Fake plastic trees (SupermarketZ)

Oggi il barista è andato al supermercato.
Dimenticando che oggi, 3 giugno, è sabato.
Troppo sabato.


Era piccina
lenta legava
i suoi pensieri
a ogni passo
e i petali arancioni
sbiadivano
trascurati dalla luce
timidi silenzi.
Odio chi mi colpisce il fianco
odio chi mi spinge come
una tenda brillante
quelle tende d'estate
che a guardarle bene
sono ferite del sole.







Il supermercato: un alveare
pestato da bambino vivace
sprovveduto bambino
non sai che ora devi correre
devi correre e correre prima
che non ti pungano?
Le chiesi solo
di venire con me
non aveva fiato
non conosceva la lingua
non aveva una bocca
ma petali arancioni
sbiadivano
trascurati dalla luce
timidi silenzi.
Odio chi mi assorda senza scandire
chi confonde le carte e poi smette
di giocare prima
che venga il mio turno
va via
portando con sè le mie gambe
perdute.
La fila alle casse era un ponte di coriandoli
la mattina dopo l'ultimo giorno
di carnevale: è sempre
mercoledì
e
io una volta
ho visto nevicare
di quel mercoledì.
Ora sta bene
colora la mia corona
non singhiozza
nè dispera
è un pianto dalle labbra
lacrima di sangue e di saliva
solo petali arancioni
sbiadiscono
nella luce
timidi silenzi.
Odio chi ha il collo lungo
così lungo da ricordarmi
di stare attento
a non farmi vedere
quando sono felice.

2 commenti:

enza ha detto...

La musica mi ricorda quella dei coldplay, il video mi ricorda lo stato di angoscia e di sconforto che mi coglie ogni qual volta la necessità di cibo mi spinge a varcare la soglia di quel girone dantesco che oggi chiamiamo supermarket.
Ti abbraccio

giulio ha detto...

bel blog, dimenticavo!