Pendolare


Viaggio in treno, adesso. Un vero pendolare.
Da piccolo immaginavo i pendolari come persone tutte uguali,
per lo più blu e grigie ferme ad aspettare una vicina all'altra.
Stessa faccia per tutti.
Se un pendolare si scostava dagli altri il suo viso tornava a distinguersi
ma nell'adesione al gruppo dei lavoratori viaggianti ogni tratto distintivo
risultava impercepibile.




La mattina presto, andando in stazione, incontro sempre un signore,
un signore diverso. Ma sempre un signore per postura, età, passo solido
e capelli stinti. Li chiamavo signori da bambino quelli così.
Dicevo. Sempre un signore diverso però: la statura, il naso, la lunghezza delle braccia.
Gli occhi e la corporatura. Diversi. Tutti i giorni.
In un medesimo punto della strada tra la mia casa e la stazione,
un signore diverso che porta la stessa valigetta.
È una valigetta scura, non ha chiusure, sembrerebbe quasi una borsa
per lo spessore sottile, ma è una valigetta, ne sono sicuro: lo ribadisce il suo essere
perpendicolare alla terra, le valigette sono così.



E quando al mattino mi sveglio e penso al giorno dinanzi
scopro la bellezza della lontananza tra i punti:
poter smettere qualche ora di fare
quel che al sonno si ruba
e alla pace si nega.


A.


(foto tratta dal sempre nobile The Daily Drink)

2 commenti:

enza ha detto...

Ti lascio un abbraccio,enza

manuel ha detto...

Un saluto ed un abbraccio :)