Zeroazero


Si dice che questi siano giorni bui.
No, non si può far credere
una menzogna simile,
non ora che non un occhio indugia
a guardare.

Si dice che in questi giorni un gioco
stia morendo.
Ma nessun gioco muore
se rimane qualcuno che ricorda
come si fa.
A far nascere un bel ricordo.

Non un bel ricordo i versi che seguono.
Quando la violenza
la divorai da solo
e ne feci parole contro.
Era Milan-Roma. Ma forse era tutto il mondo.
Petrolio assetato di scintille.
Non difficile sentirsi così.

Eppure non sono i giorni della giustizia
i giorni bui.
Questo lo so, si sappia.


Maledette le vostre facce, maledetta quella vostra voglia di sentirvi migliori.
Sia maledetto quel volto serio che a stento trattiene il godimento del giudizio.
Maledetta la menzogna con cui sporcate il mio cielo.
Maledetto il lenzuolo su cui replicate il vostro respiro.
E sia maledetto quel giorno che vi sorride perché siete feccia.

Maledetta l’ombra che vi accompagna, schiacciata sotto il peso delle vostre parole.
Maledetto il vostro odore di vivo, che mi impone il ritardo della vostra scomparsa.
E il vostro occhio sia maledetto, pronto a fissarsi nel mio
per punire. Maledetto il mio silenzio.
Maledette le schegge di cui ho paura.

Maledetta la fogna dove bevi,
maledetto il denaro con cui spasimi di corpo,
maledetto tuo figlio, sia maledetto
che ti guardi vivo,
mentre muore.

Maledetta quella rabbia che dispensi brutto muso,
che dispensi e mi alimenta,
infetta saliva per me che ho accettato
l’aria che mi doni.
Io lebbroso, mi costringi all’inchino.

E siate maledetti voi che non amate
le parole di una pietra
che si scaglia contro il vetro
e ammazza
chi mente e giudica. Senza processo.


A.

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