Haibane Renmei



I bambini dalle ali cineree hanno rinunciato a vivere.


Cosa accade quando un bambino viene deluso,
quando un piccolo uomo piange da solo e
ha paura delle ombre.
Quando le ombre sono le macchie che sentono
sulla pelle nella bocca.
Quando qualcosa li rende diversi da chi si guarda e sorride
da chi guardato desta un sorriso.
Quando la bellezza muore in ogni gesto
e le parole fanno solo rumori.
Muti rumori.


Cosa accade quando le pareti di una stanza
sono tutto il mondo intorno intorno ai bambini
quando una breve macchia nel muro
li colpisce con la forza di un treno
e il loro corpo giace silenzioso
tra anime d'acciaio.
E quando il canto posato sull'orizzonte
riverbera nelle loro orecchie come una condanna
e un nuovo giorno.


Rinunciano a vivere smettono di vivere.
Ingoiano le lancette scure dei campanili.
E si sgretolano e divorati dal niente
lasciano sporco
intorno.
Fino al vento, al vento che di lì a poco
ne lava il ricordo. I piccoli uomini
scelgono di abbandonare chi li abbandona
e muoiono
cadendo
da soli,
nulla può il volo dei corvi innamorati.
O no, forse no. Un passo, il primo
sulla scala che va oltre le mura
si rivela solido e sereno
se trova una piccola robusta pietra.
Che sa la debolezza.


Che si perdona
e perdona indulgente.
Chi non l'ha mai guardata chi ha deluso il suo cuore.


Un guscio intrecciato la vita dei bambini
che scelgono di non vivere.
In una città lontana
oltre la loro morte,
attendono
le loro ali grigie
nuova fiducia in quello che hanno lasciato.
Nuova fiducia, nuovo amore
una nuova speranza
per quel mondo
che li attende come orfano affamato.


Haibane Renmei,
delicata incredibile missione.


A.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Beh, To', come tutte le tue osservazioni... lascia senza parole :-)

Non dico così per dire; sono sicura che se 'sta serie l'avessi fatta tu, non ci sarebbe stato bisogno di alcuna spiegazione sul finale. L'avresti risolta perfettamente in tredici episodi.

Dovresti seguire le orme di Makoto Shinkai! :-)