Supplementari (Italiagermaniadueazero)


E' entrato avanzando lento, ha cercato qualcosa nelle tasche
a pochi passi dal banco
senza mai alzare lo sguardo
trascinava i piedi
come se il bar fosse pieno di neve.


Guardavo la partita, un intervallo non previsto,
o forse sì
ma così abituato ai caffè
dovrei saperlo,
si può tornare più volte, durante il giorno.


Arrivato al banco, con un rapido cenno,
mi ha indicato una bottiglia di vino già aperta,
la tenevo per me, questa sera,
non aspettavo nessuno.


Quando la sera non è ancora sera
nonostante l'ora e il buio
versare il vino è un atto quasi religioso
che può riempire il cielo e dare
congedo al giorno.


Non beveva, guardava con me la partita
e al momento della fuga del centravanti
scoprii il suo cuore timido
sotto una pietra un formicaio
tremava di emozione
come il mio appena lontano.


Alla traversa del calciatore
mi accorsi che aveva da qualche momento
ripreso a cercare nelle tasche
con nervosismo bruno
lo stesso che lo aveva allontanato dal banco
qualche secondo.


Ero in piedi da troppe ore, non ho
uno sgabello dietro il banco, intralcia il più delle volte
e poi non mi negherai mai
il mare ruvido del pavimento brontolante
bacia e saluta la riva dei riflessi
mentre le luci fanno schiuma delle ombre.


Passato dall'altra parte,
seduto su uno sgabello
accanto a lui
ancora impegnato in una esplorazione
a questo punto sfinente
non potevo non esser tentato da quella scena
che mi rubava ai pupi e alle donzelle.


Si era fermato, di colpo
stringendo il pugno
dietro il tessuto verde della sua giacca
una giacca con troppe tasche
vuote
non dice quasi mai la verità.


Portò la mano al viso
continuando a stringere così forte
da imbiancarsi i nervi del palmo
anche le labbra,
ora protese in avanti
tendevano allo scrigno ossuto
come la strega porgendo la mela avvelenata
sognava un'infinita bellezza.


Erano stati pugni duri,
e con difficoltà nei placai la furia
sudato mi guardava e tutto il bar respirava con lui
spostando il soffitto tra le stelle e il cuore rosso
della terra.


Non attese oltre,
mi ero sbagliato
la partita non gli interessava,
raccolsi la foto di una bambino e una donna
come pane fresco disposti in un cesto
di crini sottili
non era che una piuma sfinita
o una lacrima bruciata
la buccia di una mela avizzita
dal mio silenzio idiota.


Poi il calciatore segnò due gol.
Felice.


A.

2 commenti:

tanito ha detto...

FORZA ITALIA !!!!!!!!!!! ARGENTINA FESTEJA CON USTEDES !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Antonio Sofia ha detto...

grazie tanito!
gran finale domenicaaaaa!
A.