Pensieri di uno strano viaggio di nozze



Che strano.
Il barista è in ferie.


Ho qualche giorno libero dal lavoro dopo tanto tempo.
Eppure provo una lieve malinconia.
Sto guardando, adesso, una serie animata giapponese dolce come il miele.
Non è più un adolescente il barista, 29 anni non sono pochi, ma quando li aveva mio padre
ero nato già da tre anni e in questi giorni arrivava la mia sorellina.
In questo periodo mi nutro dei piccoli amori e della genuina convinzione
che i piccoli uomini e le piccole donne di queste storie rendono inestimabili tesori.


Ma come sto scrivendo? Eppure è tutto lì fuori che brucia, che trema per interferenze
brutali, tutto così scomposto, sporco, disordinato. Non sono pieni i colori delle cose
come in questi disegni, nè i nostri occhi riempiono metà del viso.
Eppure in Beck e Suzuka c'è qualcosa che mi attrae e mi rassicura: fino a quando si immagineranno storie come queste un ragazzino che le guarda troverà un fiore
che gli ricorderà cosa è un fiore.


Tutto sembrava così definitivo, così fondamentale allora.
Ogni giorno si combatteva la battaglia decisiva e a distanza di poche ore
sempre appuntamenti col destino. E le amicizie e gli amori di allora:
ognuno eterno, ognuno lungo una vita intera.
Adesso la vita sembra essere spezzata in tante piccole ossa,
simili, ossa simili per non ricomporre mai la logica di uno scheletro
logico, simmetrico.


Sì, è un tempo precario, in cui non ci sono sogni che non mi chiedano
di andare piano; da quanto non guido di notte senza saper guidare
e da quando non porto mia sorella in giro per il mondo in una cinquecento blu
o nel passeggino delle bambole. Forse non da così tanto tempo.

Ma c'è Laura con me, e allora so di avere custodito bene ogni commozione o tristezza,
so che amandola ed essendone amato ci sarà qualcosa a tener legati i pezzi,
a farli sembrare comunque ossa di un corpo, a celare un senso possibile,
a propormi una sfida meno chiara forse, ma non per questo meno affascinante.


Il futuro, una casa, i figli e i miei fratelli che cresceranno e i miei genitori che
invecchieranno, tutto questo mi aspetta. Laura no, Laura viene con me.


E allora Koyuki e Yamato mi sentirò un po' come voi ancora una volta,
chiuso in mezzora di colori pieni e occhi giganteschi,
a passarmi le mani nei capelli per farli arricciare ancora un po'.


A.

7 commenti:

Markdeca ha detto...

ciao antonio come te la passi??
ciao e a presto

Nu e Marianna ha detto...

Mamma mia che viaggi meravigliosi in quel passeggino, ricordo te che mi spingevi e io con in mano tutto città che ti indicavo dove portarmi...fosse sempre tutto così...fantastico.
Anche io non posso fare a meno di guardare i cartoni, è come una droga, è uno spazio rilassante e rassicurante in cui posso ancora essere una bambina e spero che Marianna possa conoscere tutti questi mondi meravigiosi insieme a me!

lonewolf ha detto...

che bello leggerti
negli occhi
e nel cuore
sempre bambini...

un abbraccio grande

Sw4n ha detto...

Oh! Come te la passi novello sposo? :)

Marco ha detto...

Le riflessioni, al bar dello sport, hanno sempre un sapore indescrivibile, e tu le hai riprodotte molto bene! Complimenti!

Anonimo ha detto...

Complimenti! Il tuo blog è migliore di quello di sw4n

Antonio Sofia ha detto...

grazie a tutti..!!
troppo buono martini!!!

A.