La regina dei topi (Fiaba)


Mancano pochi giorni all'inzio del Campionato.
Un tempo il più bello del mondo,
ora il più difficile, si dice.
Vorrei capire cosa è cambiato.


L'agonizzante condizione in cui il calcio nostrano
ha trascorso gli ultimi 100 anni (!),
quell'organizzazione figlia di una chiara ripartizione
del proscenio politico e imprenditoriale nostrano,
avrebbe segnato pagine di effimera e irriducibile beltà
al cui cospetto il peritur presente non può che arrossire,
balbettare i suoi primi atti?


La malinconia stringe il cuore e lo avvizzisce
prima dell'ultimo bacio.
E quello si spegne nel ricordo
ancora non vissuto.


Il Campionato italiano perde nella sua maggior serie
la sua vecchia signora perchè.
Ha scelto di mostrare un semplice barlume di pudore.
Questo si può volere. Credere.
Ed è chiaro quanto una simil disposizione viva
il vigore e l'essenza limpida di una scelta libera,
dettata da speranza e buona fede,
non una semplice costatazione di fatto.
Che la giustizia non è che approssimazione
e la verità in superficie si increspa al primo vento.


Dunque.Alla vecchia signora caduta dal cavallo
cosa dedicare se non uno sguardo campatente.
Alla vecchia signora imbellettata oltre il lecito della vergogna
cosa deputare se non una mano sul petto
per il dolore della dignità incrinata che toglie
il respiro. Umorismo.


Eppure.
Le sue vesti stracce sono attese ancora da specchi compiacenti,
l'olezzo dei suoi crini oliosi fa gola alle labbra di tanti paggi,
e guardarla risalir la china sarà bellissimo per i topi guerci
che dai bassifondi in lei realizzano la speranza di una redenzione,
di una catartica ascesa al nettare degli dei.


Topi. Guerci.
Al banchetto degli ori e dei profumi trascinati dal sogno
di una netta e pura magistra, danzano e ciarlano
ancora nel buio fango di un inchiostro sterile.
Guerci. Topi.
Nascosti nelle ombre seminano il senso del loro desiderio
e portano alle labbra di ogni sciente un cucchiaino di fiele.


Niente sarà più bello della rinascita,
niente potrà valere la scalata della vecchia.
E i suoi piedi sporchi lasciano su ogni cristallo
le parole di un racconto già scritto.


Mancano pochi giorni all'inizio del Campionato.
Un tempo il più bello del mondo,
ora il più difficile, si dice.


A.

(presente anche su LupoCattivo)

Nessun commento: