Testimone, precario (o Della Finanziaria)


Eccomi, testimone diretto del cambiamento.
Io, io che non ho potuto votare ma ho chiesto un voto in prestito
pur di supportare chi. In questi giorni.
Riforma l'Italia dei denari.


Particolare non da poco: la Sinistra italica, prode e disinvolta
come il Carlo Martello di De Andrè al ritorno da una puttana,
esprime il meglio della sua anima candida
quando deve amministrare, tagliare, esigere.


Se lo fa con senso della giustizia, se lo fa con saggezza,
se lo fa con onestà, si direbbe, che male c'è.
Eppure. qualcosa non mi torna.
La rivoluzione non dorme, ma si fa brutta.


Le grandi manifestazioni culturali, i valori, il nome dei valori
e le facce dei valori impresse sulle maglie, sulle bandiere,
sulla pelle: lascia spazio alle calolatrici, alle tabelline
e, perchè non manchi nulla, ai contratti.


Sono un finanziariato: una sorta di precario brutalizzato, parrebbe.
E con precisa data di scadenza. Slogan a parte, confido che non sia così.
Continuo a non veder nulla di male nelle proclamate aggressioni a quei redditi
che io, pur non indigente, non posso che considerare elevati.


Continuo a sperare che la chiusura, o la più edulcorata conversione
di tanti istituti di ricerca o similis, sia rispondente a una precisa esigenza
di riorganizzare, migliorare, razionalizzare le spese dello Stato sul territorio.
Che lo Stato siamo noi. fino a prova contraria, quanto meno.


Insomma io continuo. Ma qualcuno mi chiedo se non sia ora
che cominci: a parlare di cosa vuol dire NON AVERE quando molti,
troppi NON HANNO MAI ABBASTANZA; a chiarire le idee a chi
si scopre infastidito dalla discrepanza legittimata


nei diritti comunemente pagati:
sanità e Santità, Formazione e Deformazione,
occupazione e dipendenza.
Ecco se nessuno inizia, se nessuno di questa Sinistra inizia


a chiarire gli argomenti CULTURALI che ispirano il cambiamento,
invece che tirar fuori in continuazione un abaco contraffatto
dalle dita grassocce e dalla pancia ben piena,
penso che sarà molto difficile fidarsi, rimetterci, non guardare altrove.


Il grande inganno ahimè: temo sia giunto il tempo di
dire esclusivamente il vero.
E allora sia: quel gagliardo comunista rossoinfaccia
e ballerino, quello che appena sente folk e reggae si libera e sganascia,


quello del "Ho visto un film bellissimo che tu non puoi aver visto
altrimenti capiresti cosa provo",
quello, sì proprio quello, della coppia aperta e dell'avvocato ammaestrato,
del Calcio no che mi ha stufato, oh ce l'hai una chitarra, vai che si canta.


Ecco quello semplicemente sorridente nella manifestazioni per la Pace,
quello in forma, che il corpo è tutto e l'anima quella è in India,
e che poi si sa allora non è come oggi ma oggi in fin dei conti son tutti così vivaci,
quello che fuma di nascosto, quello che mangia di nascosto, quello che caga di nascosto.


Insomma quel tipico ometto barbuto e inkefiato che pare sia il cuore
di un elettorato intransigente verso al morale e la giustizia sociale,
quell'ometto: stia attento. Prima o poi gli strapperanno la faccia con le unghie.
Prima o poi anche loro. Quelli che non hanno. Vorranno avere ogni cosa.


E gli porteran via le donne e gli uomini più belli,
il portafoglio, i cortei, le lunghe corse affannate,
la barba e il manifesto, l'eskimo o il delirio no logo,
tutto gli porteranno via, lasciandolo solo.


Precario. Solo. Precario. Solo. Precario.
A cercar parole, a cercare pietre, a cercare i nemici giusti. Solo.
A rinunciare alla casa, a rinuciare ai figli, a rinunciare all'amore.
Solo. Nient'altro. Precario. Triste. Precario. Arrabbiato. Precario. Depresso. Precario. Suicida. Precario. Morto. Non più.


A.

1 commento:

LARRY ha detto...

hola, come va da queste parti?

.......
Se non è precario è sottoqualificato o meglio: con le responsabiltà del qualificato e il reddito del sottoqualificato.
.......

Ce la faranno i nostri eroi a sopravvivere?

un caro saluto