A Bari non piove ma tutto si bagna


Giovanni Montani, 17 anni.


L'ennesimo uomo ammazzato,
l'ennesimo ragazzo coinvolto o, ancor più, protagonista
di quella violenza che insanguina le strade
di Bari.
Ricordo: le strade umide la sera non nascondono alle auto
sfrigolii travestiti di pioggia mai caduta, i lampioni si scompongono
i riflessi banali mentre nessuno ha il passo lento per le strade baresi.


Perchè. No, non mi interessa sapere, non potrei capire,
molto probabilmente l'unica innocenza colpita è quella ideale
che gli adulti-per-bene assegnano alle anime dei piccoli uomini: prima di desiderarli,
prima di sfruttarli, prima di ignorarne le richieste d'aiuto
o solo gli occhi pieni di odio e le mani veloci contro un viso qualsiasi.


Cosa hanno a Bari, o a Napoli -novella missione mediatica di un Italia
in cerca di peccati e di assoluzioni e, ancor più di profeti e profezie-,
o in Sicilia, in Calabria, in Lucania,
cosa c'è o cosa non c'è perchè tutto si muova a scatti, come i ricordi imprevisti
e incontrollabili affogano il controllo di una mente stanca, ogni cosa si imponga
per l'evidenza schiacciante, sferzante di uno schiaffo. O di una pallottola.
O di un bacio non voluto tra le gambe.


Io vengo da lì. E con me ho portato soprattutto quelle strade lucide
in cui l'umidità ti raccontava una pioggia mai caduta; e sotto le luci basse
dell'illuminazione gialla, nessuno, poteva intrattenersi a parlare con la notte
perchè la notte guardava altrove, film appassionanti di vendette e privazioni,
colpi di scena e un naturalismo tale da non richiedere parola alcuna.


Quando i ragazzi con cui lavoravo venivano contraddetti pensavano subito
a cosa gli sarebbe costato spaccare la faccia a quel semplice latore
di ostacoli fonetici: ogni autorità investita da altri, e non da loro, e non dai loro amori,
costituiva un triste, meschino semaforo nella deserta mattina del primo Gennaio di ogni anno.
Quanto gli sarebbe costato continuare a fermarsi dinanzi a quella inutile variazione
cromatica, rosso, giallo, verde,
e quanto invece era bello partire e arrivare a destinazione, subito, con un unico movimento inerte.


Non credo all'innocenza dei piccoli uomini, ma neanche alla loro colpa:
Bari, Napoli, Reggio Calabria non si laveranno nelle parole battesimali di queste settimane
perchè non cè fede alcuna dietro il rituale riorganizzarsi della "società civile".
La tristezza e la bruttezza bagnano l'aria come e più della pioggia
impossessandosi dello spazio tra la terra e il cielo
controllano ogni desiderio e ogni corpo che vi si muove
lascia impronte pesanti e traccia gallerie di vuoto.


A.

1 commento:

sumire ha detto...

per chi non si fa inghiottire dalla barbarie umana...
per chi riesce a intravedere una normalità che non c'è mai stata insegnata....
per chi è ancora capace di sorridere, malgrado tutto...
buona giornata
simo