Lettera a un medico bugiardo



Quando ero piccino il mondo pesava
sulle spalle, nelle mani.
Ora ho quasi trentanni,
davanti a me un matrimonio
intorno troppe ombre affamate, affilate.


Scrivere qui le cose che ho, le cose che so,
adesso diventa sbagliato, forse è già impossibile:
esprimere lo sdegno vero un'umanità sì segnata
da colpe reiterate e meschine,
ordinare, spiegare, raccontare
le speranze e i desideri impiccati.
Quali parole per uccidere il loro pensiero,
il pensiero degli altri, degli altri uomini
che insozzano la possibilità di esistere,
stuprano la pace
e si ingozzano di cadaveri.
Anonimi.


Perchè sei così brutto, uomo.


Perchè guardi con occhi sporchi,
parli con lingua avvelenata
e tra le mani vuoi stringere roba e vite.
Poi dormi, ah come dormi placido e delicato
nel sonno sei un cristallo,
un bambino educato, un petalo,
una piuma, un colibrì.


Allora vorrei giungere
preciso spietato silenzioso.
Strisciare nelle tue orecchie.
E sussurrare.
Il più grave degli incubi.
Una pietra contro le tempie.
Il più grave degli incubi.
Non svegliarti, non ancora ti prego:
questo voleva essere soltanto
un benvenuto. Il mio benvenuto.
Ora ti dirò chi sei.


A.

1 commento:

Nu e Marianna ha detto...

Purtroppo capita troppo spesso che momenti già duri da superare diventino ancora più pesanti a causa della brutta gente che abbiamo intorno.
Ogni parola al momento sarebbe inutile, condivido il disprezzo per degli individui che di umano hanno pochissimo e spero che i tristi giorni passino presto cancellati da una ventata di aria fresca: ti devi sposare e mancano precisamente...14 giorni!!!