Niente di personale


Niente di personale.
Lo so.
E non ho di che lamentarmi.
So anche questo.

Forse qualcosa dovresti dire,
però.
È vero, non finirà il mondo,
forse.
Quando l'ho saputo mi è sembrato di
avere il corpo per aria
e la testa
la testa sott'acqua.
Fai ridere,
sei davvero stravolto.
Scommetto che non hai dormito
e per una cosa simile.
Non ho dormito
non è questo il punto.
Riesco a capire,
ma sento a prescindere.
Ti conosco,
eppure mi sorprende sempre
la tua perturbabilità.
Vorrei difenderti ma non lo vorrei.
Pensi che sia dovere, vero?
Il mio dovere, soltanto quello.
Non credo tu abbia torto,
è il mio dovere, ma forse non basta, no.
È il tuo dovere, giusto.
Credo che sia quello che devi fare,
niente di più. Perchè ti agiti.
Riposare, dormire, mangiare.
Senza preparazione non riuscirei
a farlo. E la preparazione è densa.
Una crema, un budino.
Sono continuamente impegnato a
A stringere gli occhi.
Hai una ruga profonda
dove comincia il naso.
Sei divertente.
Tu parli troppo, mi distrai.
E non fa ridere, quindi smettila.
Hai ragione, è solo il mio dovere.
Se hai altro da dire, parla di te ora.
Nessuno mi ascolta,
se parlo di me.
Per questo ti farò una domanda ancora.
Ma non subito.
Non ho altro tempo,
se mi fai aspettare tremo,
se tremo sbaglio
e se sbaglio tu soffrirai, e molto.
Cosa vuoi che ti dica.
Va' avanti.
E non cercare ricordi inutili
per ricompormi il viso.
Ti ho detto di non ridere,
devo procedere.
Ho preso tutto, c'è il sole.
Scendi pure e guarda.



Volerò.


A.
(foto di Ian Saudek)

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