Samurai Champloo


Un ombra sottile,
quasi solo un pensiero.
Mi hanno aiutato ad aprire,
i due uomini
è bello avere qualcuno all'inizio
del giorno. La donna
non ha esitato, è entrata
per prima, si è guardata intorno
e ha rilassato il petto
su una sedia,
appena sfiorata dal sole.
Uno dei due uomini
è rimasto indietro, con me,
a sistemare la tendina del Bar.
L'altro, pensando di non esser visto,
ha rubato una sfoglia dal vassoio;
ancora caldo il vassoio della mattina
distende le pieghe delle mani,
consola l'aria.
La donna era assai minuta,
bella
stretta dentro petali chiari,
prometteva profumi e colori
senza mostrarli.
Non sono riuscito
a guardarla
per più di un attimo.
Tutto così veloce
nella loro presenza
da farmi girare la testa.
Vuole una sfoglia?
Avrei anche potuto dirlo.
Ma erano già finite.
Al banco ho acceso la macchina del caffè
e non ce n'erano più.
L'uomo rimasto indietro
ha continuato a fissare la tendina
a lungo
forse cercando di ricostruire la strada
dalle strisce che vi filtrano,
forse mettendo insieme tutto il mondo fuori,
come faccio io.
L'altro si lecca le dita
dietro uno sguardo obliquo.
È molto magro, nonostante l'appetito,
i capelli in disordine, i muscoli ben fissi alle ossa,
lo fanno sembrare
un nodoso albero
un albero robusto,
elastico tanto da non soffrire il vento.
Hanno aspettato che il sole fosse alto.
Poi si sono avvicinati al banco,
tutti e tre.
Il Bar aveva già accolto gli abitudinari
cerimonieri del giorno,
intorno come placide piante grasse in attesa
non sospettavano nulla i clienti.
Ancora sporco di zucchero il muso,
me lo trovai prossimo al naso.
In un attimo a un passo.
Le sue dita
mi portarono al mento
l'odore acre dell'erba,
senza stringere,
mi teneva per la gola.
Graffiava
come sabbia brillante
la sua voce roca.
Eppure
non capivo nulla.
Nulla di quel che diceva.
La donna allora con un braccio lo spinse indietro,
l'altro semplicemente sogghignò.
Lo fissavano e
lo fissavano
per quel candore rappreso
tra i suoi baffi radi,
lo fissavano.


Limpida la neve
quando solo il legno è nero.


Dallo scorrere del primo sorriso,
fino al fragore delle risa in cascata,
quello rimase immobile.
Ma poi si scansò.
Evitando di bagnarsi i vecchi zoccoli,
si scansò dal fiume.


A.

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