Senza maledire



Che dire.
Ho una faccia di piombo stamani.
Non è facile
serbar occhi leggeri
quando il tempo lo senti masticato
dai pensieri
e i pensieri non esitano a sputar via
il tempo.


La volgarità dell'uomo che
ordisce trame e attende prede
la sua inestimabile piccolezza
è solo un minino cenno di presenza
aggrappati con le unghie alla terra
resistiamo al vento
anche per poco.


Guerre seminali:
guardano guardare.
Poteri zoppi:
venditori di bolle.


Procedere dalla notte al giorno
è naturale
nessun taglio nessuna cesura
l'arrivo del sole è discreto, delicato.
Ma schianta la vita che pretende
il suo ritmo stupido e violento
è lo stesso del sangue
incapace di fermarsi o solo uscire
senza urlare.


Uomini che cercano parole d'acciaio
per scolpire il catrame
modellando desideri senza stelle
irriguardosi per le stelle i desideri
ciechi e palpatori.


La tristezza per lo spettacolo
di un'ennesima
alba
s'annida intima,
oramai mansueta.


Dolgono i muscoli delle mani
e i denti iniziano a spaccarsi,
meglio non continuare
e tornare
a scivolare
nei guanti unti d'olio
del giorno.
Così. Aspettando di
andar via senza maledire.


A.


(foto di Jan Saudek)

2 commenti:

enza ha detto...

E' vero, il quotidiano ci aspetta. Daremo senso ad ogni nuova alba se riusciremo a vedere la luce nascosta dentro ogni fatto,ogni gesto, ogni piccola cosa.Quel granello di luce che puntuale e silenzioso ci chiede di spazzar via le Tenebre dal Mondo.

Luigi ha detto...

we toto come sempre parolone.spero di diventare come te