Western, Cap.15 - Penny

Ho preso tutto. La carta, i detersivi, i sacchetti per la spazzatura. Manca qualcosa. Un sapone per la lana, ho appena fatto il cambio di stagione, la roba invernale puzza di stantio.
Che fila, dio. Speriamo aprano un'altra cassa, devo stare attento ed essere il primo. Ma non vedete quanti siamo? Ho un surgelato che sta bagnando tutto; quei carciofi li dorvò solo buttare in padella. O buttare del tutto, stasera non ho voglia di carciofi.
Ecco, io mi chiedo: perchè compri tutte queste cose? Signora magra e agghindata come una metallara triste, cosa fai, gestisci un campeggio forse? Sono in tutto sessantaquattro merendine, tutte uguali. E dodici litri di succo d'arancia, signora devi averne sfornati diversi oppure stai per andare in letargo. Però, vista da dietro saresti promettente. Ti prego non voltarti adesso. No, hanno aperto la cassa due. Puntavo alla quattro, aveva più senso, dio. Ci sono già quattro persone, qui signora mia, se ti sbrighi, ce la dovrei fare in una decina di minuti. Perfettamente in orario con il radiogiornale delle undici.
Cosa? Quello spagnolo ha comprato un mivar di venti pollici qui al Penny? Certo che ha la garanzia, coglione. Ma cerca di perdere lo scontrino entro due giorni, così quando vedrai solo pallini verdi non potrai cercare inutilmente una spalla su cui piangere. Faccio bene io a non averne una. Hanno una forma orribile i televisori: nonostante indossino morbide stoffe scure, si sa sempre leganti e sfinano, non sono che una successione di rettangoli mosci. Pure quelle piatte: per un po' mi sono chiesto se non fossero diverse, almeno quelle più sottili. Un sacchetto per favore, grazie. No, non lo sono.
Non ho un centesimo e ora che fai? Sei di quelli che dicono non fa niente o di quelli che cercano di raccattare nove ramini invisibili con perizia psicotica? Certo, non fa nulla, le ricorderò che me li deve. Benissimo. Aggiungere una categoria.
Abitare sopra un supermercato ha l'estremo vantaggio di rendere breve, a tratti impercettibile il senso di colpa per la spesa. Forse anche lo spagnolo abita qui.
E poi non si fatica. I segni delle buste a strozzare le dita rimangono lievi e scompaiono subito. Non importa ci sia il sole o piova, c'è l'ascensore dal garage che lascia al piano. Al secondo, grazie.
Arrivederci. Per raggiungere gli appartamenti però occorre fare un pezzo scoperto, questo è sicuramente un problema che avrebbero dovuto considerare, non posso portarmi l'ombrello per trenta passi.
Oggi fortunatamente non piove. Devo cambiarmi appena rientro questa maglia è sudicia, la sento acre nel naso. Ci sono quasi. Ho lavato i capelli ieri sera, prima di coricarmi, ottima idea. Altrimenti stamani mi sarei straziato la testa. Anche uno dei vicini è a casa, tutti i giorni come me. Lo saluto con un cenno attraverso la finestra. Sì, buongiorno. Che faccia. Stia su, non è ancora tempo per pentirsi di vivere. Non è mai quel tempo a meno che non sappia precisamente quando dovrà morire. No che non lo sa.
Le chiavi, nessun problema con le chiavi. E' la serratura che non fa che provocarmi. Dunque perchè dovrei tirare la porta verso di me per entrare quando si apre verso l'interno. Questa cosa mi fa impazzire. Non voglio poggiare le buste in terra, dio. Devi aprirti, cazzo, sei una porta, fai la porta. A costo di spezzare la chiave. Bene, brava, bis.
Il radiogiornale non è ancora cominciato. Odio gli schizzi frizzanti della pubblicità. Spengo e ripongo la spesa. Ogni cosa ha il suo posto.


Western

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