Un'astronave di distanza #2


dal Tirreno


Sono cresciuto coi cartoni animati, inutile ripeterlo.
E il fatto che negli anime alla fine i buoni trionfino sempre (o quasi)
grazie alla forza di volontà, al coraggio e ai sentimenti più puri,
mi ha sempre accarezzato di bene. Quanto dista la realtà da tutto questo. Non so.


So troppo poco per comprendere quello che vede un ragazzo di diciassette anni,
un portiere di calcio a pochi giorni dall'esordio in serie D, quando non ha più
un braccio. Credo che quello spazio ora svuotato, quella nuova brevità cui è costretto
il suo essere al mondo, sia devastante e terribile.


Ho ascoltato quanti gli vorranno bene, quanti adesso lo raccontano comunque forte
e determinato a vivere. Spero gli stiano vicino a lungo, perchè la tristezza
ha zanne affilate e si camuffa bene. Ma perchè.
Perchè possono accadere cose del genere. E perchè accadono anche dove e quando


non dovrebbe essere più possibile. Io non so troppe cose
per evitar di scrivere corbellerie. Eppure spero che questo ragazzo trovi un sogno
e che lo scelga tra quelli più grandi. Che continui a desiderare di essere felice.
Chissà quanto è grande quella distanza. Forza.


Infine. Chi ha responsabilità paghi. Paghi sul serio.


A.

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