movimenti dell'aria
che non cade, non cade,
non cade giù.


A.

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