Killer Blues



Il sorriso mi strappava la faccia
per quanto avrei voluto
allargarlo al mondo.
Ma la malattia è.
Non: può essere.


Affamati, fino ad azzannare i rumori,
affamati di quiete, tanto da voler macerare con i denti,
sì gli stessi denti nascosti nei baci,
le ali degli angeli belli. Che noi.
non siamo angeli.


Il sesso profumato degli angeli.
Disperante disperata similianza.
Se è malattia. E la malattia è.
Il vapore. Copre.
Un viso lavato appena.


Un giorno così nebulizzato
in tanti piccoli momenti d'amore ci tiene
in vita. Non speranza, già, vita;
o forza. Enormi siamo ma.
Non siamo angeli.


E il male ci devasta. Non siamo angeli
ma sporchi rimasugli di un cielo uomo
e ora rabbioso io inchiodo il mio polso
al muro: che scrivi, che scrivi, idiota,
vanesio, malsano diffamatore della paura.


Ah, storditi, vorrei mappamondi capelluti,
roteare sulla punta del mio piede storpio,
vorrei il canto stonato delle anatre
a proclamare te deum strozzati:
siamo soli e una pietra in faccia


è una pietra scagliata.
No, angeli no. Ci si ammazza,
tra noi che si ha poco: e si usano ancora
le più basse tonalità del corpo
per trovare sollievo al sangue che brucia.


Angeli. Chi. Inchiodo al muro
la mia schiena, non aderisce, poco male
tanto male: angeli, chi. Vorrei entrare in quelle case
d'oro, porte maestose e alte a dominare le città
con il solo nome, la sola effigie. E sputare, e


vomitare il veleno di quanto e quando
non ho potuto fare altro che odiare
e nell'odio imbruttirmi
e nella bruttezza morire.
Storia di porci, storia di maiali


che nel fango cercano riflessi
e ne pozzi affogano la luna sotto una pioggia di feci.
Perchè così iracondo, perchè un bicchiere
di acqua sporca offerto al sole agostale.
Io? Io assisto, sempre guardo,


arrivo prima e mi siedo,
non parlo mai, nè mi distraggo,
io studio, io seguo, io ascolto,
e se posso mi spiego quel che vedo,
io aspetto, anche i titoli di coda,


e non voglio mai luce prima della fine.
Allora, io. Perchè così armato,
agito l'unico braccio libero
e cerco di colpirti, sfregiarti
tagliarti le caviglie e svuotarti.


Perchè non so. Cosa fare.
Perchè so di non poter fare altro.
Mai dirigerò un film. Mai sarò un assassino.
Eppure. Quando oggi la sento piangere
e ancora niente è accaduto, vorrei uccidere. O cambiare scena.


A.

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