L'uovo e i gemelli



C'era un uovo, un uovo consegnato in piena notte.

Me lo trovai tra le mani, un uovo bianco, bianco.


Raccontavano i due gemelli davanti a una spuma, o gassosa, o gingerino, chissà.


Sì ma poi lo passasti a me, l'uovo e lo tenni al caldo fino al mattino.
È vero, io ero stanco, avevo sonno e paura di schiacciarlo, no, non volevo.


I due gemelli si somigliavano in tutto tranne che nella muscolatura:
stassa barba rossa e folta, stesse mani tozze,
la voce bofonchiante come in una pentola,
ma uno straordinariamente forte
l'altro smilzo e leggero da far tenerezza.


Non riuscii a dormire, non riuscii a dormire senza far sogni.
E diglielo, diglielo che sogni, al risveglio avrei voluto tenerlo io.
Ma era già mattino, che disdetta eh. Il mattino dopo una notte di sogni meravigliosi.
Non sono invidioso, sono contento per lui, è mio fratello. Gemello, poi.



I due gemelli indossavano delle camicie molto vistose
a quadroni in tessuto pesante, anche d'estate,
le scarpe bizzarre, a puntagli stivaletti in coccodrillo rosa,
sottolineavano le loro scelte, o le esitazioni dinanzi a una
pozzanghera buia.



Che ne abbiamo fatto poi? Io ho continuato ad accudirlo di notte, l'uovo.
E io di giorno, lo guardava riposto in una cesta di vimini. Nelle mani no, poteva rompersi.
Ha le mani dure e ruvide, se ti tocca il viso sembrano di legno, devi provare.
No, sta' fermo. Mi vergogno. Le ho così dalla nascita, dure, ruvide, grandi.
Io invece ho i piedi così. Strano vero? Qualcosa deve essere andata storta in cielo.
Ancora con il cielo? Ma quando crescerai. Queste mani e questi piedi sono così. E basta.


Guardandoli si aveva l'impressione
di essere dinanzi a degli specchi bugiardi
nell'impossibilità di distinguere
il riflesso e il riflesso,
i gemelli ridevano scuotendo il capo,
sempre scuotendo il capo in alto e in basso.


Ma raccontagli dell'uovo, cosa è successo dopo, dopo qualche giorno.
Una sera, era sera quindi l'avevo io l'uovo, una sera lo vidi dondolare.
Davvero! Mi chiamò gridando Dondola! Dondola! E quando lo vidi dondolare..
Ci può credere, signor barista, appena lo vide dondolare cadde svenuto, tramortito.
Non avevo mai visto un uovo schiudersi. E soffro di pressione bassa.
L'uovo si stava schiudendo e mi sentivo il petto gonfio, gonfio di aria.
Come se l'avesse respirata tutta. tutta l'aria nel mondo, anche io mi sentivo così.


I gemelli pagarono la loro spuma, gazzosa o gingerino, chissà.
Pagarono e iniziarono a cadenzare il suono secco dei loro tacchi.
Avevano lo stesso passo ma disegnavano ombre assai distinte.
Nei pressi della porta si voltarono a guardarmi
e sorrisero dietro la barba rossa, folta.
Rimasi un po' a pensare ai loro stivali.
Chissà, forse era nato un coccodrillo rosa.


A.

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