Lo sposo



Lo sposo
s'avvicina piano
in guanti bianchi
mi indossa
e la notte gioca.


Lo sposo è alto, distinto
lo sposo è un cilindro lucido
e la pomata sui capelli
le ghette chiare e i gemelli
d'oro falso, lo sposo canta.


E la notte canta
e lo sposo mi indossa
e gioca e mi gira la testa
perchè siamo belli
seduti a fumare una rosa.


Lo sposo passeggia
sceglie strade e tentazioni:
passa un'automobile
e lo sposo solleva il bastone
in vago cenno di saluto.


Cerca il mare, anche, lo sposo
una sera lo vide e gli spiegò
chè l'amava: quello sembrò
non gradire, troppo sincero,
zittì il lamento dei ciotoli.


Lo sposo salta se nessuno guarda
poi torna adagio alla sua ombra:
nei pressi di una scalinata grigia
indugia, si ferma, si siede
finchè una statua gli confida il male.


Sorpreso dal sole,
infine lo sposo si spoglia,
mi allontana piano, mi sveste:
dormo con ingordigia,
dormo senza figure.


A.

4 commenti:

Markdeca ha detto...

ciao antonio sono marco tantissimi auguri per il tuo imminente matrimonio a presto ,ciao e di nuovo auguri

Anonimo ha detto...

Bene bene! Ora bisogna solo aggirare lo scoglio di questo venerdì 13 (urca!) e poi è fatta. Auguri auguri auguri di tutta la felicità possibile in questo giardino chiamato vita.
Un bacio ad Antonio, un bacio a Laurina, e un abbraccio da una Venezia alagata di sole,
Melitta

Anonimo ha detto...

Ecco, il venerdì 13 si è fatto sentire. Allagata, volevo scrivere, allagata, ma una elle mi è rimasta nella tastiera...
Approfitto per un altro bacione agli sposi,
Melitta

Sw4n ha detto...

Mi raccomando eh... :D