Far away, so close


Oggi ero al funerale di una persona che porterò sempre negli occhi e nel cuore.


Ho pensato al futuro, in questi giorni l'ho fatto spesso.
Il mistero della morte sembra poter schiudere gli orizzonti del tempo
e scandire chiaramente la necessità dei desideri.


Cosa accade. Cosa.
Perchè la vista stenta e le gambe dolgono a mattino
dei giorni siamesi. E perchè inizio a odiare le parole che uso.
Non ho diciassette anni, no.
Eppure il candore assoluto
e le dita impiastricciate di more zuccherine
stridono.
E allora parlo ancora. Nonostante l'urgenza di dormire. Ancora.


E avrei voluto denunciare la nefandezza
dell'agente funebre indegno
e avrei voluto cantare la bellezza delle donne
strette da non far passare il timore
e avrei voluto confidare quel che sarà tra una casa e un figlio
per non arrossire, senza arrossire.


Nessuna esitazione, il barista c'è e si accorge solo
di essere in balìa della vita. A volte è impossibile
che sia altrimenti. A volte è meglio che sia così.


Io e Laura abbiam parlato di quando non ci saremo più.
Io non vorrei esser esposto nelle Cappelle del Commiato,
no. Vorrei stare in una stanza chiusa e starvi per poco.
In una stanza aperta solo a mia moglie,
ai miei genitori e ai miei fratelli
qualora volessero, potessero esserci.
E ogni anno vorrei scrivere una lista di persone,
una lista di persone da invitare.
E offrir loro una cena in quell'occasione,
decisamente una generosa cena.
Poi forse mi farei cremare,
ma questo mi importa meno. Mi farei cremare
per evitare di esser guardato.
E tutto questo non mi dà tristezza, nè mi spaventa.


Far away,
so close.


A.

p. s.
In questi giorni di singhiozzante presenza
non ero solo. Grazie a chi mi vuol bene
e grazie a chi passa di qui.

7 commenti:

enza ha detto...

Mi unisco a voi in un forte abbraccio...

Brigatta ha detto...

Sono qua. Per pensarvi. Per dirvi che avete il mio affetto. Sono qua.

Bri'

Angela ha detto...

Accade che il mio passaggio qui,resti sempre senza traccia e silenzioso...
Oggi no.
Oggi vi penso e vi accarezzo, così da lontano, un soffio d'argento.

lonewolf ha detto...

serve che ti racconti
l'inadeguatezza che sento
vibrarmi nell'anima
e nelle parole
vuote di senso
ma ricche di sentimento
e di speranza?

no
so che non serve...

mi limito ad abbracciarti
ad abbracciarvi
in silenzio
come farei
con un fratello di sangue

ti voglio bene
amico mio

Aira ha detto...

Ciao, de México.

Anonimo ha detto...

Le tue parole mi hanno dato una stretta al cuore.
Un bacio, Antonio,
da Melitta

Antonio Sofia ha detto...

Ringrazio tutti,
avere degli amici vicino
è il segno di un presente sano
padre e madre di un futuro gentile.

A.