L'uomo buio (Cara dolce Kyoko)


Ieri pioveva
solo sul Bar.
Era notte e lo pensavo così,
isolato da una tenda di schegge,
cercare il sonno, difendere i sogni.

Il mio Bar la notte ospita un uomo scuro,
scuro che a guardarlo sembra
un pezzo una sagoma un ritaglio
del buio.

Caro Soichiro,
anche oggi posso dirti
sono felice.
Godai è un bravissimo marito,
mi fa sentire amata come
solo tu
sapevi
farmi sentire.
La piccola dorme e
mi regala
desideri:
è incredibile come esser madre
ti fa scoprire
quel che ancora non è
e vorresti fosse
la bellezza del mondo.
Un'ombra, poco più di un ombra
siede al mio posto, nell'angolo del bancone
da cui si sente meglio la radio,
lì arriva un sottile spiffero fresco,
per una finestra incrinata dagli anni.
Ricordo.
Ci siamo allontanati
da scuola
insieme
la prima volta in silenzio
guardavamo i riflessi
scomporsi sotto i piedi il cielo
al riparo di un ombrello timido
ti tenevi lontano
io invece provavo a
stringermi a te.
Scrive, scrive lettere d'amore
con calligrafia sincera
alla moglie che lo vide morire.
Le raccolgo al mattino
e le conservo fino alla sera.
Poi chiudo il Bar e
cade ancora
la prima goccia di pioggia.
Guardo attraverso i vetri.
Il tuo goffo cane bianco
si è accorto dei miei occhi
e ha smesso di cercarti nelle nuvole.
Ho smesso anche io,
le nuvole sono
più sincere dei vetri.
Eccola, arriva.
Puntuale con una piccola busta.
Godai aspetta col cane poco distante
e la bimba nel passeggino.
Mi saluta con un cenno gentile.
Kyoko è minuta, sorride senza
sgualcire il viso.
Gli consegno le lettere di questo mese.
Le legge.
E sul Bar piove, solo sul Bar.
Ciao marito mio.
Tra poco leggerò le tue parole.
Saranno descrizioni del Paradiso
o solo storielle del tuo eterno fluttuare?
Credo tu sia bellissimo,
anche così.
Da qualche minuto
siamo sulla strada di casa.
Kyoko ha lasciato la sua lettera
alla finestra del Bar,
Godai, guardandola tornare,
ha sorriso.


E delicatamente la carta scivola
all'interno senza bagnarsi,
mentre io aspetto solo
che smetta.
Smetterà.
A.

3 commenti:

manuel ha detto...

Ciao
scusa, è un po' che non passo e mi dispiace
continuo a farmi fregare il tempo da sotto il naso, ci provo ad essere più attento, vorrei resistere alle vuote distrazioni, ma non ce la faccio... non ho scusanti, lo so.
tra l'altro comincia a far veramente caldo e un caffè non so quanto potrebbe essermi di sollievo
oggi prendo un te freddo al limone
a proposito di linee calde, secondo te quanto paga di telefono moggi?
io 100.000 telefonate credo proprio di non riuscire a raggiungerle nemmeno tra 50 anni
bella la tecnologia eh? siamo tutti liberi, liberi e sotto controllo.
però che truffa... certo, da interista non sto poi tanto male (toccatina, non vorrei parlare troppo presto!) se alla fine di tutto ne usciremo puliti, allora potrò gioire per le macate vittorie, per quelle sconfitte meritate, in campo 11 contro 11.
quando ci son di mezzo i soldi, si finisce di giocare, è sempre stato così, la gente si rovina per i soldi.
lascio che siano i soldi a rovinarsi per me, non andrò a cercarli, no.
ho fatto un bel minestrone, c'è proprio tutto, però, per chiudere in bellezza, potremmo scommettere su come andrà a finire...
no, non c'è bisogno di scommettere, chi aveva qualcosa da perdere, ha già perso
Ciao Antonio, un abbraccio e a te e a Laura :)

ah, scusa stavo uscendo senza pagare :P, non sia mai, ecco, tieni il resto, per qualche volta che so già capiterà, mi dimenticherò di tornare indietro :-)

Bakis ha detto...

Che nostalgia Otonashi-san..

Nu e Marianna ha detto...

Mi sembra davvero di rivivere la poesia di una delle più belle storie d'amore, sono contenta che il tuo bar ospiti anche loro, mi piacerebbe poterli incontrare un giorno di questi!!!
Io ogni tanto penso che in"quel mondo" ci vivrei benissimo!
Con affetto...