Gomiti ruvidi


Un racconto dal passato del carissimo Alessandro A. di WebRadio80.


Ao. Oggi pomeriggio fatte trovà pronto pe le tre.
Senti io la lacoste la metto verde.
Vedi de non mettela pure te, sennò famo ride.Vabbè capè, risponde er biondo. La metto blu. Senti a proposito, stavolta er millet lasciamolo ar guardaroba. Che calato sulle spalle ce fa fa la schiuma.


capello alle 13 è già di fronte allo specchio. Il tubo di tenax è nuovo imballato. Se lo chiamano capello un motivo ci sarà. Lavora bene il ciuffo con sapienti passate di phon e gelatina tenax. La prova tiene. Ammazza, manco tony hadley ce l’ha così sostenuto. È un bel ragazzo. Non molto alto. Veste alla moda. E si muove altrettanto.Il boldor 900 color oro lo attende in garage. La lacoste verde bottiglia giace sul letto. Insieme alla cinta di el charro, quella semplice, senza indianino, jeans di valentino, con i bottoni, e sotto le timberland estive. Calzettoni a rombi. Anche se siamo a novembre bisogna tenersi leggeri.


Al Piper di domenica pomeriggio c’è gente.Il Millet lo aspetta sull’attaccapanni. Er biondo invece lo aspetta di fronte al portone e già smadonna perché alle tre capello ancora non arriva, ma è un classico. Aveva dimenticato il rolex a casa. In pochi minuti sono a via Tagliamento. Ci sono le transenne e una selezione durissima. Difficile entrare anche se si è in lista. Devi essere vestito da tozzo. Altrimenti non passi.Capello e er biondo sono di casa al piper. Parcheggiano proprio di fronte. Neanche la legano la moto. Tanto chi è tanto pazzo da toccare la moto al capello. Si dice che conosca certi che bazzicano tra piazza euclide e piazza dei giuochi delfici.Entrano passando avanti a tutti mentre due biondine li guardano ammirate.Nessuno li ha mai visti ballare.


Prendono posto e gomiti al bar.Sono le quattro ormai e gli altri cominciano ad entrare. A loro piace proprio farsi trovare lì.Come se facessero parte del mobilio. Un cenno di saluto o di indifferenza non lo negano a nessuno e cominciano intanto a cioccare. Quelle carine accompagnate dai soggetti.Capello e er biondo fanno coppia fissa da anni. Fin dalle superiori.Vanno da soli al piper e tornano altrettanto. Non vanno mai a piramide dove l’ometto di Acilia si incontra con gli altri alla fermata del trenino. Di tanto in tanto muovono i capelli e ripassano la checklist. Capelli? Come stanno. Denti denti?Ao. Ho detto denti? Biondo? Ma me stai a sentì? No. Aspè? Lo riconosci sto pezzo? Si. È coso.è Get off my case. Senti, denti? A posto capè? Senti ascella? Comè sudata? No , a posto capè. Alito?, Alito? beccate sta mentina. Va…Er biondo lo sopporta ormai da anni. Ce chi si gode sta scenetta. E la ripete para para in piazza.davanti alla GS. Il lunedì dopo.


Si fanno le 5. i gomiti sono ormai ruvidi sul bancone. La pista è piena.Hanno cioccato due. Carine. Ma quello che conta è il viso. Coperto dalla terra di siena, e l’abbigliamento. Che deve essere tozzo. Stanno con due che sembrano soggetti. Non coatti. Qui difficile per loro entrare.Improvvisano due passi due. Ben attenti a non scomporsi. Si mettono in mezzo approfittando della calca. I due soggetti sanno che torneranno a casa soli. Anche capello e er biondo. Ma i numeri di telefono sono già nella preziosissima agendina che capello nasconde gelosamente nella tasca di dietro.


Escono presto verso le sette. Veloci così come sono entrati. I gomiti sono consumati. Lasciano una scia sul bancone. E filano fuori. Ci sono due pischelli intorno alla moto. Capello li guarda con aria di sufficienza mentre inforca i bollè. Sale rapido er biondo. E scompaiono lasciandosi alla spalle il quartiere coppedè.Il giorno prima stessa storia . Tale e quale. Cambia la lacoste, i calzettoni, e la discoteca. Che di sabato pomeriggio è il much more. A via luciani, ai parioli. Lì c’è il faber. Che detta legge al popolo dancereccio anni 80. entrano tardi qui. Fuori c’è ancora più ressa e perdono tempo a discutere con due bori . Intanto faber ha iniziato con color my love delle fun fun per poi passare ad happy children.Il bancone li aspetta.


La scenetta si ripete.Capelli? Denti? ascelle? Alito. Tutto passato e ripassato in rapida rassegna.Guardano gli altri ballare sugli scalini. Qualcuno pomicia sui divanetti. Loro no. Puntano a qualcosa di clamoroso. Alla escoriazione delle giunture.Stavolta non portano a casa manco un numero. Ma quando escono. Impenna capello, e mette il blocco, facendo vedere le chiavi a due simpatiche vecchiette che si mettono le mani in testa per la paura.Gioventù di oggi. Venticinque anni fa.

1 commento:

Rosario ha detto...

Ciao barista!!
Le vqacanze sono finite, ti mando un caro saluto!!
A presto!