La stanchezza dei sospiri inutili


Quando ti senti piccino e i grandi urlano.
Ritirare la mano dal fuoco, ma all'ultimo momento possibile.
In un sacchetto alla cintola il mago portava parole e dinanzi ai draghi ne estraeva a caso di bellissime. Era un mago, il mago.
In bizzarra postura le ansie s'imbrunano al sole: non dirmi di accontentarmi giorno,
lasciami chiedere un costrutto fantastico perchè inviti me e solo me
al ballo di fine anno.


Seduti cospiratori in un momento di distesa facezia: verso ancora, sì versa,
e se puoi sfiorami le gambe, sfioramele senza guardare.


Cupo il frigorifero mormora sberleffi ipocriti e s'attira le antipatie del buio.
Mi rivolgo alla mia stanchezza e le chiedo di radermi con cura:
questa faccia la voglio riconoscere ancora, attenta, non fare scherzi.
E quando mi incide un neo alla base del collo la riconosco
sorridere, smorfia paralitica, ghigno inoperoso, la stanchezza dei sospiri inutili.


A.

3 commenti:

Brigatta ha detto...

Non mi rado. Ma parlo alla mia stanchezza nei sogni, davanti allo specchio ogni mattina. Ancora ad occhi chiusi.
;) Bri'

enza ha detto...

Quando la stanchezza mi assale mi tuffo nel pozzo dei sospiri inutili che sta in fondo alla mia anima e mi cerco...è un viaggio lungo e faticoso...in apnea...la necessità dell'ossigeno mi porta ad uscirne fuori e capisco che ancora non è arrivato il momento, che non ho ancora capito come prolungare il tempo che mi consente di arrivare alla Luce...in apnea.
T'abbraccio amico

Antonio Sofia ha detto...

vi ringrazio.
un abbraccio a tutte e due!!

A.