Western, Cap.9 - Caro diario

Caro diario
oggi ti lascerò sul tavolo della cucina, oggi che ho iniziato a scriverti, la prima pagina per l'ennesima volta, ho deciso di non nasconderti.
Mi piace questa tovaglia: non assorbe i liquidi e dio solo sa, e tu e tu lo sai, quanto mi fa schifo l'idea di essere fatta di acqua.
Poi riflette la luce e, credimi, in questa stanza la sera ce n'è bisogno, altrimenti il getto del lume sarebbe impietoso: nessuno a recitare sotto l'occhio di bue, dio, l'hanno proprio chiamato così, che tristezza.
Ti scrivo di mattina, tu non lo sai, no, non lo sai, che tutti i tuoi fratelli maggiori li ho iniziati di giorno. Non ti racconterò "cosa ho fatto oggi", nè cosa mi aspetto da domani. Ora suonerebbe bene io scrivessi: ti scriverò cosa mi aspetto da oggi. Ma, rido, non è assolutamente mia intenzione farlo.
Perchè, allora, ti scrivo, mi scrivo, ti chiederai, mi chiederai. Sono io a fare le domande, direbbe un commissario qualsiasi. Non sono io.
A volte penso che sarebbe bello essere scambiata per una che scrive diari bellissimi; diari che solo ad averli tra le mani potessero schiudermi l'anima, un universo, caro diario, puoi immaginarla la mia anima, un universo tra le mani?
Io distesa per anni e anni di stelle e qualcuno, tanti, a nuotarmi dentro: dopo morta? Forse. I diari vengono fuori di solito in quelle occasioni. Oppure un furto, un ladro spione: rimarrà priogioniero nella mia pancia se saremo bravi! Se sarò brava a scriverti.
Non ti illudere, però. Non sei e non sarai mai il mio specchio. Mentirò e mente ogni parola che ti scrivo. Non sarebbe onesto. Farti gustare un dolcetto così, speziato di garofano. Non sarebbe giusto farti mordere una simile pasta di mandorla. Non ti conosco abbastanza. Io, questo, lo so.
Vorrei avessi degli occhi, un paio, che pensi, non mi faccio idee strane. Due occhi normali, ti dirò di più. due occhi insignificanti. E' la gente che non vedo quella che mi interessa di più. E la gente che non vedo la chiamo insignificante, si fa così, anche questo so bene.
Sei un bravo diario, tu. Ma non ti dirò, prima di andar via, se sei stato più bravo dei tuoi fratelli più grandi: se sei stato il più bravo. Non te lo chiedere, è meglio. Nessuna acerba tristezza, potresti scoprire che sono bravissima ad ordire le mie sorprese.
Ora penso che andrò a lavorare. Non è male questa tovaglia, ti ritroverò qui e mi dirai "grazie". Lascio la finestra aperta, qualora. Che ne so. Non si sa mai.
Ti bacio sulla bocca.


Mia


Western

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